ATTENZIONE! La recensione contiene SPOILERS dei primi tre episodi di American Love Story.
“Il pubblico stringe sempre un fiore in una mano e una pietra nell’altra”
Ogni giorno raccontiamo le serie TV con passione e cura. Se sei qui, probabilmente la condividi anche tu.
Se quello che facciamo è diventato parte delle tue giornate, DISCOVER è il modo per sostenerci.
Il tuo abbonamento ci aiuta a rimanere indipendenti. In cambio: consigli personalizzati, contenuti esclusivi, zero pubblicità.
Grazie, il tuo supporto fa la differenza 💜
La sera del 16 luglio 1999, al largo della costa del Massachusetts, un piccolo aereo Piper Saratoga scomparve dai radar. A bordo c’erano John F. Kennedy Jr., sua moglie Carolyn Bessette e la sorella di lei, Lauren. Le ragioni non furono mai chiarite del tutto anche se l’opinione più diffusa è che si sia trattato dell’incapacità del pilota unita a fattori atmosferici molto sfavorevoli. La favola americana andava così in frantumi. La morte dei due, giovani e ancora sospesi tra promessa e futuro, congelò per sempre la loro immagine in un’eterna fotografia anni Novanta.
Per comprendere perché quella tragedia colpì l’immaginario collettivo con tale intensità, lo show torna indietro a osservare la relazione tra John e Carolyn dal mito romantico alle fragilità intrinseche di qualsiasi coppia normale.
D’altronde, il primo episodio preannuncia la tragedia già nei primi dieci minuti, ma non la mostra davvero su schermo. E’ piuttosto la tensione, i non detti, il sentimento ormai ai ferri corti a piombarci addosso in maniera repentina, come strascichi di un amore che ha dovuto sopportare tanto, troppo. La morte attende all’orizzonte, mentre vediamo decollare l’aereo in quel caldo giorno di luglio. Dopodiché stacco e si torna a sette anni prima.
All’inizio degli anni Novanta, Carolyn Bessette lavorava per Calvin Klein a New York. Era una giovane professionista brillante, apprezzata per il gusto minimalista e per una riservatezza estrema. Bellissima, elegante e raffinata, Carolyn è una stella in ascesa che riesce a farsi notare dallo stilista stesso proprio per un carisma innato e magnetico. John Kennedy jr, invece, ha fallito due volte il test di avvocatura. E’ il principe non incoronato, compare su ogni singolo tabloid quasi sempre a petto nudo, l’America lo ama, ma non lo stima. In lui è tutto esteriorità e fascino artefatto, rinchiuso all’interno di un ruolo che pesa come la sua eredità.
“Almeno ti hanno definito bello”
Lui è il rampollo della famiglia più importante d’America, lei la futura Lady D americana. Tutto qui? Ryan Murphy torna a parlare di celebrità e di fama, raccontando una delle storie d’amore più chiacchierate di sempre. Basata sul saggio Upon a Time: The Captivating Life of Carolyn Bessette-Kennedy, American Love Story è la nuova creatura di Ryan Murphy che, dopo All’s Fair (tra le peggiori serie tv del 2025) e The Beauty, torna al format antologico. Vale a dire quello che gli riesce meglio. E se con American Crime Story e Monster il focus è tutto incentrato sulla teatralizzazione dell’orrore, qui è l’amore a diventare una messa in scena teatrale.

La favola moderna di American Love Story
I primi episodi della serie tv, usciti simultaneamente il 13 febbraio su Disney+, raccontano la storia d’amore della coppia più fotografata d’America partendo proprio dagli inizi. Quando John e Carolyn si trovano in momenti della vita molto diversi l’uno dall’altro. Perché se lei sa perfettamente chi è e cosa vuole, lui invece no. Carolyn viene dipinta come una donna consapevole del proprio potenziale e del proprio talento, capace di farsi notare senza mettere i piedi in testa a nessuno. La narrativa stantia della donna vendicativa o arrivista viene saggiamente messa da parte così come il dubbio che a Carolyn potesse fregar qualcosa della fama di John. Semmai tutto l’opposto.
Durante una serata di gala privata, i due si incontrano per la prima volta. Lui entra dall’ingresso principale, circondato da fan e paparazzi, lei invece dall’entrata di servizio e di nascosto. In una sala gremita di persone che non hanno occhi che per l’uomo più sexy del mondo, quello stesso uomo non ha occhi che per Carolyn. La stuzzica, la affascina, ma lei gli tiene testa mentalmente e verbalmente. L’attrazione è immediata, ma la relazione non nasce subito in modo stabile. Nei primi anni, i due si frequentano a fasi alterne, tra altre relazioni e impegni professionali. Rimangono amici, per modo di dire, dopo un primo appuntamento a cui lui arriva con 20 minuti di ritardo e dopo il quale si fa vedere di nuovo insieme alla ex Daryl Hannah.
Con quest’ultima, John prosegue un tira e molla infelice che lo dipinge, quantomeno in questi primi episodi di American Love Story, come un bambinone incapace di scontentare la mamma. Incapace di gestire le relazioni, capacissimo di gestire la fama. John gira per New York in sella a una bicicletta, che si fa puntualmente rubare, e senza alcuna scorta. Bello, aitante, giovane e ricco. “The American Son” per eccellenza, nato per raccogliere l’eredità del fu compianto padre.
Eppure, a parte la notorietà, John non ha controllo su niente. Né sulla sua famiglia, di cui sembra solo l’appendice più fascinosa, né sul suo lavoro, né sulla sua vita amorosa.
Il rapporto con Daryl è sterile e freddo, noioso persino a guardarsi sullo schermo. Ed è in questa situazione di impasse emotiva che Carolyn entra nella sua vita. Non a gamba tesa, ma con una raffinatezza e delicatezza tale da rendergliela irresistibile, ancor di più rendendosi conto che a lei del suo cognome non frega nulla. Perché la storia di Carolyn Bessette, d’altro canto, è quella di una donna indipendente e sicura di sé, seria e modesta, riservata e stacanovista che fa il banalissimo e umano errore che fanno tutte: si innamora.

Il sensazionalismo grottesco di American Love Story
E’ evidente che, come già accaduto con altri prodotti, l’intento di Ryan Murphy sia puntare il dito contro un sistema mediatico infido e insensibile. Un sistema che non si fa scrupoli a trasformare vip e star in leoni e tigri da circo. I famosi paparazzi così in voga negli anni Duemila, protagonisti di numerosi eventi spiacevoli e tragici. Uno fra tutti la morte di Lady D., citata anche all’interno della serie e con la quale Carolyn percepisce una certa affinità. Oggi il fenomeno si è ridotta, ma non è scomparso e basti pensare a eventi spiacevoli come l’attacco subito qualche giorno fa da Dua Lipa e il fidanzato Callum Turner mentre tornavano da una cena fuori in un ristorante di Parigi.
Ne sa qualcosa anche Jackie Kennedy Onassis (Naomi Watts) alla quale è dedicato il terzo episodio.
La Jackie di American Love Story è una donna anziana, consapevole e rigida. La sua vita è stata costellata da tragedie, ma non si riserva mai il tempo di rimuginarsi sopra. Jackie Kennedy è una sopravvissuta, come viene descritta dai suoi stessi figli, il cui unico intento è stato proteggerli dalle attenzioni indesiderate e da quella notorietà che tutto divora. Al figlio, Jackie riserva parole dure, ma piene di verità. Solo una donna a cui non interessa nulla di quel mondo lì potrà sinceramente stargli accanto e sorreggerlo. Una promessa per John, una condanna per Carolyn.
American Love Story ci introduce a un mondo patinato, dove spiccano tuttavia la ricerca di verità e concretezza da parte dei due protagonisti. John e Carolyn appartengono a mondi diversi, eppure si trovano e si riconoscono. La loro storia d’amore nasce come la più classica delle commedie romantiche, ma la vita vera, il sensazionalismo e l’amplificazione mediatica l’hanno trasformata man mano in una tragedia.

