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Qualcuno, guardando i primi tre episodi di The Beauty (di cui avevamo parlato in anteprima qui), potrebbe legittimamente immaginare Ryan Murphy con taccuino e penna alla mano al momento della distribuzione di The Substance, la pellicola candidata agli Oscar nel 2025 che anticipava molte delle tematiche presenti nella nuova Serie Tv. E forse sì: Ryan Murphy potrebbe anche aver sfruttato l’ondata d’interesse nei confronti della “bellezza come condanna” alimentata anche dal film candidato agli Oscar, ma il tema del peso dell’estetica è in realtà da sempre molto caro al regista già dai tempi di American Horror Story e del suo spin off American Horror Stories.
Nel secondo caso ne aveva parlato nell’episodio Facelift, raccontando di una donna che desiderava diventare più giovane; lo aveva fatto nella puntata Tapeworm, in cui narrava di una modella che sceglieva di assumere un farmaco per diventare bella; e lo aveva fatto anche ai tempi di American Horror Story, tramite il personaggio di Fiona Goode, il cui arco narrativo ruota interamente attorno alla conservazione della bellezza. Il tema era dunque già stato affrontato da Ryan Murphy, ma solo in brevi incursioni che si limitavano ad anticipare e introdurre l’argomento, senza mai indagarlo davvero fino in fondo. Dopo anni di attesa, il regista decide finalmente di affrontarlo apertamente chiudendo il cerchio in pieno stile murphyano, e quindi grottesco e spietato.
«La bellezza è sofferenza» si dice nel primo episodio di The Beauty, e in parte è vero. Ma The Beauty svela anche un’altra macabra realtà: l’ossessione

Sei modelle perdono la vita nello stesso identico modo: esplodono liberando sacche di sangue. Sono tutte legate tra loro, e la ragione il pubblico la comprende più o meno subito: un miliardario ha creato un farmaco che promette la bellezza, ma le sue conseguenze sono definitive e irreversibili. I due detective della CIA, Cooper e Jordan – interpretati da Evan Peters e Rebecca Hall – indagano alla ricerca di risposte, ma le conseguenze del virus arrivano a colpire anche loro. Nel frattempo, un ragazzo sogna di diventare la migliore versione possibile di sé: si sottopone a un intervento, ma nulla va come previsto. L’angoscia e l’insoddisfazione si amplificano: è ancora lontano dalla bellezza a cui ambisce, la stessa che ora è diventata un’ossessione, e il cui sogno finisce per svilire il suo volto attuale.
Perché questo è uno dei tanti messaggi che The Beauty lancia in questi primi tre episodi: il modo in cui l’ossessione per la perfezione svilisce la nostra immagine reale, trasformandola in qualcosa di difettoso, in un errore di fabbrica che rende inutile l’intera macchina. E ci si sente esattamente così in questa era in cui la bellezza è diventata un’ossessione: fantasmi di una versione a cui ambiamo e che non saremo mai perché inesistente, legata soltanto a un’idealizzazione che vive esclusivamente nella nostra testa e che, proprio per questo, è impossibile da raggiungere. Questo desiderio non è però irrealizzabile in The Beauty, che offre un’alternativa a chi cerca una perfezione che però dovrà pagare con la vita.
The Beauty entra così nel vivo: accelera, si sporca di sangue che cola, ricopre le vittime di involucri organici da cui si tireranno fuori come appena rinati, ignari che quella nuova vita non restituirà nulla, se non l’illusione della bellezza. Un argomento che non esiste soltanto all’interno di The Beauty, ma che affonda profondamente le radici in un mondo in cui la bellezza è al primo posto, biglietto d’ingresso per il privilegio. C’è chi riesce a distaccarsi da questo ideale, ma c’è chi – e non sono pochi – ne diventa schiavo fino al punto da disprezzarsi, provando rabbia e repulsione verso se stesso.
E c’è chi, dall’altra parte, prova la stessa repulsione per chi non ritiene esteticamente accettabile, al punto da chiudere porte in faccia e rendere posti di lavoro inaccessibili. Una realtà che The Beauty ci ricorda, ma che conosciamo fin troppo bene e che è sintomo di un mondo in cui l’estetica è paragonabile a una professione, qualcosa che si deve incarnare per riuscire a esistere in un ambiente che ne è totalmente succube e, allo stesso tempo, principale alimentatore.

Tra Roma, Parigi, New York e Venezia – almeno in questi primi tre episodi – The Beauty esamina in chiave grottesca e brutale l’ossessione per la bellezza, trattandola con la stessa spietatezza che essa esercita nella realtà. “La bellezza è sofferenza”, si dice all’inizio della puntata. E Ryan Murphy la rende una verità letterale, mostrando il dolore fisico e mentale di un’ossessione che non uccide soltanto chi ha contratto il virus, ma anche chi le orbita attorno: chi la osserva da fuori, la desidera, la invidia, e riconosce in quegli ideali irraggiungibili i propri desideri, ormai mutati in tormento.
Con queste prime tre puntate The Beauty non si limita infatti ad affrontare l’estetica come ossessione individuale, ma la smonta anche attraverso i rapporti umani. A chiarirlo è Jordan, che racconta come ogni cambiamento, ogni aspirazione alla bellezza, sia spesso legata al bisogno di compiacere, stupire e, alla fine della serata, ottenere uno sguardo, un incontro, una conferma. Il desiderio di essere scelti perché nel nostro corpo qualcuno trova esattamente ciò che speravamo di essere. Per certi versi, un patto silenzioso, un rapporto di convenienza che consente all’essere umano di diventare, anche solo per un istante, oggetto del desiderio, fantasia incarnata, proiezione di un’ambizione coltivata a lungo. Un desiderio puramente carnale, generato senza parole, con la sola presenza. È ciò che accade a Jordan, che in questo episodio diventa – seppur involontariamente – vittima dello stesso virus che ha già condannato le sei modelle.
Tre puntate feroci, grottesche, dolorose, manifesto dichiarato di ciò che Ryan Murphy intende raccontare con la sua nuova creatura. Il viaggio che ci attende potrebbe farsi ancora più estremo, pronto a mostrare fino a che punto può spingersi il delirio di un mondo che, da tempo, ha eletto un unico dominio assoluto: quello la bellezza come religione, potere e condanna.






