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Patrick Kearney – Il serial killer seduttore citato in American Horror Story

Patrick Wayne Kearney è un serial killer tra i più efferati mai visto in azione negli Stati Uniti d’America e viene citato nell’ultima stagione di American Horror Story.

Nasce il 24 settembre 1939 a East Los Angeles, in California. Il più vecchio dei tre figli maschi di una normalissima famiglia americana, uguale a tante. Diversamente da molti altri serial killer, Patrick cresce in un contesto familiare relativamente stabile.

Tuttavia, la sua infanzia non è priva di traumi: gracile, spesso malaticcio, è un bersaglio facile per i bulli della scuola. Diventa un adolescente isolato che spesso fantastica di uccidere le persone. Come abbiamo già visto in passato, non è necessario avere una famiglia disastrata alle spalle, perché in molti casi è l’ambiente esterno in cui si cresce che crea le basi per i futuri serial killer.

Vive in Texas per un breve periodo di tempo, durante il quale si sposa e divorzia subito dopo. Ritorna in California dove lavora come ingegnere per la compagnia aerea di Howard Hughes (sì, proprio quello portato sullo schermo da Leonardo DiCaprio nel film The Aviator).

American Horror Story

A questo punto della sua vita, Patrick si dedica a un’attività particolare: quella di maestro di seduzione gay. Si muove nelle aree di San Diego e Tijuana in Messico. Grazie alla sua conoscenza dello spagnolo e della cultura latinoamericana, riesce ad abbordare facilmente i suoi partner.

Intorno al 1962 inizia la sua attività criminale.

La sua prima vittima rimane sconosciuta, si sa solo che è un maschio bianco sui diciannove anni. Gli dà un passaggio, gli spara in testa e, solo dopo, lo aggredisce sessualmente.

Sarà il primo di una lunga serie.

Come già William Bonin (leggete la sua tremenda storia), anche Patrick Kearney viene soprannominato il killer dell’autostrada, perché il pattern criminale che segue è molto ritualistico: carica sulla propria macchina degli autostoppisti che poi uccide.

Dopo l’arresto confessa di avere ucciso diverse persone già prima di essersi trasferito a Redondo Beach, nei pressi di Los Angeles nel 1967, dove tra l’altro conosce David Hill che diventa il suo amante.

La relazione tra i due diviene ben presto burrascosa: David e Patrick litigano spessissimo e in seguito a questi litigi il killer pazzoide prende la macchina, un maggiolino della Volkswagen, e miete le sue vittime tra autostoppisti e frequentatori di bar gay.

Efficiente, ordinato e dedito alla necrofilia, pur essendo di bassa statura e di normale costituzione, sceglie le sue vittime tra uomini corpulenti che deve sottomettere: il suo modus operandi è preciso e veloce per evitare di fare fuggire le sue vittime. Non le tortura, mutila o altro: le uccide in fretta, con un colpo in testa, alla tempia, proprio sopra all’orecchio, per poi accanirsi sui cadaveri in un secondo momento. Getta successivamente le carcasse in posti remoti, tanto che molte delle sue vittime rimarranno non identificate.

Per questo Kearney non può essere definito un torturatore. È certo, però, che quello che compie dopo lo sparo è indicibile.

Anche la sua mente è un calderone di sensi di inferiorità, impotenza psicologica, frustrazione, e non a caso viene psicoanalizzato da Donna in American Horror Story.

Le sue vittime sono soprattutto uomini gay, ma non solo: si possono contare anche adolescenti e bambini, tanto che la sua vittima più giovane è Ronald Dean Smith, di soli 5 anni.

Anche il suo ultimo orrendo omicidio è un bambino. Si tratta di Merle Chance, di soli 8 anni. Sparisce a Venice il 6 aprile 1977: viene avvistato un’ultima volta in sella alla sua bicicletta vicino al posto dove Kearney lavora. Viene ritrovato qualche settimana dopo, il 26 maggio.

È però John LaMay la vittima che conduce all’arresto di Patrick Kearney. John ha 17 anni e viene ucciso il 13 marzo 1977: nel pomeriggio dice a un vicino che deve incontrare un certo Dave a Redondo Beach. Dave è in realtà David Hill, che gli dà l’indirizzo di casa di Kearney e non si presenta all’appuntamento. John resta a casa con Patrick, guardano un po’ di televisione in attesa del ritorno di David. I due non si incontreranno mai, perché Patrick lo uccide all’improvviso, lo smembra e scarica i suoi resti nel deserto.

American Horror Story

La polizia, fortunatamente, ha visto John in compagnia dei due, inoltre Patrick è un tipo ambiguo, che compra spesso coltelli da macellaio, è un solitario, è strano. Insomma: diventa un sospettato ideale.

Patrick e David, con la polizia sulle loro tracce, scappano in Texas, ma le loro famiglie li persuadono a costituirsi. David se la cava con poco, infatti viene rilasciato quasi subito.

Kearney invece confessa tutto, ammette 28 omicidi, poi altri 7 e, grazie a questa confessione, evita la pena di morte.

Perché Patrick Kearney diventa un serial killer così efferato da essere annoverato tra quelli di American Horror Story?

Nelle sue vittime vede i bulli che lo hanno tormentato da bambino, sui quali può, finalmente, avere la meglio. Agisce per vendicarsi, per sopraffare in qualche modo i ragazzini che lo prendevano in giro da piccolo. È anche un modo per affermare il proprio potere, dopo una vita intera passata come sottomesso.

Dall’ottobre 2014 è incarcerato nella prigione di Stato della California, dove sta scontando 21 ergastoli.

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Written by Bruna Martinelli

Laureata in lingue e letterature straniere, impiegata, moglie e mamma felice. Appassionata di serie tv, viaggi, musica, cucina. Scrivo di tutto, da sempre, per tutti. Non prendetemi mai sul serio, non lo sono quasi mai.

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