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Sweetpea: anche il silenzio fa rumore

Ella Purnell in Sweetpea

ATTENZIONE: l’articolo potrebbe contenere spoiler sulla prima stagione di Sweetpea!!

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Rhiannon Lewis: un nome aggiunto con la matita alla lunga schiera degli invisibili. Su un foglio stropicciato, di quelli tutti spiegazzati che nessuno legge mai veramente. Una creatura dimenticata, come gli scontrini arrotolati nella tasca del giubbotto. Una donna invisibile, a cui nessuno bada. Quel nome che muore sulla punta della lingua di chi non si è mai posto il problema della sua esistenza. Rhiannon è il personaggio che Sweetpea ha scelto per raccontare il silenzioso disagio che talvolta vivono le persone dimenticate. La persona attraverso cui concedere spazio al rumore che anche il vuoto può scatenare.

Sweetpea è una serie britannica uscita nel 2024 su Sky Atlantic. In Italia è arrivata con un po’ di ritardo, rilasciata nel mese di febbraio 2026 su Amazon Prime Video con la sua prima stagione (è una di quelle serie tv che purtroppo si nascondono fin troppo bene nel catalogo). Protagonista della storia è appunto Rhiannon Lewis, interpretata da quella straordinaria Ella Purnell, che abbiamo già visto all’opera su Prime Video in Fallout. È una ragazza riservata e all’apparenza molto ordinaria. Si affaccia alla trentina, ma vive ancora in casa con suo padre. Mentre la sorella maggiore è andata a vivere dall’altra parte del mondo mettendo su famiglia, Rhiannon è rimasta a casa, a prendersi cura del padre malato e ad accontentarsi del suo posto di lavoro senza fare mai nessun balzo di carriera.


Rhiannon lavora in una redazione giornalistica, ma tutto quello che fa non ha nulla a che vedere con il lavoro del reporter. Risponde al telefono, sistema scartoffie e prepara il caffè ai colleghi che lavorano sul campo. Personale amministrativo, nulla di più.

Sweetpea, una delle migliori serie tv uscite su Prime Video nell'ultimo periodo
Credits: Sky

Un lavoro invisibile a cui nessuno bada mai e che non prevede niente di esaltante. Rhiannon è stanca di questa vita, ma non ha mai azzardato a fare il passo più lungo. Ha bisogno di un piccolo salto di qualità, di una ventata d’aria nuova, di uno slancio che la faccia sentire viva e soprattutto vista. Glielo ha detto anche suo padre, poco prima di morire, nella prima puntata di Sweetpea: bisogna farsi valere, non consegnarsi all’irrilevanza senza lottare. Tirare fuori i denti, insomma. E urlare in qualche maniera “ci sono anch’io“. Dare uno sguardo alla vita di Rhiannon è come scendere in uno scantinato buio e desolato. Ci sono scatoloni ammassati, grosse ragnatele e un sacco di robaccia accatastata sul fondo.

Non ha un’amica, nemmeno una che faccia finta di esserlo. Il ragazzo con cui è andata a letto la ignora sistematicamente, rispondendo ai suoi messaggi con delle emoticon invece di riuscire a pronunciare qualsiasi pensiero di senso compiuto. Sua sorella la tratta da ragazzina, escludendola da tutte le decisioni importanti e mostrandole indifferenza totale. Colleghi e superiori non sanno neppure della sua esistenza: per loro è una specie di ombra all’ingresso degli uffici della redazione. Sweatpea ci presenta dunque una protagonista invisibile di cui nessuno si preoccupa. Un fantasma a tutti gli effetti: vive e cammina in mezzo alle altre persone, ma le si potrebbe passare attraverso senza notare la differenza.

L’unica persona che le mostra affetto e considerazione è suo padre, che però muore nel primo episodio di Sweetpea e la lascia sola in una casa vuota.

Rhiannon e il suo cane nel primo episodio di Sweetpea
 Sophie Mutevelian – © Sweetpea © 2024 Sky UK

C’è poi il cane, l’altro unico essere vivente che sembra accorgersi di lei. Ma anche lui muore, investito sul ciglio della strada, lasciandola davvero senza più nessun appiglio a cui aggrapparsi. Il vuoto adesso si allarga, si avverte ed è fortissimo, una vastità in grado di farla barcollare. Come abbellire quel vuoto? Come snellirlo, renderlo meno pesante e un po’ più vivibile? La soluzione trovata da Sweetpea scuote dalle fondamenta la sua protagonista. Una sera accade qualcosa che innesca la metamorfosi del suo personaggio e che affibbia un suono agghiacciante a tutto quel dolore silenzioso. Rhiannon esce dal guscio e inizia a vivere. Quando? La prima volta che uccide un uomo, che incide la sua carne, che guarda zampillare il sangue fuori dal suo corpo.


Si tratta di un molestatore ubriaco che avrebbe potuto metterle le mani addosso. Lei lo ha fatto fuori con il coltellino di suo padre, affondando la lama nella carne più e più volte, senza fermarsi per tornare sui suoi passi. L’istinto killer la riporta alla vita. Mentre la toglie ad altri, la riafferma per sé. C’è qualcosa di barbaramente sadico nella facilità con cui Rhiannon ammazza le altre persone. Una sorta di macabra soddisfazione che attesta il suo diritto a esistere, che le concede uno scorcio di riflettori. Da quando ha ucciso due uomini e rapito la compagna di scuola che la bullizzava da ragazzina, la vita di Rhiannon è migliorata. Le persone adesso la vedono, non le passano semplicemente attraverso.

La ragazza scopre di avere una forza nascosta che le fa reclamare ciò che le spetta di diritto: attenzioni, rispetto, considerazione.

Rhiannon rientra a casa dopo aver scoperto la sua nuova vocazione
 Sophie Mutevelian – © Sweetpea © 2024 Sky UK

Ottiene l’incarico di junior reporter per indagare sui misteriosi omicidi di cui lei stessa è colpevole. Riesce a tenere in pugno Craig, il ragazzo che la ghostava, capovolgendo i ruoli di forza all’interno della coppia. È lei ad avere il coltello dalla parte del manico adesso, in tutti i sensi. Rapisce e tenta di uccidere Julia Blenkingsopp, la ragazza che al liceo la traumatizzava con le sue sferzate malevole, e la chiude nel garage di casa, legata a un palo. Si sente invadere da una forza vitale misteriosa, padrona di un’aura che non aveva mai posseduto. Così quel vuoto piano piano si restringe. La luce dei riflettori mette in evidenza anche altro finalmente, riducendo quello spazio desolato in cui la protagonista affermava la sua solitudine.


Sweatpea non è una storia di vendetta. C’è poco di premeditato, le uniche cose che Rhiannon programma (uccidere Julia e vendicare la sua adolescenza traumatizzata, per esempio) non le riescono. È più un rigurgito velenoso di tutto il dolore ingoiato in precedenza. Sono le conseguenze di un passato fatto di sofferenze e vessazioni morali, conseguenze che approdano sulle mani logore della protagonista trasformandola in una serial killer. La serie esplora il macabro in chiave ironica, condendolo con quel black humour che solo le commedie nere inglesi sanno ben dosare. La protagonista prova ad affermarsi come una sorta di giustiziere della notte che smaschera i bulli e li uccide, liberando il mondo dalla loro prepotenza. Sa però che questa è solo una bugia che si racconta per giustificare il male che provoca con le sue stesse mani.

Da ragazza invisibile, Rhiannon diventa un mostro.

Ella Purnell interpreta la protagonista di Sweetpea
Sky Studios

È passata dal non essere vista all’essere guardata con orrore e disprezzo, almeno da chi ha scoperto il suo segreto. Il vuoto entro il quale aveva segregato la propria vita ha iniziato a emettere un suono agghiacciante. Una vocina nella testa che ha incanalato la sua frustrazione in una spirale di violenza. La protagonista di Sweetpea ha trovato la liberazione nell’omicidio, nel togliere la vita a persone cattive e bulli prepotenti. Ciò di cui però non si è resa conto è che è diventata lei stessa il mostro di cui voleva liberarsi. Sweetpea si chiude con un grande cliffhanger che lascia intravedere un seguito all’orizzonte. Che ne sarà della povera e graziosa Rhiannon che, da figurante invisibile, si è trasformata in un serial killer ricercato? Tutti quelli che prima non la vedevano, adesso sono costretti a guardare il lato più inquietante e sconvolgente di lei.

La ragazza ha dato un po’ di brio alla sua vita ma, nell’ansia di reclamare per sé i riflettori, non si era resa conto che qualcuno la stava guardando esattamente per ciò che lei era veramente. Non vedeva la ragazza degli omicidi, non osservava la sua maschera: vedeva lei, Rhiannon, con le sue enormi fragilità e il suo ingenuo senso dell’umorismo. Troppo tardi, la dose di adrenalina assaporata con la nuova vita le ha impedito di guardare con lucidità alla propria traiettoria distruttiva. Il vuoto di certe esistenze può emanare talvolta un fracasso assordante. Sweetpea è una delle serie tv uscite di recente che stanno avendo più visualizzazioni su Prime Video. Una storia particolare (tratta dal romanzo del 2017 di CJ Skuse) che Ella Purnell ha saputo padroneggiare con il suo talento eclettico. Uno show uscito un po’ in sordina, ma che merita eccome una chance.