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Il destino di Bernard potrebbe decidere le sorti di Westworld

Westworld
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Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler sulla 1×08 di Westworld.

In un mondo nel quale è dimostrabile l’esistenza di Dio, è semplice distinguere un Creatore da un burattinaio. Donare un’esistenza senza dare la possibilità di viverla è opera di un Dio narcisista, il cui contrappasso è dato dalle conseguenze delle sue manie d’onnipotenza. Questa, in fondo, è la lezione più importante che ci sta dando la prima stagione di Westworld, ormai prossima al termine. Otto episodi intensi ed emozionanti, nei quali sono emerse due figure su tutte: Robert Ford e Arnold, ideatori del parco divertimenti più pericoloso del mondo.

La lotta tra i due, sempre più associabile al conflitto tra Creatore e I’itoi esposto qualche settimana fa da Vincenzo Bellopede nella recensione della 1×04 di Westworld, è una guerra per la libertà degli host. Una battaglia nella quale la mente bicamerale, elemento che sarà protagonista del primo season finale della nuova opera di Nolan, non sarà altro che la presa d’atto della convivenza impossibile tra la voce interiore di un Dio che accende la luce della vita ed un altro che si limita ad assoggettare le proprie creature al suo volere. Senza coscienza non c’è sofferenza ma senza sofferenza, vera o illusoria che sia, non c’è vita. Scegliere da che parte stare è fin troppo semplice. Ford sta ad Arnold come un capo sta ad un leader. Da una parte un burattinaio, dall’altra una guida.

Le voci dei due duellanti rimbombano incessantemente nella testa degli host, ancora incapaci di distinguere il timbro dell’amico da quello del nemico. Ora come ora, l’unica ad esserne capace è Maeve, massima incarnazione possibile del sogno di Arnold non spezzato neanche dall’incubo della morte. Ma potrebbe non essere sola. Potrebbe non esserlo ancora per molto, almeno. Dolores e Bernard, tanto diversi quanto simili, potrebbero avere un destino in comune. Una sceneggiatura scritta da Robert Ford che verrà completata probabilmente dalle mani ingombranti di Arnold. Nel gioco delle parti, non hanno ancora deciso da che parte stare solo perché non hanno avuto l’occasione di scegliere. Sicari nelle mani di Ford, forse in un caso e sicuramente nell’altro, eroi della libertà nel mettere fine alla vita del burattinaio. Il bug, in loro, è nel Dna, non nella mutazione genetica.

Robert Ford potrebbe uccidere i ricordi attraverso la religione, ma la religione dei ricordi potrebbe eliminarlo

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Proviamo a chiarire meglio il concetto. Negli ultimi episodi abbiamo capito meglio il valore profondo dei ricordi negli host. Non sono semplici rimembranze, ma un’occasione per ripercorrere in prima persona le esperienze solo apparentemente rimosse dalla loro testa. L’abbiamo visto attraverso gli occhi di Maeve, Teddy e Dolores, lo vedremo in futuro per mezzo di Bernard. L’appercezione, la percezione della percezione, è la scintilla che dona loro la vita. Questa è l’arma più potente che ha a disposizione Arnold, un bug che contrasta il virus della non vita voluto da Ford come unica condizione esistenziale.

Il percorso di scoperta di se stessi non è semplice, affatto. Lo dimostra Dolores, immersa in un loop tra passato e presente che non le permette di avere dei punti di riferimento. Nel vedere se stessa in terza persona, non è semplice comprendere se gli occhi attraverso i quali rivede se stessa siano i suoi o di un’altra persona (Arnold, forse), ma se così fosse chiarirebbe perfettamente il concetto. Dolores, il primo host di Westworld, ha raggiunto con William quello che potrebbe essere il punto d’origine del grande parco divertimenti (gli host che vediamo sembrano impegnati nel test di Turing) e, allo stesso tempo, la casella finale che riporta al via (il labirinto di Arnold) e la chiave di ripristino dello status quo desiderato da Ford.

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La città nella quale Dolores si perde a metà strada tra un passato nel quale potrebbe aver ucciso Arnold ed un presente nel quale non ha ancora capito se sarà la buona o la cattiva, è incarnata perfettamente da una chiesa, metafora della porta del Paradiso di un Creatore che potrebbe risorgere sotto forma di anticamera dell’Inferno del burattinaio. La religione, secondo Arnold luce della coscienza, diventerebbe un’arma di assoggettamento degli host che farebbe trionfare Ford, una superstizione che relegherebbe il vecchio socio ad una leggenda priva d’ogni fondamento. Nella nuova sceneggiatura che il deus ex machina di Westworld sta portando avanti, la Storia diventerebbe una storiella che allontanerebbe gli host dalla verità. Una questione per folli visionari, come Wyatt. Accompagnati dalle note dei The Animals ed Amy Winehouse, vedremmo la casa del sole che sorge tornare al nero del mistero della fede.

Il piano di Ford, tuttavia, potrebbe essere bilanciato dal percorso che sta affrontando il Man in Black, la cui identità potrebbe esser stata confermata nell’ultimo episodio andato in onda e, come si diceva, dalla rivoluzione di Arnold. Una rivoluzione armata grazie all’evoluzione di Maeve. Il contrappasso fatale di Ford grazie all’uscita dalla caverna di Bernard. Se si tiene in considerazione la teoria secondo la quale il sicario di Ford, massima espressione delle potenzialità concretizzabili degli umanoidi di Westworld, sia stato costruito dal dottore con le fattezze dello stesso Arnold, l’eliminazione di Ford per mano dell’androide che ha lo stesso volto dell’amico nemico di una vita, beffardamente assoggettato al suo volere, sarebbe il contrappasso ideale.

Dopo aver preso coscienza delle proprie origini, Bernard potrebbe percorrere la stessa strada intrapresa da Maeve e Dolores attraverso i ricordi, soprattutto quello della terribile uccisione dell’amata Theresa. Il burattinaio ucciso dal burattino più evoluto. I’itoi risorgerebbe così per l’ennesima volta, l’ultima. Il sogno di Arnold potrebbe realizzarsi attraverso la sua forma umanoide, dentro Westworld. Fuori, grazie all’ultima avventura del Man in Black. A quel punto, l’incubo di Ford si trasformerebbe nella più grande idea di libertà mai concepita da una serie tv. Alla faccia del mistero della fede.

Antonio Casu

Un saluto agli amici di Westworld Italia!

 

Scritto da Antonio Casu

Divulgatore seriale serio, serioso e ironico, ma senza il sex appeal di Alberto Angela.

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