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Vikings, Ragnar-Ivar contro tutti

Il Valhalla può ancora attendere.

È questo l’insegnamento della puntata di Vikings.

Ragnar, Ivar e qualche trasandato mercenario riescono a salvarsi dalla veemenza oscura della tempesta notturna, approdando nel Wessex, la regione fulcro del regno sempre più vasto dell’inappagabile e megalomane Re Ecbert.

Ragnar e Ivar si sfidano con l’emotività di dialoghi viscerali e crudi, continuando a stimarsi profondamente. Il ragazzo è pervaso dal contrasto curiosità-sfiducia mentre la truppa riunita dal tintinnio dei denari di Ragnar, è ridotta all’osso. Se Ragnar non prende una decisione bellica o di resa al più presto, dovrà fare già i conti con quegli uomini mal assemblati, figli del Dio denaro, coloro che gli volteranno le spalle senza alcuna crisi di coscienza. L’ammutinamento è sul punto di esplodere.

Non i deflagrati e ambigui rapporti diplomatici con Re Ecbert, il nemico è al tuo fianco, banchetta con i suoi stessi fratelli vichinghi e crede in Odino.

Ivar rallenta per qualche secondo il gruppo. Ragnar scuote il suo orgoglio: “Tu non sei come gli altri. Solo quando lo capirai, inizierai ad essere grande“. Ivar sembra brillare di luce propria, ogni spettatore di Vikings l’ha capito sin dal primo istante. Ivar ‘Senz’ossa’ è un altro dei pochissimi predestinati a scrivere la storia del suo popolo, deve solo capire il suo posto nel mondo. Non esiste guida migliore del visionario Ragnar.

Figlio e padre decidono di ribaltare o rallentare l’esito nefasto di un pronostico forse già scritto nell’invisibile destino e nelle meste premonizioni. Cala la notte e la foresta che vede accampati i mercenari di Ragnar si tinge di rosso, il rosso del sangue di questi pochi e infami guerrieri, che prima di tradire vengono uccisi dal tandem padre-figlio. Ragnar e Ivar possono proseguire il loro viaggio. Lo strisciante Ivar viene trasportato dalle stanche ma ancora possenti spalle paterne, una scena ricca di amore. Una scena ben costruita, che sembra voler simboleggiare l’infanzia di Ivar orfana proprio di questo tipo di amore paterno.

Cosa possono combinare insieme un vecchio e uno storpio?

Vikings risponderà prontamente nel prossimo episodio.

vikings-4x12-the-visionNel frattempo, Bjorn e le sue truppe vichinghe sono ormai alle porte di Parigi. L’udienza presso Rollo il traditore inizia con il vecchio fratello di Ragnar che non lo accoglie nel migliore dei modi, costringendo Bjorn, Floki e soci a trascorrere alcune ore in prigione. Poco dopo Bjorn viene fatto convocare da Rollo che, in compagnia di un erudito di nome Scotus, illustra la situazione del Mediterraneo e dell’Impero Romano. Rollo-Giuda sente il battito del tuono di Thor, riviene plagiato dall’essenza dello spirito vichingo coperto dal cristianesimo. La storia di Rollo ha ancora qualche pagina importante da scrivere.

Tra lo sgomento e ferocia di un Floki rancoroso, tra la sfiducia di Harald e del resto dell’èquipe di Bjorn, Rollo decide di accompagnare i suoi vecchi fratelli nel viaggio.

Nel frattempo l’azione si sposta nella glaciale Kattegat, città che Lagherta desidera con ardore e rivalsa riconquistare al più presto. Uccidere solo pochi uomini, Kattegat è pur sempre la sua vecchia città, il suo vecchio nido d’amore con Ragnar ed il figlio Bjorn.

L’epilogo dell’episodio, vede Ragnar-Ivar davanti al regno di Re Ecbert. Ci si avvicina alla fase clou della season. Ragnar dovrà fronteggiare altri nemici caduti nell’oblio (come Re Aelle di Northumbria).

Solo allora, il Valhalla inizierà a reclamare i suoi posti.

Leggi anche – Vikings: recensione della 4×11

 

 

 

 

Written by Davide Settembrini

Perdersi e riapprodare, confondersi in quelle maledette storie che vogliono provare a spiegare cos'è realmente l'uomo. Storie infinite, contraddizioni interiori ed agitato sentimento. La condivisione di quel dilemma eternamente irrisolto.

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