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Vikings 5×11 – Il nuovo re di Kattegat e il ritorno di Rollo

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I vichinghi più amati del panorama seriale sono tornati con tante nuove e sconvolgenti sorprese! Vikings 5B è letteralmente iniziata con il botto, rallentando il ritmo per dare spazio a una narrazione più profonda dei personaggi.

Ma soprattutto, una teoria che serpeggiava da tempo nel fandom ha avuto un riscontro più o meno veritiero.

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Il nuovo ciclo narrativo post Ragnar sembra ormai destinato a dar seguito a tematiche come odio, tradimento e pazzia generale. La visione, puntata numero 11 di questa quinta stagione, raccoglie i pezzi di ciò che la battaglia civile ha lasciato sul campo.

Il primo ad accorgersi delle disastrose conseguenze è Harald: mettendo in dubbio tutto ciò che prima riempiva la sua vita, ora si ritrova con un pugno di mosche. La morte del fratello e della sua sposa, che portava in grembo il suo bambino, lo hanno lasciato attonito.

Intanto Ivar, il fomentatore dello scontro, si autoproclama re di Kattegat.

Al suo fianco, il meglio noto scendi-biga, Hvitserk che non manca di appoggiare il fratello passivamente. Lo sviluppo veramente minimo di questo personaggio fa sperare in una sua futura rivalsa. Dello stesso stampo, ma leggermente più attivo è Ubbe, che decide di unirsi alle fila di Lagertha e Bjorn, per poi fuggire con loro in cerca di un riparo sicuro dall’ira funesta del fratello storpio. La battaglia persa pesa sull’orgoglio di madre e figlio, così si lascia convincere amaramente a fuggire in Inghilterra con il vescovo Heahmund. 

I destini di Kattegat e Wessex non potevano che incrociarsi di nuovo, anche se quest’ultima sembra avere molti più sbocchi sorprendenti. Perché, tolto Ivar e la sua ossessiva pazzia, Kattegat è ormai vuota. L’unica ombra che potrebbe adagiarsi sulla cittadina vichinga è quella di Harald. Sempre che gli sceneggiatori vogliano seguire una certa storia realmente avvenuta, che lega fortemente Bellachioma al futuro vichingo.Vikings

Ma la parte che sostanzialmente ha scosso tutti in questa puntata di Vikings, piena di rivelazioni e nuovi viaggi, è quella che vede protagonista l’ignaro Bjorn. Il ritorno di Rollo in madre patria non riguardava certo il congratularsi con un nipote che aveva sempre ignorato. Ci doveva essere un motivo più profondo per sradicarlo dagli agi francesi.

Le rivelazioni, che non sapremo mai se siano o meno vere, sono dette da un uomo cui la vita è vuota. Sono il disperato grido di una persona a cui manca la sua vecchia vita e che cerca di appigliarsi all’unico probabile motivo che potrebbe giovargli.

Rollo ha cercato per tutta una vita di prendere quello che il fratello si guadagnava, compresa la moglie Lagertha.

Ha sempre vissuto all’ombra di un fratello, secondo la sua visione, scordandosi l’amore che Ragnar aveva nei suoi confronti. Anche quando gli salvò la vita, la sua visione di Ragnar era sempre macchiata da gelosia e invidia.

Questa rivelazione affossa ancora di più la fine del personaggio, ma risolleva quella di Bjorn. Le sue parole sono cariche di rispetto e amore per il padre che lo ha cresciuto, non per chi lo rivendica solo per farlo diventare il suo bastone della vecchiaia.

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In conclusione, questa prima puntata decelera rispetto al season finale di metà stagione, anche se tiene comunque incollati allo schermo. Vikings non è sempre stata una serie tv perfetta, ha avuto i suoi alti e bassi, le sue trame un po’ bucherellate o lasciate a metà, ma ultimamente manca di spessore.

Quello spessore che ha caratterizzato personaggi come Ragnar, Ecbert, Athelstan, che hanno saputo creare un legame con i spettatori. I fasti di una volta sembrano ormai lontani echi, anche se in questa prima puntata si sente già l’arrivo di una nuova svolta, segnata dalla guerra civile nel popolo vichingo. Nuovi colpi di scena cominciano a innestarsi in questa stagione chiave per convincere o meno i spettatori a restare. Nuovi vichinghi sono alle porte (i danesi a Winchester), i protagonisti inglesi cominciano a denotare le loro caratteristiche, soprattutto Alfred come nuovo Re.  L’unica parte che rimane invariata, sia nello sviluppo che nell’opinione generale è la storyline di Floki, che continua ad annoiare e se ne può fare sinceramente a meno.

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Written by Sara Marzocchi

Mi sono immaginata in molti universi, ho vissuto storie diverse in differenti epoche. Quel piccolo tasto chiamato play è in realtà il mio armadio per Narnia, il mio biglietto per Hogwarts, il mio Tesseract. Il mio passaporto telefilo non è mai abbastanza pieno, come non lo è neanche quello dei film e quello dei i libri. Insomma, potreste dedurre che mi piace la vita sedentaria, ed invece no. Sono una contraddizione vivente in cerca del suo punto d’equilibrio.

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