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Rollo, la maledizione di un’attitudine

Rollo

Rollo è decisamente una figura controversa del violento mondo di Vikings. Un uomo in cerca di redenzione ma schiavo della sua maledetta attitudine.

Una delle inclinazioni più infami con cui l’uomo infanga costantemente la propria sfera comportamentale è quella di tradire. Tale pratica fa parte dell’umana natura e può essere paragonata ad un virus che contagia ogni tuo singolo nervo sino a renderti schiavo del suo meschino torpore. La scalata al successo e la persecuzione di trofei materiali assume carattere prioritario rispetto all’etica più elementare. Come la più subdola delle droghe, o il più effimero dei piaceri, essa ha un costo. Un prezzo molto alto da pagare che può essere sintetizzato in un singolo ed eloquente sguardo di auto convincimento che tradisce una tempesta interiore. Un tornado di emozioni contrastanti che sfociano in un magone allo stomaco opprimente come la più intransigente delle prigionie. Sensazione diabolica e persistente che non puoi sopportare in un mondo di Vichinghi. Specie se sei il fratello del Re. Specie se sei Rollo!

Rollo

La maledizione di un cognome e l’opprimenza di un legame di sangue, un rapporto indissolubile e primordiale. Rollo è il fratello del predestinato Re Ragnar, divenuto tale attraverso un’implacabile, violenta e maledetta ascesa al trono. Tale percorso, oltre ad arricchire il nuovo sovrano, ha anche accresciuto l’invidia, la gelosia e la brama di affermazione di colui che condivide lo stesso sangue.

Il malessere di Rollo parte da molto lontano, fin quando Ragnar era solo un padre di famiglia. Il desiderio di spodestare il fratello dalle gerarchie amorose della moglie Lagherta si alimenta costantemente in Rollo. Ossessione che sfocia nell’infamia ma diverrà un oscuro ricordo nel suo cammino di redenzione, perché prima di spiccare il volo bisogna cadere. Rollo rimane vittima delle proprie ossessioni e del suo tradimento: da guerriero temuto e rispettato a reietto. Sarà Ragnar, quel fratello tradito e ferito, a reindirizzare le sue sorti compromesse.

Rollo è di nuovo a bordo della nave di Ragnar per esplorare territori inediti e colmi di ricchezze perché in cuor suo egli sa che non c’è persona diversa che possa desiderare al proprio fianco. Fratelli di sangue e di avventura per ripulire quella macchia purulenta lasciata dal tradimento.

Rollo

Rollo dimostra di essere un guerriero sopraffino, di nuovo leale e ignifugo a qualsiasi possibile ricatto. La determinazione e l’asservimento a Ragnar sfociano in un battesimo cristiano, emblema della vergogna per un vichingo. Le origini hanno un peso immane e il volere degli Dei trascende le leggi degli uomini. Tale atto determina l’ira funesta dell’accanito Floki, individuo bizzarro e ossequioso al culto di Odino. Rollo si fa beffe del Dio cristiano ridicolizzando il rituale definitivo della conversione. Si immergerà in acqua consacrata sfoderando fieramente il bracciale che lo lega alla sua gente: il simbolo di un filo invisibile ma indissolubile che lo lega alle proprie origini. Il battesimo era una formalità ed un messaggio per Ragnar:

Rollo è fedele alla causa!

Il volere degli Dei in questo percorso di redenzione è palpabile. Le battaglie che ne verranno affianco al fratello segneranno l’apoteosi dell’epicità fine all’esaltazione dell’eroe. Il nuovo percorso sulla via di Parigi sarà il battesimo del fuoco per Rollo. Egli, finalmente redento, guiderà i guerrieri nel turbolento assedio e la rabbia che pervade il suo animo combattente esploderà di fuoco quando le sorti risulteranno avverse. Nella marmaglia di sangue e violenza un uomo si immola con la sua aura di immortalità.

Tra le centinaia di asce e Vichinghi, l’Imperatore Francese non può far altro che lasciarsi incantare dal “Guerriero Formidabile”. Nel suo momento topico l’inabilità temporanea di Ragnar, pesantemente ferito e malato, rompe qualcosa nella dritta via del suo subconscio. Una volta orfano del fratello i suoi demoni torneranno a graffiare la sua coscienza, e la sua brama di potere tornerà a martellare il suo cervello.

La luce in grado di illuminarlo per garantirgli di fuggire dall’ombra di Ragnar parla francese. Il compromesso è subdolo e lo etichetterà nuovamente come reietto agli occhi dei suoi fratelli Norreni. La lontananza da Ragnar gioca brutti scherzi a Rollo che muore e rinasce come Duca dell’Imperatore, e difensore di Parigi.

Rollo

Vivrà i suoi giorni a corte con la minaccia eloquente lanciatagli in punto di morte da uno dei suoi, quando Rollo fu il mandante di una violenta strage di coloni Norreni:

“Rollo sei un traditore! Ragnar ci vendicherà!”

Poche emblematiche parole che tormenteranno il Duca per anni perché avverte che esse emanano un puzzo di amara profezia.

Il fatidico giorno arriva! Le navi di Ragnar solcano fiere lo stretto in direzione di Parigi. La battaglia è sanguinosa e violenta! Il faccia a faccia è inevitabile:

Ragnar contro Rollo, i 2 fratelli predestinati divisi da amari compromessi.

Nessuno riesce ad uccidere l’altro ma le strazianti grida di Ragnar condite da odio e disperazione hanno il sapore di sconfitta. Egli distrutto butterà al vento tutto il suo regno e scomparirà per accettare questa sconfitta morale, più che concreta. Ragnar dimostra di subire il legame con il fratello e smentisce ciò che Rollo ha professato per anni:

Rollo non vive all’ombra di Ragnar ma fa parte di quella parte del cuore che egli ha dovuto seppellire per diventare il Re. Egli è il fallimento di un’ascesa gloriosa e di una vita di sfarzo e vittorie. Rollo rappresenta la sconfitta di Ragnar.

Rollo

Chissà cosa gli Dei riserveranno a questi gloriosi guerrieri: Vendetta o redenzione? Affermazione o caduta? Vita o morte? Odio o amore?

La seconda parte della quarta stagione è imminente: l’era delle risposte sta arrivando!

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Written by Andrea Lupo

Se nasci e cresci in una città come Roma: tormentata, caotica, cinica ma al tempo stesso bellissima, imponente e maestosa, non puoi meravigliarti se la tua vita è una contraddizione continua. Sono qui per raccontarvi storie, emozioni e sensazioni con l'umiltà e l'incoscienza di un bambino. Per ricordare vecchie glorie o per presentarvi nuove fiamme. Per elogiare il passato o per abbracciare il futuro. O più semplicemente per parlare di serie TV

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