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Universi Paralleli – La recensione della nuova Serie Tv sci-fi di Disney Plus

Attenzione, l’articolo contiene spoiler su Universi Paralleli.

Il 23 marzo 2022 è approdata su Disney Plus Universi Paralleli, una delle prime produzioni francesi a comparire sulla piattaforma (il titolo originale infatti è Parallèles): si tratta di una serie tv fantascientifica creata dallo sceneggiatore Quoc Dang Tran, co-autore tra l’altro della serie horror Marianne targata Netflix. Composta da sei episodi della durata di meno di quaranta minuti l’uno, Universi Paralleli si presta senz’altro a un binge-watching sfrenato e promette di far passare allo spettatore qualche momento di svago. La premessa fantascientifica che intreccia sparizioni di adolescenti, dimensioni parallele e strani sbalzi temporali strizza l’occhio alle ben più famose Dark e Stranger Things, anche se qui le dinamiche sono molto più semplici e con meno pretese. Ma vale la pena, quindi, di guardare questa nuova serie tv?

Scopriamo quali sono i punti di forza e i punti di debolezza di Universi Paralleli.

Universi Paralleli

La tematica di fondo può essere un’arma a doppio taglio, perché se da un lato il filone sci-fi che costruisce le proprie trame su viaggi nel tempo, universi paralleli e persone che riescono a comunicare con sé stesse da diverse epoche ha molto successo e attira una grande fetta di spettatori, dall’altra ormai il rischio è quello di proporre una minestra riscaldata che mescola sempre le stesse verdure. Universi Paralleli, dal canto suo, non punta a un vero rinnovamento del genere, ma all’utilizzo intelligente di elementi noti al pubblico.

Abbiamo il classico gruppetto di adolescenti al centro delle vicende, un bunker nel bosco, un bambino scomparso tempo prima senza lasciare alcuna traccia e le regole dell’universo che all’improvviso sembrano andare in tilt, sfidare le leggi della scienza e della fisica e innescare la trama. Prendendo questi elementi e mescolandoli, si trova facilmente la trama di molte altre serie tv sci-fi.

Universi Paralleli non è complicata da seguire, come invece accade con Dark. Ma questo non è necessariamente un punto a sfavore.

Universi Paralleli

La materia sci-fi viene semplificata al massimo, le linee temporali si seguono in maniera agevole, senza perdersi tra alberi genealogici, date e dinamiche impensabili. Certo, per gli appassionati degli indizi, dello scervellarsi e degli intrighi, questo può risultare come un appiattimento. Però, allo stesso tempo, in questo modo la serie incontra esigenze diverse, quelle di chi vuole rilassarsi una sera dopo una giornata impegnativa oppure quelle di un pubblico più giovane rispetto a quello di opere come Dark.

Lo scopo di Universi Paralleli, infatti, non sembra essere quello di sconvolgere con teorie particolari o calcoli assurdi, ma raccontare una storia – comunque costellata di piccoli plot twist e momenti che tengono col fiato sospeso – in cui emergono con grande rilevanza le vicende personali dei personaggi.

Le storyline dei quattro protagonisti – Bilal, Romane, Sam e Victor – esplorano situazioni in cui un pubblico young adult si può certamente rispecchiare. Nel primo caso, abbiamo Bilal, il tipico ragazzino un po’ sfigato che ha un animo buono ma ha paura di non riuscire a combinare niente nella vita. Grande stupore per lui e per lo spettatore scoprire, dopo lo sbalzo temporale che lo coinvolge, di essere in futuro felicemente sposato e con due bambini: un risvolto che suona quasi come un incoraggiamento per tutti i ragazzi che si sentono come lui.

Poi c’è Romane, e attraverso di lei viene raccontata la difficoltà di una famiglia allargata, con una madre che purtroppo non sta nemmeno bene e non riesce a vedere tutti i problemi che il compagno porta con sé, i vizi da cui non scapperà mai. Una situazione che, tuttavia, viene quasi solo accennata. Un approfondimento maggiore sarebbe stato interessante, così come si sarebbe meritato più spazio il rapporto tra Romane e la sua sorellina.

Ha invece più spazio la storyline di Sam e Victor, che acquista sempre più importanza con il passare degli episodi. I due sono fratelli, molto legati tra loro ma non ugualmente amati dai genitori. Victor, infatti, subisce continui richiami e spesso si prende la colpa anche per azioni perpetrate da Sam.

L’aspetto più interessante è il progressivo cambiamento della percezione che lo spettatore ha di Victor.

Universi Parallei

All’inizio, il pubblico prova grande empatia per Victor: è piccoletto rispetto ai compagni, ha un’aria sbarazzina e innocente, cerca di sostenere Bilal notando che prova qualcosa per Romane, mentre quest’ultima è innamorata di Sam, e cerca di dare consigli a suo fratello proprio per fare colpo sulla ragazza. Col procedere degli episodi, però, emerge un lato sempre più oscuro e inquietante di Victor, messo in risalto anche dai poteri che il ragazzo acquisisce dopo lo sbalzo temporale.

Scopriamo innanzitutto che Victor ha causato in passato un incendio in camera da cui Sam è uscito con numerose ustioni. Un incendio involontario che però pare come uno sfogo inconscio per il confronto con fratello in cui Victor sembra trovarsi dalla nascita. Inoltre, il sentimento negativo che il ragazzo nutre nei confronti dei genitori si intensifica fino a raggiungere un livello estremo, quasi di follia, che non sembra appartenere per niente al Victor del primo episodio.

Da personaggio quasi defilato, Victor si ritrova al centro della vicenda e occupa una grande fetta di palcoscenico. Forse, un approfondimento dello stesso tipo per quanto riguarda gli altri personaggi avrebbe reso Universi Paralleli ancora più ricco. Probabilmente, però, la brevità della serie – sia per numero di episodi che per la durata stessa degli episodi – ha reso alcune scelte quasi obbligate.

L’altro personaggio di spicco della serie è la madre di
Bilal.

Sofia, la madre di Bilal, è l’unico personaggio adulto degno di nota: i genitori degli altri protagonisti sembrano mere comparse e non risultano coinvolti fino in fondo nelle vicende. Invece, Sofia diventa protagonista nel risolvere il mistero delle dimensioni parallele, trovando un grande alleato proprio in sé stessa, o meglio, nella sé stessa del futuro.

In Sofia riconosciamo una madre che è pronta a tutto per salvare il proprio figlio e i suoi amici, una madre coraggiosa che nonostante la difficoltà del periodo riesce a mettersi in gioco, rimboccarsi le maniche e andare in cerca di una soluzione. Il problema, però, è proprio la riuscita di questa ricerca: un personaggio ben costruito e interessante, che però porta via la scena a quelli che dovrebbero essere i veri protagonisti della serie, i ragazzi.

All’interno della narrazione, la madre di Bilal diventa una sorta di deus ex machina proprio grazie alle indicazioni fornitele dalla sé stessa del futuro. In questo modo, la risoluzione del caso è farraginosa, non del tutto convincente, come se fosse piovuta dal cielo. Un intervento maggiore da parte di Bilal, Romane, Sam e Victor avrebbe reso il finale certamente più convincente.

Universi Paralleli è una serie imperfetta che però si lascia guardare.

Non ci sono grandi critiche da fare nei confronti della recitazione, portata avanti in maniera soddisfacente dal giovane cast, così come non ci sono particolari appunti per quanto riguarda fotografia o colonna sonora. Nel complesso, la serie si rivela un prodotto che avrebbe potuto puntare più in alto, magari con un numero di episodi maggiore che avrebbe permesso uno sviluppo più dettagliato delle storyline dei personaggi, evitando di approfondire solamente la psicologia di Victor e di eliminare la concorrenza di Sofia con personaggi adulti piatti e monocorde.

Tuttavia, il ritmo degli episodi è molto fluido, i personaggi riescono a risultare piacevoli nonostante la loro semplicità e la storia si segue agevolmente: Universi Paralleli potrebbe essere l’ideale per quei momenti in cui non si sa come riempire una serata e non si è in cerca di capolavori. Le emozioni non mancano, la serie di Disney Plus è in grado di strappare un sorriso e far versare una lacrima nonostante le sue imperfezioni.

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