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Il simbolismo di Twin Peaks

Abbiamo menzionato l’importanza della duplicità, e in realtà il dualismo è un aspetto assolutamente centrale in Twin Peaks.

Probabilmente l’unica ricorrenza maggiore delle tazze di caffè è il simbolismo legato al dualismo. Ciò viene rappresentato tramite figure “gemelle”, specchi, Doppelgänger, doppie vite, mimesi, sdoppiamento psicologico, ricorrenza di coppie.
Tutto in Twin Peaks è posto in una relazione (almeno apparentemente) dialettica. Le due modalità secondo cui questa relazione si articola sono generalmente riconducibili alla contrapposizione di verità e apparenza e alla contrapposizione di elementi opposti.

A cominciare dal nome della Serie e del luogo: “Picchi Gemelli”, in cui abbiamo due Logge e quasi due città a rappresentarle: una Twin Peaks “bianca”, il “gemello buono”, fatta di sorrisi e torte, e una Twin Peaks “nera”, il “gemello cattivo”, fatta di intrighi, omicidi, complotti, droga, prostituzione, incesto, demoni.

Simbolo centrale di questa duplicità è certamente Laura Palmer, la ragazza “divisa in due”, come afferma Jacoby, che trascrive le sue divergenti vite in due diari separati, per la quale, fra i suoi tanti amanti, distinguiamo due coppie: Bobby e James da un lato, Jacques Renault e Leo dall’altro. Per Laura, suo padre è anche il suo amante, ed egli stesso è al contempo se stesso e BOB, (a cui abbiamo anche dedicato un focus), lo spirito che lo possiede. La Serie ci presenta anche letteralmente con un “doppio” di Laura: sua cugina Maddy, la “gemella buona”, un chiaro richiamo Hitchcockiano.

Uno scontro fra due poli opposti è vissuto e ricreato da Ben Horne attraverso la Guerra di Secessione, che articola anche lo scontro fra presente e passato, vivo, ancor più che in Ben Horne, in suo figlio: l’uomo-bambino che vive ancora nel mondo degli Indiani d’America.
Catherine possiede due registri della segheria. Donna possiede due padri. Per ogni Cooper c’è un Earle e per ogni Caroline una Anne. Lo stesso Cooper è tragicamente diviso alla fine della serie.

Due sembrano essere anche le stanze della Loggia Nera, e due Veneri sono esposte in questo luogo: la Venus Pudica, la Venere de’ Medici da una parte, e la mutilata ed enigmatica Venere di Milo dall’altra.

Parlare al contrario è un’altra espressione di duplicità. Il fatto che le frasi siano poi “riavvolte” crea un’ambiguità, uno sdoppiamento lì dove il senso è uno, ma viene percepito come se stesso e la sua antitesi, il suo rovescio.

Un processo di raddoppiamento simile si ottiene anche nei momenti in cui si presta ascolto a una registrazione (e non a caso i momenti più significativi in cui questo avviene, con Waldo e con le registrazioni fatte da Laura per Jacoby il fulcro è proprio Laura, il nostro “doppio” per eccellenza).

Il rovesciamento e lo sdoppiamento della comunicazione verbale nella Loggia Nera sono corroborati dalla presenza dei sottotitoli: questi non solo hanno una funzione pratica, ma sono anche un espediente che forza lo spettatore a ricevere la comunicazione in maniera, di nuovo, duplice: visiva e uditiva.

In Twin Peaks diventa rapidamente chiaro che le conversazioni apparentemente lineari sono in realtà ambigue. A questo meccanismo si oppongono in genere le forze dell’ordine: a queste tocca un’espressione precisa, univoca, spesso letterale, al punto da creare situazioni comiche, come quando Gordon Cole interpreta letteralmente la domanda di Bobby quando quest’ultimo sta in realtà esprimendo il suo shock per aver sorpreso Shelly intenta a baciare un altro uomo.

Written by Maria Elbereth Picone

Maratoneta mediatica per vocazione. Condivido il mio luogo d'origine con Tony Soprano, ma sostanzialmente abito nel "dark playground" della procrastinazione. Mi piace assorbire storie attraverso ogni mezzo possibile. Cerco di pensare che l'insonnia cronica mi porti ad approcciare la vita letteralmente "come se non ci fosse un domani". Uno dei miei sogni nel cassetto preferiti è di svegliarmi un giorno e scoprire di essere Dale Cooper.

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