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Quel puntino nero sul volto di Audrey

Twin Peaks

Una volta qualcuno ha detto: La seduzione inizia da un neo, ovvero da una differenza, da ciò che contraddistingue l’unicità. Le attrici che hanno lasciato un ricordo indelebile nella nostra memoria sono state quelle che avevano qualche piccolo difetto: la perfezione femminile non lascia storia e nemmeno turbamento, può forse funzionare per una fotografia, per una pubblicità, ma non per la costruzione di un mito”. Audrey Horne è proprio questo, è una figura mitologica del piccolo schermo, è soprattutto un’icona di sensualità e bellezza. Twin Peaks ha rivoluzionato molte caratteristiche delle serie tv, tra queste anche quella dell’erotismo.

Twin Peaks

Quanto è bella Audrey Horne?

Tanto, incredibilmente tanto, impensabilmente tanto. La vediamo per la prima volta in Twin Peaks ed è subito amore. Quel cambio di scarpe, quel mettere i tacchi rossi ci fa capire subito chi ci troviamo davanti. Una ragazza che vuole essere donna. Non come Laura, oscura e misteriosa, non come Dana semplice e acqua e sapone. Ci troviamo al cospetto di una ragazza che vuol essere sensuale, innocente e ribelle. Audrey è un errore di sistema, una variante impazzita nel grande ingranaggio di Twin Peaks. È colei che riesce a elevare il termine bellezza, è un distributore di erotismo.

Audrey Horne è bellissima, se avete visto la serie creata dalla mente geniale di David Lynch non potete non amarla. Per il regista è la Beatrice di Dante, è la donna che riesce a elevare i sentimenti, che si fa paradigma dell’amor cortese. Audrey è una bambina che conserva ancora la purezza di chi cerca l’amore ed è forse per questo che ci attrae così tanto. È smaliziata e ingenua, perfetta e incompiuta al tempo stesso. Audrey è la ragazzina del Great Northern Hotel e la donna dell’One Eyed Jack’s.

Twin Peaks

Proprio nel locale a luci rosse la ragazza torna a stuzzicare la nostra fantasia, a soffiarci ventate di erotismo allo stato puro. Audrey per dar prova alla tenutaria del bordello della sua bravura nel trattare i clienti prende una ciliegia da un cocktail. La ragazza la mette sinuosamente in bocca e dopo averla mangiata simula una sorta di atto orale riuscendo ad annodare il picciolo.

Chiunque abbia guardato questa scena di Twin Peaks non può non aver avuto un sussulto.

Un moto interiore, una carica incredibile di sensualità che imbarazza e strania. La visione di un’anima divina, ma allo stesso tempo peccatrice. Il gioco del doppio Lynchiano che ci batte per l’ennesima volta. La vicenda che la vede nel locale vestita con giarrettiera e corpetto è ancora più destabilizzante. Un’adolescente che si trova davanti suo padre, che solo attraverso lo stratagemma erotico della maschera riesce a non farsi riconoscere e a scappare da lui. Il tutto condito dalla sensualità e dal gioco del “vedo non vedo” del completino intimo di Audrey. Impossibile rimanere impassibili di fronte a scene del genere.

Twin Peaks

Impossibile non essere attirati dalla bellezza di questa ragazza che attraverso le puntate diventa donna, che cresce di pari passo al crescere della carica erotica che ci trasmette. Audrey ci affascina e ci seduce con ogni suo gesto e con ogni suo dettaglio, anche piccolo, proprio come quel neo. Ci troviamo di fronte a lei e non possiamo fare altro che contemplare la sua bellezza e quella dei suoi movimenti, della sua danza.

La ragazza insieme a Badalamenti ci ha regalato uno dei momenti più iconici di Twin Peaks: la Audrey’s Dance. Una musica e un ballo lento, onirico e seducente.

I suoi movimenti sinuosi e gli occhi chiusi come a non voler vedere chi la guarda, quasi per un pudico senso di imbarazzo che la pervade e la rende ancora più attraente. Sì perché Audrey cerca questo, lo sguardo a volte ammirato, altre volte scandalizzato delle persone. Cerca di smascherare attraverso un ballo innocente, ma erotico, tutti i bigottismi e tutte le contraddizioni che affollano Twin Peaks.

Twin Peaks

Audrey è finalmente libera di danzare, non curandosi degli altri. Noi invece la osserviamo voyeuristicamente, attratti da quelle movenze. Guardiamo le scarpette rosse, le calze, le mani che si muovono e le sue ciglia che sbarrano gli occhi. Poi vediamo le sue labbra carnose coperte dal rossetto avvicinarsi alla tazzina del caffè e poi ancora gli zigomi. Lassù, poco più in alto c’è un puntino nero, un neo. È proprio lì che inizia quel gioco chiamato seduzione: quanto è bella Audrey Horne!

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Written by Giacomo Simoncini

“Giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose. Ad un mondo di numeri ne preferisco uno di lettere. Scrivo per coinvolgere gli altri, per far appassionare le persone a ciò che amo. ”

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