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This Is Us: riscriviamo le pagine della nostra vita

Fin dalla prima puntata, This Is Us (di cui sono da poco ricominciate le riprese) mette le cose in chiaro e fa capire allo spettatore che ci sarà da piangere, quindi meglio mettersi comodi e arrendersi alle montagne russe di emozioni che la serie costringe chiunque a provare. I Pearson ci vengono inizialmente presentati separatamente e solo alla fine dell’episodio pilota scopriamo che la coppia in dolce attesa e i tre giovani che compiono gli anni sono imparentati.

Un’altra cosa che viene rivelata fin dalla primissima puntata è la morte prematura di Jack. Una morte che continua a condizionare i personaggi anche nel presente e che tiene lo spettatore attaccato allo schermo, ansioso di scoprire come sia avvenuta. Nel frattempo, tramite i flashback, This Is Us ci presenta Jack Pearson, un uomo buono e umile che fa del suo meglio per essere un buon marito e un buon padre. Ci affezioniamo così tanto a lui che quando arriva il fatidico episodio della morte non siamo pronti neanche noi, vogliamo credere che un colpo di scena cambierà il corso della storia.

Ma l’unico colpo di scena è quello che si abbatte sulla vita dei Pearson con la morte di Jack.

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Kevin è sempre stato un bambino esuberante e pestifero, che dietro a una maschera di costante energia nasconde una grande sensibilità. Ed è proprio con questo travestimento che ci viene presentato, anche se la sua ostilità nei confronti di Miguel, migliore amico di suo padre e nuovo marito della madre, ci fa subito capire che la ferita lasciata dalla perdita prematura di Jack ha lasciato un segno profondissimo su di lui. Kevin fa fatica a trovare il suo posto nel mondo e la sua bussola è ancor più difettosa per la mancanza della figura paterna, una figura con la quale sente la necessità di riconnettersi anche dopo aver accettato che la madre si sia rifatta una vita e aver capito che nessun secondo marito cancellerà mai Jack Pearson dalle loro esistenze.

In nome di questa necessità di riconciliazione, Kevin parte per il Vietnam, per scoprire qualcosa di più su suo padre e su quel ritaglio della sua vita di cui neanche Rebecca sa nulla. Alla fine diventa il custode del grande segreto che Jack si è lasciato alle spalle: suo fratello Nicky, dato per morto durante la guerra, in realtà è ancora vivo. Ed è proprio nel rapporto con lo zio che Kevin trova la sua redenzione e la sua connessione con il genitore defunto. Non ci può essere rimpiazzo o sostituzione, ma Nicky è la catena che lega Kevin a un Jack Pearson che nessuno degli altri membri della famiglia ha mai conosciuto.

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La “piccola Katie” è stata la cocca di papà fin dalla sua nascita e continua a esserlo anche quando non c’è più un papà pronto a viziarla e assecondarla. Ne conserva ancora parte delle ceneri in salotto e sembra impossibile per lei anche solo concepire una vita senza di lui. Il moto perpetuo del mondo l’ha costretta ad andare avanti per inerzia, ma quella che ci si presenta è una donna oppressa dal peso della vita e incapace di far spazio nella sua esistenza a qualsiasi uomo, perché tutto quello disponibile è occupato dal padre che non c’è più. La perdita di Jack ha distrutto tutti i membri della famiglia Pearson, ma Kate è quella che ne ha mostrato le conseguenze in maniera più evidente.

Però poi qualcosa l’ha risvegliata, le ha rimesso in circolo il sangue e le ha fatto formicolare gli arti, ridestandoli dal torpore: l’incontro con Toby. La conoscenza del suo futuro marito e poi il loro matrimonio le hanno fatto capire che suo padre non poteva e non doveva essere l’unico uomo della sua vita e alla fine Kate è riuscita a fare spazio anche a qualcun altro, senza però essere costretta a eliminare Jack. Jack che ha poi onorato dando il suo nome al suo primogenito, a riprova del fatto che permettere a un altro uomo – o ad altri uomini – di far parte della sua esistenza non avrebbe comportato perdere suo padre un’altra volta.  

Randall era un bambino estremamente intelligente che ha preso subito in mano le redini della famiglia quando il padre è venuto a mancare. Si è sostituito alla figura paterna, rimanendo accanto alla madre, con la quale ha un rapporto particolarmente stretto. Da adulto ci viene presentato come quello che meglio ha saputo rimettere insieme i pezzi dopo la morte di Jack, ma in realtà, con il susseguirsi delle stagioni, vediamo che non è proprio così. Randall pensa spesso a come sarebbe stata la sua vita se suo padre non se ne fosse andato e in un universo parallelo immagina che sarebbe stato lui a salvarlo.

L’uomo, però, sa che la sua vita non è un “e se”, quindi cerca di convivere con la morte di suo padre onorandone il ricordo, ma cerca anche di fare del suo meglio per renderlo fiero di lui. Anche se a volte il peso dell’ansia di avere tutto sotto controllo lo schiaccia e gli rende difficile respirare. Nonostante il percorso di guarigione di Randall, rispetto a quello dei fratelli, abbia subito un’involuzione, questo non significa che l’uomo non ci provi, che nonostante la perdita del padre biologico – che sicuramente ha risvegliato in lui un dolore che aveva cercato di sopire dopo la morte di quello adottivo – cerca di sopravvivere e di essere il Jack Pearson della sua famiglia.

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Con il percorso dei fratelli Pearson, This Is Us ci mostra quanto sia difficile superare una perdita.

Affrontare un lutto è un percorso a ostacoli. La morte non si supera mai veramente del tutto, ed è stato così anche per i protagonisti della serie targata NBC. I Pearson imparano a convivere con l’assenza del padre, cercando di ricucire la ferita che quella perdita gli ha causato e cercando di stare al passo con l’inesorabile scorrere del tempo. This Is Us forse ha avuto così tanto successo (un successo che l’ha portata ad avere un remake italiano) anche per questo: perché ci mostra la vita in tutta la sua cruda onestà.

L’ingrediente segreto che ha permesso ai Big Three di andare avanti, però, seppur arrancando, forse è proprio il fatto di essere insieme. Di poter contare l’uno sull’altro, nonostante gli alti e bassi, e di poter onorare insieme la memoria di quel padre tanto amato che gli è stato strappato tanto presto. Finché verrà festeggiato un Ringraziamento alla Pearson, una parte di Jack continuerà a sopravvivere. E finché i tre gemelli potranno contare l’uno sull’altro, sapranno che per quanto la vita li butti giù, ci sarà sempre qualcuno a tendergli la mano.

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Written by Elisa Frassinelli

Vivo in bilico tra libri, università e serie tv. Nel tempo libero cerco di avere una vita sociale e non diventare schiava del mio gatto (fallendo, ovviamente). Un altro dei miei passatempi preferiti è cercare di non implodere quando ho appena finito una stagione ma ho solo me stessa con cui parlarne.

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