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The Luminaries – La nuova serie con Eva Green dà inizio alla corsa all’oro

È passato veramente tanto tempo dall’ultima volta che abbiamo visto Eva Green recitare in una serie tv: era il lontano 2016 e probabilmente ricordiamo tutto di quelle ultime puntate di Penny Dreadful. Non fu semplice lasciare andar via quel capolavoro e convincersi che fosse tutto finito. A distanza di quattro anni, l’attrice è tornata e lo fa con The Luminaries, una miniserie tratta dall’omonimo romanzo di Eleanor Catton.

Grande successo per la scrittrice e per il suo romanzo tanto che non si è impiegato molto a decidere di trasformarlo in serie tv. A questo ci ha pensato TVNZ, la televisione nazionale neozelandese che ha messo a disposizione il proprio palinsesto, sappiamo però che tra un mese circa The Luminaries verrà mandata in onda anche dalla BBC.

L’atmosfera d’altri tempi dà subito il suo tono alla trama e, dopo una lunga ripresa del mare selvaggio e bellissimo della Nuova Zelanda, veste ogni personaggio e ogni angolo dei suoi colori e della sua fragranza.

Inutile dire che una delle curiosità più grandi era quella riguardante proprio Eva Green, perché sappiamo quanto sia difficile staccare un personaggio dal suo attore, soprattutto se questo personaggio è quello che le ha portato più fortuna in ambito seriale. Così non è stato: già da questa prima puntata Lydia Wells è stata costruita in maniera diversa dalla Vanessa Ives che abbiamo imparato a conoscere, eppure gli abiti, l’eleganza, la sobrietà e il tocco magico dell’attrice sono sempre lì presenti, a manifestare quanta biografia c’è dietro le interpretazioni della Green.

Ciò che emerge da questa prima ora è che Lydia Wells sembra essere l’antagonista degli antagonisti. Colei che manipola e riceve, anche se l’incontro con il marito alla fine e la conversazione con Francis Carver a cui voleva dare del denaro lasciano immaginare una vena pulsante di umanità tutta da scoprire. Anna sembrerebbe ricoprire il ruolo di vittima, si trova sola in una terra che nasconde segreti e minacce. Ma siamo ancora all’inizio, ciò che vuole ottenere da lei Lydia è ancora un mistero. Ciò che non costituisce un mistero invece, è sicuramente la partenza inedita e sorprendente di The Luminaries.

Il pilot infatti lascia stupore e curiosità. Il motore principale della trama, la corsa all’oro, è rappresentata (almeno in queste prime scene) come un preludio a qualcosa di più grande. Sicuramente più grande di Anna e di Emery che sembra non rendersi conto di ciò che sta accadendo.

In tutto ciò rimangono gli interrogativi su come Anna sia finita dietro le sbarre, su come l’oro sia finito all’interno delle cuciture del suo vestito e naturalmente su cosa sia accaduto veramente a Crosbie Wells.

The Luminaries

The Luminaries ha dalla sua una trama di per sé interessante e coinvolgente, il cast è scelto con cura, a partire dalla stessa Eva Green (perfetta per quel ruolo, ma è superfluo dirlo: sarebbe forse perfetta in qualsiasi ruolo le venisse assegnato) e l’utilizzo della Nuova Zelanda come ambientazione è un ulteriore punto a favore.

Insomma non manca nulla, la prima puntata ha dato quello che doveva dare sotto ogni aspetto. E lo scenario che appare ai nostri occhi è lo stimolo perfetto per permetterci di entrare in un passato non così troppo lontano. Non solo sotto l’aspetto cronologico, ma anche e soprattutto per quello ideologico.

Nonostante la pubblicità fatta intorno a questa serie sia stata poca, la bellezza pagherà e speriamo di poter veder crescere un gioiellino, così come è stato per altre serie nate in sordina ma che tuttora hanno un valore altissimo.

Anzi, potrebbe essere proprio questa sua nascita nascosta a permetterle di trovare il suo spazio: significativi e bei dettagli messi insieme creano la giusta atmosfera e il giusto colore che poi (si spera) caratterizzeranno tutto il prosieguo della stagione.

L’aspettativa a questo punto è di veder crescere ognuno di questi dettagli nel modo giusto e con le giuste connessioni reciproche.

Molto probabilmente le sorprese non mancheranno, non resta che tenere l’attenzione al massimo e seguire le tracce nella corsa all’oro.

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Written by Alana Santostefano

Si fa fatica a vivere la realtà quando si è capaci di sognare, si è così tanto legati all'astratto che si pensa di dover costruire cose assurde nel presente dell'esistenza unicamente per convincersi di essere vivi.
Sono una sognatrice, una di quelle che si guarda attorno e immagina un'altra vita, una di quelle che non vede l'ora di andare in un posto chiamato 'se stessi' per poter guardare lontano e immaginarsi coperti di nuvole a volare sul tempo.

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