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In un mondo parallelo, a che casa di Harry Potter apparterrebbero i personaggi di Streghe?

Streghe

Cosa succederebbe se i personaggi delle nostre serie tv preferite facessero parte del mondo di Harry Potter? Che ruolo avrebbero e, soprattutto, in quale casa verrebbero collocati? Sono le domande che danno origine a questa rubrica in cui, attraverso un pretesto, si apre un piccolo scorcio sulla loro vita a Hogwarts. Tenendo conto della timeline di Harry Potter, delle varie serie tv e dell’età dei personaggi e cercando di essere il più fedele possibile ai due prodotti, il terzo capitolo fa entrare in questo magico (multi)universo i protagonisti di Streghe, grazie alla partenza per Hogwarts di Wyatt e Chris Halliwell e allo smistamento di quest’ultimo.

Al binario 9 e tre quarti il treno era pieno di nuovi e vecchi studenti, eccitati al pensiero di trascorrere l’anno a Hogwarts. Piper e Leo decisero di aspettare finché il treno non fosse partito, con Melinda al loro fianco. Stringeva la mano della madre, sognando un giorno di poter raggiungere i suoi fratelli. Mancavano solo quattro anni, un’eternità per la piccola Halliwell. I suoi occhi si illuminarono quando Wyatt e Chris apparvero dal finestrino e corse affianco al treno per salutarli un’ultima volta. A Piper scappò una risata perché si rivedeva in Melinda, avendo provato le stesse emozioni quando Prue partì la prima volta per Hogwarts.

Era orgogliosa dei suoi figli, il suo sorriso lo dimostrava. Però il solo pensare al nido vuoto e ai tempi andati velavano i suoi occhi di una nostalgia dolceamara.

Leo se ne accorse e la strinse a sé, cercando di consolarla, mentre il cuore di Piper si sciolse in quel caldo e protettivo abbraccio. Non sapeva bene cosa provasse sua moglie, lui non era andato a Hogwarts: non era nato con dei poteri, furono gli Anziani a donarglieli dopo la morte in battaglia. Spesso si divertivano a smistarlo e, secondo Piper, sarebbe stato un grande Corvonero. Come gli ripeteva sempre scherzosamente:

“Sei un Libro delle Ombre ambulante… anche se i tuoi 150 anni di vita ti danno un discreto vantaggio!”

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Leo rideva ogni volta che Piper lo chiamava così. Effettivamente, che cosa non era stato? Fu un soldato, un Angelo Bianco, un hippy, un tuttofare, un Anziano, un’Incarnazione, un preside. L’esperienza, la curiosità, l’apertura mentale, il profondo interesse per le arti magiche… eppure, anche se queste cose lo rappresentavano, c’era un’altra qualità che definiva Leo e che l’avrebbe collocato in un’altra casa. Se il Cappello Parlante l’avesse smistato, probabilmente avrebbe detto:

“Leo Wyatt, trasudi coraggio da tutti i pori! Eroe è la parola che ti si addice ed è ciò che diventerai. Ma non l’epico eroe che pensi perché sei mosso dal desiderio di aiutare gli altri così profondamente che quasi mi sento schiacciare. Per le persone che ami, per la tua famiglia, sei disposto a tutto: questa la chiamo lealtà. Ecco perché la tua casa è: TASSOROSSO!”

Piper si divertiva tantissimo quando Leo cercava di imitare il Cappello. Rimaneva della sua idea e spesso pensava che lui volesse essere smistato in Tassorosso solo perché era la sua casa. Anche se l’idea non le dispiaceva poi così tanto…

Con Piper il Cappello era stato veloce, del resto le sue qualità erano evidenti fin da quando era una bambina e si manifestarono in tutta la loro potenza quando crebbe. Insomma, aveva preso e portato al successo il P3 dal nulla, dimostrando la gran lavoratrice che è in lei, quintessenza dei Tassorosso. Non amava il cambiamento o la leadership, la rendevano nervosa. Dietro il sarcasmo emergeva la feroce lealtà verso i suoi cari, la gentilezza, l’umiltà e l’apprezzamento per la monotona routine quotidiana del mondo dei babbani. I Weasley la prendevano sempre in giro per questo. Le due famiglie di streghe erano molto unite e, in particolare, Piper era un’amica stretta di Charlie, avendo frequentato Hogwarts negli stessi anni, pur appartenendo a case differenti. Avevano legato subito e Piper si era presa una bella cotta: insomma era premuroso, un atleta con i fiocchi e si capivano al volo. Ma ahimè, lui era interessato solo ai suoi draghi.

In realtà i maghi e le streghe della scuola la consideravano “la sorellina di Prue” e tutti gli occhi erano puntati su di lei. Si ricordava ancora di quella volta sul treno, quando Prue flirtò con uno sconosciuto, che solo in un secondo momento scoprirono fosse Cole Turner.

“Non credo ci siamo mai incontrati”, disse il ragazzo, scivolando nel sedile accanto a Prue, più vicino di quanto fosse necessario. Era davvero bellissimo. Si presentarono e, quando le disse il suo nome, lui si illuminò. “Prue Halliwell, ho sentito parlare di te, la giovane e brillante strega di Hogwarts. Svelami una curiosità, che le dicerie sono troppe: a che casa appartieni?”

“Indovina” lo provocò Prue maliziosamente, guardandolo dritto negli occhi con uno sguardo determinato e divertito. “Vediamo… sei attraente, cool, sicura di te e quegli occhi potrebbero fissare un basilisco, uccidendolo. Sembri più furba di quanto appari, eppure ti butti nelle cose. Come descrizione può andare?” Prue annuì. “Ok, quindi la scelta è tra Grifondoro e Serpeverde”.

“È la stessa che si pose il Cappello. Mi disse: hai il cuore di un Grifondoro e la mente di una Serpeverde. Secondo te chi ha vinto: Il cuore o la mente?”

Cole ci pensò su qualche secondo e disse Grifondoro. “Così vicino… ma così sbagliato”. Nel momento in cui Prue pronunciò quelle parole, comparve sul volto del ragazzo un sorriso soddisfatto e sorpreso. Non le sembrava la tipica Serpeverde, eppure Prue era astuta, orgogliosa talvolta fino all’egocentrismo, intraprendente, ambiziosa: aspirava a essere la migliore in qualunque ruolo ricoprisse, al punto da sacrificare alcuni aspetti della sua vita, ma rimanendo focalizzata sull’obiettivo. Leader del Trio, Capitano di Quidditch, Prefetto, Caposcuola, vincitrice del Torneo Tre Maghi, Auror: eccelleva sempre. Poi era estremamente leale e protettiva verso la sua famiglia e, anche se istintivamente teneva tutti fuori, i suoi cari erano sempre con lei, gli unici con cui si apriva davvero.

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“Questo è perché non riesci a vedere oltre la superficie… mentre io posso vedere l’ambizione che ti consuma dall’interno e che faresti ogni cosa per ottenere una vittoria. O sbaglio?”

Prue aveva centrato il punto: era furba, troppo per lui. Ora capiva perché era una Serpeverde. Si congedò da loro, agitando la mano in modo singolare. Quel ragazzo non le piaceva, ma piano piano il suo ricordo svanì tanto che lei e Piper se lo dimenticarono. Cole avrebbe fatto di nuovo parte delle loro vite in futuro, lui il Serpeverde più manipolatorio, scaltro e subdolo che avessero mai incontrato, anche quando agiva per il bene. Prue non cadde nel suo tranello e Cole capì che doveva puntare un’altra delle tre streghe sorelle.

E sarà Phoebe, il cui smistamento non fu proprio semplice, come quello di Prue.

Ahhh, un’altra delle streghe Halliwell! Per adesso c’è una sorella Serpeverde, l’altra Tassorosso, madre Tassorosso e nonna Grifondoro. Vediamo qui che cosa abbiamo…”, disse il Cappello mentre studiava Phoebe, “…coraggio che sfocia nell’avventatezza sfrenata, molto orgoglio per quello che sei e tanta sicurezza. Dentro di te c’è un fuoco di ribellione che arde e non sempre sei attenta alle regole, giusto?”

“Non è vero! Ok, qualche volta lo faccio ma sempre per una buona causa. E poi ho molti lati positivi: sono gentile e voglio tanto bene alla mia famiglia, farei di tutto per loro” disse Phoebe tentando di difendersi. “Non preoccuparti, li vedo tutti i tuoi pregi come i tuoi difetti. E vedo che ti interroghi costantemente su ciò che è giusto e che sei l’immagine speculare di Prue, l’altra faccia della medaglia. Per questo la tua casa è: GRIFONDORO!”

Phoebe urlò di gioia perché quella era la casa che desiderava da sempre: avrebbe reso così fiera sua nonna, dopo tutte le volte che l’aveva fatta arrabbiare. Certo, a Penny non andava giù che il Cappello aveva diviso le streghe Halliwell, però non poteva farci niente. Era lui che sceglieva e, nonostante questo, sapeva che le sue nipotine si sarebbero sempre guardate le spalle a vicenda.

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Ma la mente di Piper stava divagando. Tornando a Charlie, nonostante il rifiuto, il loro legame non si era mai spezzato, tanto che quando reclutò lei e le sue sorelle streghe per conto dell’Ordine della Fenice, non si tirò indietro. Quel messaggio poi arrivò a Ginny e Buffy durante la famosa partita di Quidditch, con Willow che le inviò un gufo perché era il suo idolo. Le veniva da ridere nel pensare che potesse essere l’idolo di qualcuno! In quella battaglia, però, perse la sua migliore amica, Tonks. Era così fiera quando divenne Auror che quasi non ci credeva, sbadata com’era. La sua morte, unita a quella di Prue, le avevano dato due coltellate profonde e, al solo ricordo, le si spezzava il cuore in mille pezzi.

Venne strappata da questi tristi pensieri dall’arrivo di Paige.

Più che pensieri, era un racconto: Melinda amava quando sua madre le parlava dei suoi anni a Hogwarts. Piper guardò l’orologio: non si era resa conto del tempo che era passato, camminando e chiacchierando per le strade di Londra. Orbitarono a casa, dove c’era Phoebe – appena tornata dalla Gazzetta del Profeta – e tutta la famiglia, fantasmi compresi, per vedere lo smistamento di Chris. Non avrebbero potuto sbirciare, ma per le streghe Halliwell un occhio veniva sempre chiuso a Hogwarts.

“Quindi, ricapitoliamo: 1 Serpeverde, 2 Tassorosso, 2 Grifondoro e 2 Corvonero. Quindi Serpeverde potrebbe pareggiare, oppure una delle altre passa in vantaggio” disse Paige per fare il punto della situazione.

C’era una sorta di amichevole competizione per capire quale casa avrebbe vinto nella famiglia Halliwell. Paige aveva portato il primo punto a Corvonero. Era stata smistata lì per la sua intelligenza che non derivava solo dai libri, ma anche dalle esperienze concrete. Lei non era cresciuta con le Halliwell. Avendo frequentato Hogwarts assieme, le conosceva, ma scoprì dopo di essere una delle Streghe del Trio. Perspicace di natura e profondamente indipendente, con la mente più aperta della famiglia, era creativa e questo si notava nel suo uso della magia. Inoltre, Corvonero e Tassorosso si scontravano spesso per i due approcci diversi alla magia, esattamente quello che succedeva tra Paige e Piper.

L’altro Corvonero era Wyatt, il che stupì un po’ tutti perché credevano fosse un naturale Grifondoro. Però ciò che lo contraddistingueva davvero era l’alto livello di consapevolezza della magia fin da quando era nell’utero, tanto da usarla intenzionalmente per difendersi. Un’intelligenza fuori dal comune che non poteva collocarlo in nessun’altra casa e non era un coincidenza che Paige fosse il suo mentore.

“In realtà, 3 Grifondoro, ormai sono di famiglia” disse Billie allegramente, mentre entrava in soffitta.

Lanciarono un incantesimo ed era come se fossero a Hogwarts. Arrivarono in tempo perché era il turno di Chris e rimasero in attesa. Non potevano sentire quello che il Cappello gli stava dicendo. I suoi occhi blu ghiaccio tradivano poche emozioni, ma potevano percepire che il piccolo era nervoso, sebbene mostrasse la solita decisione e sicurezza.

“Gli Halliwell non finiscono mai, un po’ come i Weasley” disse il Cappello ironicamente. “E ne arriveranno altri, ne puoi stare certo. Ma adesso è il mio turno e vorrei sapere dove finirò” disse Chris con un filo di arroganza, impazienza e sfida. Il Cappello lo capì e, se si faceva attenzione, si poteva scorgere un sorriso tra le sue pieghe. “Dritto al punto, ragazzino. Sai chi mi ricordi? Tua zia Prue, avete tanto in comune: determinazione, acutezza, protezione eccessiva, astuzia, inflessibilità. Questo mi porta verso un’unica strada: SERPEVERDE!”

Chris sorrise compiaciuto, così come il fantasma di Prue che esclamò “Punto per Serpeverde!”. In fondo era quello che lui e tutta la sua famiglia già si aspettavano. Il bambino si accomodò al suo tavolo, che esultò all’idea di avere nuovamente un Halliwell tra di loro. La precedente esperienza era stata vincente e, ne erano sicuri, lo sarebbe stata anche questa.

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