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Cosa sappiamo del passato di Jim Hopper

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La terza stagione di Stranger Things è ormai alle porte e i misteri da svelare sono ancora molti. I trailer che hanno rilasciato nelle ultime settimane hanno raggiunto il loro scopo alla perfezione: curiosità e hype altissimi per noi fan (ecco il meraviglioso e suggestivo trailer finale ). I personaggi ancora una volta si fanno amare, specialmente Jim Hopper che decide di adottare Eleven, dandole finalmente una famiglia e permettendole di vivere una vita normale e serena. Per loro vogliamo un po’ di felicità dopo tutte queste avventure difficili e dolorose, però sembra che stia per accadere qualcosa. Ma prima di questo, facciamo un salto nel passato. Mettiamo un po’ insieme i pezzi per capire meglio le scelte di Jim Hopper e il suo carattere. Cosa sappiamo della sua vita?

Jim Hopper

Jim Hopper, interpretato da David Harbour, è uno dei personaggi principali di Stranger Things.

Sin dalla prima stagione ci viene presentato come il capo fannullone della polizia della città di Hawkins, Indiana. Lui arriva tardi al lavoro, mangia e beve caffè senza sosta durante il suo turno e tratta da inetti e incompetenti tutti gli abitanti della cittadina, sottolineando ogni volta la monotonia delle giornate e della sua vita.

Per chi come noi ha seguito Stranger Things dall’inizio, avrà ipotizzato per Jim Hopper due destini: essere il personaggio oppositore e idiota che muore abbastanza in fretta, oppure essere il personaggio che, sotto la maschera di frustrazione e menefreghismo, nasconde un’intelligenza acuta e un grande senso dell’onore.

Chi ha avvertito in lui un notevole potenziale annuisca e sorrida con soddisfazione, perché aveva ragione.

Jim Hopper è tra i personaggi più belli e interessanti di Stranger Things.

Ma allora perché ci viene presentato sotto una luce così negativa nelle prime puntate?

Dopo Sara … l’ho vista anch’io. E l’ho sentita. Non sapevo cosa fosse reale. E poi ho capito che era nella mia mente, e ho dovuto mettere tutto in ordine, chiuso in una scatola… altrimenti sarei caduto dritto in un buco da cui non sarei potuto uscire.

Jim Hopper

Niente ha mai veramente inizio dalla prima puntata.
Ci deve sempre essere qualcosa in più, qualcosa di nascosto, un luogo della mente in cui riporre i ricordi dei personaggi che pian piano capovolgono tutto, trasportandoci in un mondo diverso da quello in cui ci è stato presentato il Jim Hopper perdigiorno. Questo luogo è il suo passato.

Il passato di Jim Hopper è segnato dal dolore e dalla perdita.

Sara, mia figlia. Galassie, universi… lei ha sempre capito tutto di quel genere di cose.

Prima di tutta la storia a noi conosciuta, Jim Hopper aveva una famiglia, una moglie e una figlia. Viveva una vita completa e piena di felicità. Purtroppo questa felicità ebbe vita breve poiché Sara, dopo uno scorcio di infanzia vissuto tra ospedali e dottori, morì di cancro. Questo tragico evento segnò il matrimonio tra Jim e Diane e i due, non riuscendo più a convivere con il senso di colpa provato per non essere riusciti a salvare la loro bambina, divorziarono. Il loro amore era sincero, si amavano davvero e questo Jim lo dimostra con un telefonata, alla quale noi assistiamo e in cui dice a Diane di non avere rimpianti su niente. Purtroppo il dado è tratto e il dolore non può essere cancellato. Eppure, questa scena è importante perché capiamo quanto Jim Hopper non sia indifferente agli eventi, né un fannullone.

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Qualche volta, mi sento come se fossi uno di quei buchi neri […] che risucchia tutto e distrugge.

Ha perso tutto ciò a cui teneva e ora è solo, paradossalmente, in una cittadina in cui è nato e in cui conosce tutti. Jim Hopper deve affrontare il suo fardello e la sua perdita. Nonostante tutto, la storia deve continuare e il suo sentiero lo porta dritto in una nuova avventura che ha dell’impensabile. Questa vicenda soprannaturale lo porterà a riflettere e ad abbandonare la maschera di scansafatiche.

Lui non lascerà che altri innocenti muoiano. Jim Hopper si fiderà delle ipotesi impossibili e contro ogni credo razionale andrà alla ricerca di Will Byers.

Cercherà di risolvere il mistero della sua scomparsa e del dramma vissuto nel Sottosopra. Così facendo, rivivrà il dolore di un genitore che perde il proprio figlio. Guardando Joyce negli occhi rivedrà il se stesso di qualche anno prima, ma deciderà di combattere ancora. Combatterà per Sara, per far sì che la perdita di un figlio non si ripeta per altri genitori.
Per Joyce.

Ti senti mai come se fossi stata maledetta?

Chiederà a Joyce con un sorriso che nasconde un pizzico di speranza, come se desiderasse ottenere una risposta che non lo faccia sentire più l’unico e il solo a essere stato lasciato indietro.

Un altro tassello da aggiungere al puzzle del passato di Jim Hopper: il rapporto con Joyce.

In Stranger Things nulla è lasciato al caso.

Stranger Things

Sembra che tra i due in passato ci possa essere stato un sentimento più forte dell’amicizia. I loro sguardi, la loro complicità, la necessità di mettere da parte qualcosa che è accaduto ma che ancora non hanno rivelato se non con riferimenti lontani. Jim e Joyce sono tra le coppie con più chimica, siamo quindi in molti a sperare che qualcosa in più accada tra loro.

Nel mentre, però, Jim Hopper ha deciso di andare avanti senza dimenticare, ha trovato una nuova ragione per smuovere la sua vita: rendere felice Eleven.

Leggi anche: Stranger Things continuerà con uno spin-off sul passato di Jim Hopper?

Written by Anastasia Gervasi

Mi chiamo Anastasia e ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere moderne presso l'Università degli studi di Bari Aldo Moro. Amo leggere e, anche se sono consapevole di non poter superare il record di libri letti da Rory Gilmore (qualcuno può?), sono certa di aver visto più serie tv di lei (where's my award? ah...sicuramente perduto come la lettera per Hogwarts, di certo!). Sin da bambina ho sempre amato le storie (okay forse quelle horror un po' meno) e ho sempre voluto parlarne, specialmente dopo averle conosciute grazie a serie tv avvincenti e ricche di feels e angst. Sono cresciuta con i telefilm di Buffy e FRIENDS e ho capito che, come gli amici di tutti i giorni, anche loro sono dei buoni compagni di vita. Ho incontrato personaggi che mi hanno ispirata e mi hanno spinta a migliorare come persona, trasmettendomi anche una carica di adrenalina pazzesca. Sono storie che ti portano ad imboccare una strada, in parte, ancora sconosciuta. Io spero che la mia sia tanto bella, avvincente e avventurosa quanto quella delle mille storie che ho letto e visto in questi anni. Per il resto mi affiderò al Carpe diem di Orazio.

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