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10 cose che hai pensato dopo aver guardato la prima puntata di Sherlock

Stronzaggine. Lasciatemi passare il termine, ma ditemi che non ha pensato che questo Sherlock fosse proprio uno stronzo. Il suo egocentrismo va a nozze con l’arroganza e la consapevolezza di essere più intelligente degli altri, cosa che non dimentica di far pesare nemmeno una volta. Se non lo amassimo, sarebbe veramente odioso.

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Capacità deduttiva. Come accennato, una cosa che salta agli occhi è il modo con cui i grafici della serie hanno scelto di rendere evidente il fatto che Sherlock stesse giungendo a delle conclusioni attraverso la deduzione: infatti, in quei momenti compaiono sullo schermo numerose scritte che rappresentano i pensieri (rapidissimi) del protagonista in quel momento, preceduti da uno slow-motion sull’elemento oggetto della deduzione.

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Trama. Entrando nello specifico della storia del primo episodio, il filone legato all’assassino tiene sulle spine per tutti i 90 minuti e ci porta alla situazione finale in maniera davvero inaspettata: viene rapito Sherlock, che a sua volta viene salvato sa Watson. Al di là di questo, preme sottolineare la tensione che si accumula nella scena della scelta delle pillole al tavolo, scelta che potrebbe costare la vita persino al protagonista.

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Moriarty. È uno degli ultimi atti dell’assassino della storia: dichiara prima di morire che il suo sponsor è un certo Jim Moriarty, personaggio desinato a diventare la nemesi di Sherlock. Anche se solo nominato, si è subito pensato ad uno scontro epico fra i due personaggi che hanno fatto la storia della letteratura gialla.

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Polizia. Chi non ha pensato “Ma quanto è incompetente la polizia”? Persino un semplice dottore come Watson in qualche ora di convivenza con Sherlock sembra più sveglio. Vero è che Sherlock ha un’intelligenza superiore alla media, dunque a volte anche lo spettatore potrebbe sentirsi un po’ stupido…

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Cronologia. Tutti sanno che la principale caratteristica di Sherlock è l’essere ambientata negli anni duemiladieci. Eppure, nessuno mette in dubbio che Sherlock Holmes e John Watson siano proprio i personaggi di A. Conan Doyle; le loro interpretazioni sono così credibili che non ci si pone il problema che abbiano un iPhone in mano invece che una lettera per inviare un messaggio: ed è fantastico anche per questo.

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Sarà una grande serie. La cosa più scontata e banale, ma anche la più istintiva: lo hanno pensato in tanti e bisogna dire che la prima stagione è stata veramente grandiosa. Le altre due sono state molto belle, non come la prima, ma hanno lasciato sempre qualcosa, che è ciò che conta veramente.

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Scritto da Alessandro Fazio

"Una vita basta a malapena per diventare bravo in una cosa, quindi devi stare bene attento a quello in cui vuoi diventare bravo" (True Detective). Seguire le passioni è la linfa vitale della mia esistenza.

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