6 – Not Dead Yet

Una donna appena tornata single dopo 10 anni ricomincia da zero con un lavoro come scrittrice di necrologi.
L’idea di una donna che si ritrova costretta a ricominciare dopo la fine di una lunga relazione è ormai carta abbastanza conosciuta. La premessa di Not Dead Yet da questo punto di vista non è molto diversa da quella della più celebre New Girl. A differenziarla e a darle quel tocco in più ci pensa – o meglio avrebbe dovuto pensarci – l’elemento morte che interseca la storia in tre modi diversi: come fulcro di una professione che fa già ridere di per sé, come nuovo e inaspettato potere di parlare con chi non c’è più e più in generale come contrapposizione rispetto a una vita che, per quanto diversa da quella immaginata finora, continua ad andare avanti.
Quanto al concept di partenza, quindi, a Not Dead Yet non si poteva dire nulla. Anche in quest’ultimo caso però, come detto fin dal principio, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. A metà tra New Girl e Ghost Whisperer, Not Dead Yet non è riuscita a essere né ironicamente scanzonata come la prima né inquietantemente rassicurante come la seconda. È un ibrido che, in quanto tale, non funziona abbastanza. Lo hanno dimostrato gli scarsi ascolti, che l’hanno portata alla chiusura dopo due stagioni. Ma alla fine va così, per ogni concept che non funziona ce n’è un altro che diventa un successo: è la dura legge delle serie tv.
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