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5 Serie Tv che stanno attraversando un momento difficile (anche se non lo ammettono)

Tiff e Richie

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Il problema di alcune serie tv è la pesante eredità che si trascinano dietro. Alcuni titoli si impongono sin da subito nel panorama televisivo per le premesse con cui si affacciano sulla scena e per la grande qualità che sono in grado di esprimere. A The Bear è bastata la prima stagione per imporsi come titolo di punta del genere. Serie tv come Gli anelli del potere o House of the Dragon suscitano interesse immediato perché collegate a un franchise di successo. Prodotti così hanno un engagement altissimo già in partenza, perché si presentano come eredi pronte a raccogliere un lascito pesante. Tutto ciò consente a queste produzioni di evitare la trafila iniziale e a stagliarsi già come fenomeno televisivo.

The Bear, per esempio, avrebbe tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento assoluto del genere. Un titolo che già in partenza è sinonimo di grande qualità e che spinge il pubblico a un atto di fiducia ogni volta che ripropone una nuova stagione.

Stiamo parlando di serie tv che, da quando sono in produzione, hanno commesso pochissimi errori. Sceneggiature di altissimo livello, dialoghi intensi, personaggi complessi e sfaccettati, un comparto estetico di altissima qualità: tutto ciò concorre a rendere alcuni prodotti dei piccoli capolavori della televisione. Anche le grandi serie tv hanno però dei problemi. Quando ci si impone come grande evento mediatico, il rischio di commettere degli errori e abbassare lo standard è molto più alto. Di quelle serie si continuerà a parlare, a discuterne, ad attenderle con interesse e curiosità. Ma alcune volte – e per una serie di ragioni – la sensazione di trovarsi davanti a un prodotto epocale svanisce lentamente.

Serie tv come la già citata The Bear stanno avendo dei problemi in questo senso, anche se non lo ammettono. Ciò non vuol dire che siano diventati all’improvviso dei prodotti scadenti, tutt’altro. È solo che si è affievolita, nel pubblico e nella critica, la convinzione che potessimo essere di fronte a un grande evento televisivo.

1. The Bear

The Bear
Credits: FX

Come dicevamo, sembra strano parlare di momento difficile per una serie straordinaria come The Bear. La qualità del prodotto non si discute. Gli sceneggiatori hanno portato sullo schermo una storia potente, incentrata su personaggi complessi e vulnerabili. Il loro ritratto proietta lo show su un piano superiore, perché è la confessione autentica di uomini lacerati e tormentati dal bisogno estremo di ricucire i propri strappi. The Bear va a fondo e lo fa in maniera estremamente efficace. E la serie riesce a stare una spanna sopra le altre dello stesso genere anche per tutto il contorno. La regia nervosa trasmette il senso di agitazione e claustrofobia che vivono i personaggi. La fotografia fa lo stesso rendendo i traumi qualcosa di palpabile e ogni cosa sembra messa sempre al posto giusto.

È possibile dunque parlare di una serie in difficoltà quando si cita The Bear?

In realtà sì. Non perché sia scaduta all’improvviso nella banalità. The Bear non è e non sarà mai un prodotto dozzinale. Però è un titolo che sta attraversando un momento particolare. La terza stagione è stata la prima a far parlare di sé in maniera non del tutto positiva. Non che sia stata una stagione di basso livello. The Bear 3 ha regalato momenti sublimi di televisione, però ha anche segnato un momento di stasi nel suo percorso. Avevamo parlato della terza stagione come un capitolo riempitivo, che non ha sviluppato granché la trama orizzontale ma ha fatto solo sfoggio di stile.

Formalmente ed esteticamente, la terza stagione di The Bear è ottima. Eppure è mancato qualcosa che la facesse progredire in avanti. Il calo della terza stagione – a cui, comunque, ha in parte rimediato la quarta – non ha reso il prodotto scadente all’improvviso. Sarebbe difficile per una serie così diventare il suo contrario. Ma l’attendismo degli episodi centrali ha fatto sì che svanisse un pochettino per volta la convinzione di essere davanti a un evento televisivo di enorme portata. The Bear resta una splendida serie tv, ma si è un po’ attenuata la sensazione che sia anche un grande fenomeno televisivo dei nostri anni.

2. Mercoledì

Mercoledì 2
Credits: Netflix

La prima stagione è stata un successo clamoroso. Atmosfere burtoniane, una protagonista straordinaria, tinte cupe e personaggi riconoscibili hanno intessuto le basi per un exploit davvero notevole. Mercoledì è diventata in breve tempo una delle serie tv più viste, più chiacchierate, più commentate e più apprezzate del momento. Un colpo riuscitissimo per Netflix, che difatti ha esteso la collaborazione con Tim Burton per una seconda stagione. Gran parte del successo dello show è merito della sua protagonista, Jenna Ortega, una splendida Mercoledì Addams, lugubre e sarcastica quanto basta da conquistarsi la scena. Il tono della serie è da commedia nera, con un umorismo lugubre che la eleva dall’ordinario e crea connessioni immediate con pubblico.

Mercoledì Addams è un prototipo di adolescente detestabile per la sua insolenza, la sua superbia e l’eccessiva schiettezza delle sue riflessioni. Eppure, proprio per questo suo animo dark, è risultato un personaggio amatissimo dagli spettatori. D’altronde, chi non ha mai sentito parlare di Mercoledì? Chi non è mai incappato in un video del suo balletto virale su TikTok? La serie di Tim Burton è diventata il fenomeno mediatico del momento. E sulla scia del successo, la produzione ha immediatamente mandato in lavorazione la seconda stagione. Tra gli abbonati di Netflix c’era tanta attesa per il ritorno di Mercoledì. Un’attesa che però non è stata pienamente ripagata.

La seconda stagione dello show ha fatto registrare un calo di ascolti.

Il ritorno di un titolo così popolare faceva presagire i numeri in rialzo. Invece i nuovi episodi non hanno confermato in pieno il successo della prima stagione. Mercoledì è riapparsa sulla piattaforma in due diverse tranches: la prima metà della seconda stagione è arrivata ad agosto, la parte finale agli inizi di settembre. Vuoi per la distribuzione segmentata, vuoi per una data di rilascio poco affine alle atmosfere tetre dello show, vuoi per un fisiologico calo dell’hype, i nuovi episodi di Mercoledì non hanno replicato il successo dell’esordio. Nella recensione della seconda parte, abbiamo spiegato come il goth e il macabro burtoniano siano stati sacrificati sull’altare dell’algoritmo.

Mercoledì si è fatta molto più adolescenziale e dozzinale. Alcune trame hanno avuto dei risvolti troppo prevedibili, altre sono state risolte in maniera troppo sbrigativa. La trama della seconda stagione è stata meno centrata e più confusa, a partire dall’arco narrativo di Tyler per finire con i destini personali dei membri della famiglia Addams. La nuova stagione non ha insomma il fascino della precedente, anche se se ne continua a parlare e non in termini totalmente negativi. Mercoledì è uno di quei prodotti che stanno obiettivamente avendo dei problemi, ma faticano ad ammetterlo.

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