3. Game of Thrones

Con la terza serie nella lista la questione si fa un po’ più complicata. Game of Thrones ha rappresentato un punto fondamentale della storia delle serie tv ed è stata forse una delle più influenti dell’ultimo decennio. A differenza di Lost e I Soprano, però, le controversie non riguardano solo l’episodio finale, che pure ha scatenato rivolte senza precedenti, ma l’intera ottava stagione. In questo caso, al di là delle opinioni personali, un fondo di verità c’è: l’ottava stagione di Game of Thrones non è all’altezza delle precedenti. Molti spettatori hanno lamentato il fatto che lo sviluppo di alcuni personaggi sia stato realizzato malamente e in maniera incoerente, mentre alcune trame siano state abbandonate senza alcuna spiegazione. In generale, diversi archi narrativi sono stati sviluppati in maniera troppo precipitosa e affrettata, alcuni addirittura in maniera deludente e anticlimatica. Per non parlare del finale, che avrebbe dovuto finalmente mostrare l'”erede” al Trono di Spade. L’episodio finale della serie è stato accolto in maniera talmente negativa che i fan hanno addirittura lanciato una petizione per chiedere che venisse modificato. In definitiva, la domanda è sempre la stessa: basta una stagione non all’altezza per rovinare una grande serie tv? Sì e no. Come le serie già citate in precedenza, Game of Thrones rimane nel suo complesso un prodotto estremamente valido, migliore di tanti altri, la cui ultima stagione è stata estremamente penalizzata anche a causa della sua altissima qualità iniziale. E in un certo senso l’impressione è che, quando l’aspettativa è così alta, nessun finale potrebbe mai essere all’altezza.
4. Stranger Things

A proposito di aspettative alle stelle. L’impressione è che le parole che abbiamo speso per l’ultima stagione e il finale di Game of Thrones valgano anche per quelli di Stranger Things. L’aspettativa per l’ultimo capitolo della popolarissima serie Netflix era veramente alta, e hanno sicuramente contribuito ad alimentarla un’attesa durata ben tre anni e un’uscita in tre parti. Non sorprende, dunque, che al momento della sua uscita la quinta stagione di Stranger Things sia stata oggetto di una visione attentissima da parte dei fan. E, sfortunatamente, non sia uscita indenne da questo scrutinio. L’ultima stagione della serie è stata ampiamente criticata da parte di una fetta di spettatori, che non si sono fatti scrupoli a individuare buchi di trama e incongruenze. Oltre a ciò, però, in molti hanno lamentato soprattutto la mancanza di azione del finale, in cui l’anticipatissima battaglia contro Vecna ha avuto uno spazio abbastanza limitato. La delusione di alcuni fan è stata tale che, per giorni, ha impazzato sul web la teoria che l’episodio uscito il 1 gennaio non fosse il vero finale, ma che quello vero, intitolato Conformity Gate, sarebbe uscito il 7 dello stesso mese. Ciò non è mai accaduto. Ad alimentare le polemiche ha contribuito il documentario, pubblicato da Netflix, del dietro le quinte della stagione finale. In una scena in particolare, alcuni spettatori hanno visto, o creduto di vedere, sugli schermi dei computer degli sceneggiatori il sito di ChatGPT aperto. Bisogna ammettere, però, che il finale non è stato universalmente odiato. C’è anche chi lo ha considerato una perfetta ed emozionante conclusione per una serie che, volente o nolente, è entrata a far parte della storia delle serie tv. Insomma, mai come in questo caso la serie merita di essere vista in prima persona.






