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La classifica delle 10 migliori Serie Tv tratte da storie vere

serie tv tratte da storie vere

Da sempre la realtà è la più grande fonte d’ispirazione a cui la fantasia attinge, ed è proprio nel caso delle serie tv tratte da storie vere che l’opera si concretizza: più tormentata dell’immaginazione è infatti la cruda verità, che spesso si rivela capace di raggiungere vette che la finzione non riesce nemmeno a sfiorare. E’ proprio così che molti successi televisivi hanno preso forma: ispirandosi a storie vere, a storie così assurde, così forti e così incredibili da meritare una propria narrazione su schermo. Questo è proprio il caso delle 10 serie tv tratte da storie vere che abbiamo selezionato in questa classifica: le 10 migliori serie tv tratte da storie vere che meglio di altre ci hanno permesso di entrare in contatto con narrazioni autentiche e incredibili come quelle raccontate nelle 10 serie tv prescelte. Scrivere di finzione o di realtà non è la stessa cosa, se da un lato abbiamo come contraltare la sola fantasia, dall’altro dobbiamo scontrarci con una realtà, spesso cruda, che non lascia scampo a interpretazioni, ed è proprio questo che ha reso le 10 serie tv tratte da storie vere di cui vi parleremo le migliori del loro genere: quel confronto attivo e dinamico con le storie a cui si ispirano, tale da renderle dei veri e propri gioielli, profondi e intatti al punto da raggiungere in alcuni casi vette dei tratti documentaristici.

10) Orange Is the New Black

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Orange Is the New Black: My Year in a Women’s Prison è il libro autobiografico scritto da Piper Kerman da cui la nota showrunner Jenji Kohan ha preso ispirazione per dare forma all’amatissima serie tv Orange Is the New Black. Fedele, almeno inizialmente, alle esperienze raccontate dalla vera Piper, Orange Is the New Black deve sicuramente moltissimo all’opera e alla partecipazione di Kerman durante le riprese della serie. Presente infatti come consulente per tutto l’arco delle 7 stagioni della serie televisiva distribuita in streaming da Netflix, Piper Kerman ha reso la sua storia e quella di tutte le persone incontrate durante i suoi 13 mesi di detenzione nel carcere di minima sicurezza di Danbury, la storia del meraviglioso cast di Orange Is the New Black. Molti dei personaggi principali della serie sono infatti ispirati a persone realmente conosciute dalla Kerman, così come la sua stessa relazione con Catherine Cleary Wolters, divenuta poi Alex Vause nella serie tv. L’ex fidanzato Lerry, Red, conosciuta in carcere come Pop e Taystee, il cui vero nome nella realtà è Delicious, sono solo alcuni dei nomi che hanno realmente fatto parte della sconvolgente esperienza carceraria di Piper Kerman. Come dichiarato dall’autrice, lo scopo del suo libro e della serie è da sempre stato quello di dare voce a tutte quelle altre detenute che non possono godere del white privilege e né appartengono alla middle class come lei. Conscia dei suoi privilegi, Piper Kerman ha fatto della sua autobiografia una vera e propria battaglia che ancora oggi, con Women’s Prison Association di cui è portavoce e la Poussey Washington Fund di cui avrete sicuramente sentito parlare se avete visto Orange Is the New Black, continua ad avere un effetto anche nel mondo reale.

9) Mindhunter

Mindhunter

Tra le serie tv tratte da storie vere, Mindhunter merita sicuramente la nostra attenzione. Non tutti sapranno infatti che non solo i serial killer presenti nella serie tv sono e sono stati dei personaggi realmente esistiti, interpretati magistralmente dagli attori grazie a un’attenta analisi degli interrogatori e interviste storiche che li ritraevano, ma anche Holden Ford prende liberamente ispirazione dal primo vero profiler criminale e agente dell’FBI John Douglas. La storia raccontata da Mindhunter è per gran parte della sua narrazione la vera trasposizione televisiva dell’operato di Douglas negli anni 70. Incaricato di insegnare le tecniche di negoziazione degli ostaggi e psicologia criminale applicata all’FBI Academy di Quantico, Virginia ai nuovi agenti speciali dell’FBI, Douglas creò un programma di profiling criminale su cui ancora oggi si basano le tecniche investigative moderne. Ed è proprio mentre viaggiava per tutto il paese per formare gli agenti di polizia statunitensi che Douglas, così come ci viene raccontato nella serie da Holden Ford, intervistò alcuni tra i peggiori serial killer di tutti i tempi come: David Berkowitz, Ted Bundy, John Wayne Gacy, Charles Manson, Edmund Kemper, Richard Speck e molti altri ancora.

8) American Crime Story

Con attualmente all’attivo due stagioni e in attesa della terza che ci raggiungerà entro il 2022, American Crime Story è certamente una delle serie tv che più attingono, quasi con metodologie documentaristiche, alle storie vere. Con una prima stagione dedicata al caso di O.J. Simpson, e la seconda concentrata sull’assassinio di Gianni Versace e sul suo omicida Andrew Cunanan, la serie tv pluripremiata gli Emmy e ai Golden Globe basa sull’aderenza con la realtà il segreto del suo successo. Con una ricercatezza dei particolari straordinaria e una caratterizzazione dei personaggi tanto adiacente alla verità da risultare inquietante, American Crime Story è una delle serie tv tratte da storie vere che più si pregiano di una qualità e attenzione ai dettagli di gran lunga superiore alla media. Storie tristemente note, come quella del caso di O.J. Simpson o come l’assassinio di Gianni Versace riprendono vita sotto i nostri attoniti occhi, svelando intrecci e particolari talmente specifici da impressionare chi per primo si affaccia a storie di cronaca come queste.

7) The Act

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The Act è senza ombra di dubbio una delle serie tv tratte da storie vere più cupe e sinistre di sempre. La storia vera su cui si basa la sua narrazione infatti è talmente drammatica da sembrare surreale, ma purtroppo è tutto tristemente vero. Con Patricia Arquette nel ruolo di Dee Dee Blanchard, e Joey King in quello di sua figlia Gypsy Blanchard, The Act è la trasposizione seriale dell’omicidio di Dee Dee Blanchard da parte di sua figlia Gipsy Rose Blanchard. Gipsy, vittima della Sindrome di Münchhausen per procura di cui sua madre soffriva, venne sempre trattata dal suo genitore come se soffrisse di una serie di gravi patologie ed handicap incurabili di cui realmente non aveva mai sofferto. La sindrome infatti viene descritta come ”un disturbo mentale in cui un genitore o tutore arreca danni fisici al minore o ad altra persona incapace per farlo credere malato e attirare l’attenzione e comprensione su di sé.”. Sottoposta a operazioni, come l’asportazione delle ghiandole salivari e una serie di cure farmaceutiche non necessarie, Gipsy condusse la sua intera esistenza subendo le continue violenze della madre senza mai avere la facoltà di potersi difendere. E’ nel 2012 però, quando Gipsy conosce un misterioso ragazzo online che la vita delle due donne sarà destinata a cambiare per sempre.

6) Manhunt: Unabomber

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Accolta con clamore dalla critica Manhunt: Unabomber è la miniserie drammatica che rappresenta il resoconto romanzato della caccia del terrorista Unabomber da parte dell’FBI. Theodore John Kaczynski, interpretato da Paul Bettany, negli anni 90 è l’uomo più ricercato d’America. Con un quoziente intellettivo sopra la media, Ted Kaczynski si laurea ad Harvard conseguendo successivamente un master e un Ph.D in matematica all’università del Michingan. Kaczynski divenne poi un assistant professor di matematica alla Berkeley nel 1967, ma si dimise dall’incarico dopo poco tempo, in quelle che vennero definite dai suoi colleghi delle dimissioni “improvvise e inaspettate”. Da quel momento la vita di Kaczynski cambia completamente direzione, ed è così che il matematico si trasferì in una baracca con una sola stanza da 11mq dove cominciò a vivere in modo essenziale senza soldi né elettricità, cibandosi grazie al frutto della caccia e cominciando a escogitare i suoi primi attentati. Proprio nel silenzio e nella solitudine, Ted Kaczynski cominciò a trascrivere il suo manifesto e creare bombe che costruiva artigianalmente per poi spedirle per tutti gli Stati Uniti d’America mettendo sotto scacco la polizia americana per oltre vent’anni. “La rivoluzione industriale e le sue conseguenze sono state disastrose per la razza umana.” è su questo incipit che si basa l’intero pensiero e le azioni criminali di Kaczynski, volte a combattere quelli che lui considerava i pericoli del progresso tecnologico. Manhunt: Unabomber ci permette di percorrere con attenzione e suspense l’intera esistenza del matematico e terrorista statunitense che usò la sua straordinaria intelligenza al servizio della violenza.

5) Unorthodox

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Anche la miniserie rivelazione del 2020, Unorthodox è senza ombra di dubbio una delle serie tv tratte da storie vere meglio scritte e interpretate di sempre. Grazie all’eccellente interpretazione di Shira Haas nel ruolo della protagonista Esther “Esty” Schwarz Shapiro, Unorthodox rende giustizia alla vera storia a cui si ispira, facendoci partecipi di tutto il dolore e la gioia provati dalla giovane protagonista. Unorthodox: The Scandalous Rejection of My Hasidic Roots è infatti il libro autobiografico scritto da Deborah Feldman nel 2012 da cui la serie tv Netflix prende spunto. E’ infatti Feldman la prima vera protagonista di Unorthodox, ed è tutto suo il coraggio di Esty,. L’autrice infatti racconta nel libro la sua storia da ex ortodossa, delineando in prima persona e con tutto il dolore che possa comportare, alcuni tra i punti più salienti della serie tv Unorthodox. Deborah Feldman infatti, come Esty verrà costretta a radersi i capelli e sposarsi in un matrimonio combinato ancora prima di compiere vent’anni ma, contrariamente alla protagonista di Unorthodox, si trasferirà a New York insieme al marito in una comunità meno restrittiva da cui poi divorzierà per trasferirsi con il figlio in un nuovo indirizzo cambiando numero di telefono e altri dati sensibili per far perdere le sue tracce. Allo stesso modo, il talento musicale di Esty può essere facilmente paragonato a a quello da scrittrice di Feldman che come è accaduto alla protagonista di Unorthodox, rappresenterà la spinta propulsiva che le darà il coraggio di cambiare vita e assicurarsi la felicità.

4) Narcos

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Certamente non vi sorprenderà la presenza di Narcos in un punto così alto di questa classifica: la serie tv che racconta la vera storia della dilagante diffusione della cocaina tra Stati Uniti ed Europa negli anni ottanta è certamente una delle serie tv tratte da storie vere più appassionanti di sempre. Pablo Escobar, interpretato magistralmente da Wagner Moura prende vita nelle prime due iconiche stagioni della serie tv, facendoci immergere in un modo fatto di ricchezza e corruzione, violenza e potere. Imperatore della droga e idolo delle folle, in Narcos seguiamo l’ascesa di Escobar e i frequenti contrasti con la DEA che da sempre caratterizzeranno le luci e le ombre di un personaggio tanto spietato quanto incredibilmente protetto. La gestione del traffico di stupefacenti e la continua imposizione in ogni settore, dal pubblico al politico, fanno di Escobar un personaggio sinistro e affascinante n egual modo, come la stessa Narcos ha avuto la cura e il coraggio di rappresentarlo.

3) The Crown

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Nel gradino più basso del podio troviamo The Crown, la cui fama e prestigio la precedono fin dal suo ingresso in questa classifica. Amata dal pubblico, acclamata dalla critica e temuta dai Windsor, The Crown è la punta di diamante di Netflix: il gioiello più prezioso tra tutte le serie tv storiche presenti nella piattaforma streaming. Giunti alla quarta delle sei stagioni in programma, The Crown non ha mai smesso di brillare, incedendo con sempre maggiore sicurezza in un cammino già prestabilito dalla storia a cui si ispira ma non per questo meno insidioso. Cast sensazionale e una cura dei particolari minuziosissima sono certamente i pregi che più di tutti hanno fatto di The Crown una serie tv destinata a rimanere nella storia. Nuova e immediata pur nel racconto di avvenimenti già noti, The Crown ci svela le personalità che compongono la Corona rendendoci partecipi degli avvenimento storici, politici e più spiccatamente umani che hanno coinvolto la Regina Elisabetta II e la sua grande famiglia.

2) Chernobyl

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La miniserie televisiva HBO che percorre la storia del disastro di Černobyl’ è stata ed è tutt’ora considerata una delle serie tv tratte da storie vere più toccante e drammatica di sempre. Il 26 aprile 1986 è una data che non verrà mai scordata né da chi l’ha vissuta e nemmeno da chiunque ne abbia mai sentito parlare: il disastro di Černobyl’ è una triste pagina della storia che mai nessun potrà cancellare, drammatico al punto da rendere difficile ogni tipo di interpretazione audiovisiva, ma questo non è certo il caso di Chernobyl. La miniserie vincitrice di 3 Emmy è riuscita a raccontare con estrema cura la delicatezza e la traumaticità di un dramma ancora vivo nei ricordi e nei respiri del mondo intero, rivelando come e perché è accaduto e concentrandosi inoltre sulle vicende degli eroi e di tutti coloro che hanno dato il loro contributo per arginare i danni del disastro, anche a costo della loro stessa vita. Chernobyl è una serie straziante, dolorosa nel suo magistrale racconto di una delle catastrofi più distruttive della storia. Difficile, a tratti insopportabile ma purtroppo troppo vera per non essere vista.

1) When They See Us

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Niente ci farà mai cambiare idea dopo aver visto When They See Us, la migliore serie tv tratta da una storia vera capace di turbare chiunque abbia mai incrociato la sua esistenza con quella dei cinque dei Central Park, giusto il tempo delle quattro puntate che compongono la miniserie diretta da Ava DuVernay. Ci troviamo nel 1989 quando cinque ragazzi dai 14 ai 16 anni vengono ingiustamente accusati dello stupro della Jogger di Central Park dopo essere stati costretti a una confessione forzata in assenza di genitori e avvocati, dopo ore di incessanti violenze fisiche e psicologiche. Ed è il 2002, quando finalmente, dopo anni di carcere e insanabili ingiustizie legali, possiamo mettere la parola fine a questo scempio. When They See Us racconta la vera storia dei cinque protagonisti, delle cinque vittime di questa storia, servendosi dei racconti degli uomini che hanno vissuto l’ingiustizia e l’insanabile dolore di quegli anni sulla loro stessa pelle. When They See Us è il grido di Kevin Richardson, Antron McCray, Yusef Salaam, Korey Wise e Raymond Santana: una storia straziante ma necessaria di cui nessuno dovrà mai dimenticarsi.

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Scritto da Claudia Balmamori

Ho finito Netflix.

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