4) Big Little Lies (HBO, 2017 – in corso)

Lo sappiamo: Big Little Lies non è esattamente una “serie di nicchia”, ma resta un thriller di altissimo livello con due stagioni da gustarsi in un week-end… prima che arrivi la terza! Proprio così, perché una terza stagione di Big Little Lies è stata fortunatamente confermata. Ambientata nella patinata Monterey, California, la serie segue un gruppo di madri apparentemente perfette, ognuna con i suoi segreti, i suoi dolori e una verità scomoda da nascondere. Con un cast stellare (Reese Witherspoon, Nicole Kidman, Shailene Woodley, Zoe Kravitz e Laura Dern, solo per citarne alcune), Big Little Lies parte da un mistero – un omicidio durante una serata scolastica – e ricostruisce l’accaduto a ritroso, attraverso bugie, mezze verità e confessioni.
La prima stagione è compatta e impeccabile, mentre la seconda – impreziosita dall’arrivo di Meryl Streep in versione suocera inquietante – approfondisce i traumi dei personaggi e alza la posta emotiva. Le due stagioni si completano a vicenda e offrono un finale soddisfacente, pur lasciando spazio per un possibile ritorno (ora confermato!). Perfetta se cerchi un thriller elegante, femminile e pieno di dialoghi brillanti. E poi, la colonna sonora è una chicca continua. Se ancora non l’hai vista, è davvero il momento di recuperarla. Magari prima che arrivi la nuova stagione e tutti tornino a parlarne.
5) Mindhunter (Serie tv thriller su Netflix, 2017–2019)

Mindhunter è la serie che ha trasformato l’analisi dei serial killer in arte visiva e tensione narrativa pura. Prodotta da David Fincher, che dirige anche diversi episodi, racconta gli inizi della criminologia moderna e l’intuizione – rivoluzionaria per l’epoca – che per capire un killer devi entrare nella sua mente. Ambientata alla fine degli anni ’70, la storia segue due agenti dell’FBI, Holden Ford e Bill Tench, che intervistano i peggiori criminali dell’epoca per costruire un modello comportamentale. Le conversazioni con serial killer reali (interpretati da attori incredibilmente convincenti) sono il cuore pulsante della serie.
Tutto, dalla regia alla sceneggiatura, è curato nei minimi dettagli. La tensione è sottile, mai forzata, e ogni episodio ti tiene incollato allo schermo. Non ci sono inseguimenti o sparatorie: Mindhunter è puro thriller psicologico, dove la suspense nasce da una frase sussurrata o da uno sguardo in una stanza d’interrogatorio. Dopo due stagioni perfette e dense, la serie è stata messa in pausa a tempo indeterminato, ma ciò che c’è basta e avanza per un’esperienza di altissimo livello. È la scelta ideale per chi ama il lato più oscuro (e realistico) del genere thriller, con una profondità che raramente si trova in tv.




