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A volte mi sembra di vivere in una Serie Tv

Serie Tv
J.D.

Se il tuo capo ti ricorda Hammond Druthers di How I Met Your Mother, se il tuo dottore è indisponente come Gregory House, se sogni gli elegantissimi completi di Hannibal Lecter, se la tua compagna di bevute ideali è Jessica Jones; bene, allora ho una notizia per te: sei un Serie Tv addicted di primo livello. Perché quando la passione delle Serie Tv si sovrappone tanto alla vita reale, i casi sono due: o siamo diventati ufficialmente degli alienati, o stiamo usando le Serie Tv come strumento per capire meglio noi stessi, le persone che ci circondano, la nostra realtà.

Perché quello che può sembrare agli occhi dei “profani” un innocente passatempo, per noi è molto di più. Una valvola di sfogo, un modo per evadere da una realtà spesso troppo pesante, un modo per sublimare i bei momenti; quante cose possiamo fare, con le Serie Tv? Scopriamolo insieme, in una giornata tipo di un addicted qualunque.

serie tv

La sveglia suona, sempre troppo presto; e che il risveglio sia accompagnato dall’inquietante e misteriosa visione di un’ananas sul tuo comodino, o che sia seguito da un’abbondante colazione a base di bacon a forma di numero, è comunque dura. Certo, se hai la fortuna di avere un guardaroba delle dimensioni di quello di Carrie Bradshaw, le probabilità di fare tardi aumentano.

Sulla metro, in autobus, sul treno, mentre corriamo verso i nostri impegni quotidiani, le possibilità di fare quegli incontri che cambiano la vita sono altissime; e grazie a How I met Your Mother ho imparato che, se una sconosciuta ti offre dei biscotti sul treno, tu devi accettarli. Il contrario di quello che ogni genitore insegna ai propri figli, ma il bello delle Serie Tv è proprio questo: mostrare una realtà alternativa, in cui può succedere qualcosa che nella nostra grigia quotidianità sarebbe impossibile.

E mentre gli impegni della giornata continuano ad accumularsi, la nostra mentre può cominciare a vagare; possiamo diventare narratori delle nostre stesse piccole vicende quotidiane, come una voce fuori campo alla John Dorian. Come lui possiamo commentare, per un pubblico invisibile, le nostre sensazioni, i nostri ricordi, le conversazioni che stiamo avendo. A volte ci vorrebbero proprio le risate fuori campo, vero? Così come ci vorrebbe la colonna sonora giusta per qualsiasi cosa: dalle riunioni mattutine, allo shopping, alla pausa pranzo, all’aperitivo coi colleghi, alla serata con gli amici. Tutto può diventare coreografia, tutto può assumere i rilievi agrodolci del sogno. Siamo nella nostra mente un po’ sulla Terra un po’ dentro le storie che amiamo.

Finché non arriviamo a quello che è un po’ un punto di non ritorno per ogni Serie Tv addicted. Allora iniziamo a pensare alle persone della nostra vita come a personaggi di una grande storia, la più grande di tutte, di cui siamo registi, interpreti e a volte antagonisti. È la nostra vita, e la viviamo per la maggior parte nella nostra testa. Non è possibile fare il rewatch, non si può scaricare per guardarla successivamente, non si possono saltare gli episodi o fare binge watching. È una sola, e dobbiamo viverla nei tempi e nei modi che le sono naturali.

Personaggi

E mentre torniamo a casa dopo una giornata stressante, forse nella nostra testa i passanti si cimentano in una coreografia degna di una puntata di High School Musical o della leggendaria sequenza musicale di HIMYM, Suit Up!. Lo fanno solo per noi! In fondo noi siamo i registi della nostra splendida realtà alternativa, o il mondo è finalmente diventato il paradiso dei Serie Tv addicted che sogniamo?

Purtroppo la realtà può tornare a riportarci coi piedi per terra molto presto: può essere una litigata col fidanzato, una sfuriata del capo, un’amica che ci chiamo in lacrime e che chiede il nostro aiuto. E non saremmo dei veri addicted se, anche in questi momenti, non ci partisse in testa una musica triste. In fondo così accade con le canzoni a fine puntata di ogni medical drama che si rispetti, Dr. House e Grey’s Anatomy in primis.

Non sarebbe una giornata da vero Serie Tv addicted se, una volta terminate le incombenze quotidiane, non ci rilassassimo davanti allo schermo per spararci una puntata (una sola e poi a letto…come no!). Il bello di chi, come noi, ha l’impressione di vivere la vita come in una puntata di una Serie Tv, è che riusciamo ad entrare perfettamente dentro la storia, dentro i personaggi, come se fossimo veramente lì.

Ogni amico, ogni collega, ogni sconosciuto può avere un ruolo, in questa nostra storia. Ritroveremo il capo bastardo, il collega pervertito, l’amica sfortunata in amore, l’amico per cui proviamo qualcosa. Le emozioni arrivano a noi, veicolate dagli attori, per farci ridere, sognare, piangere, indignare. E se ci suscitano questi sentimenti è perché, in fondo, le Serie Tv possono farci sentire anche meno soli.

Non avremo uno stacchetto musicale che accompagna la nostra entrata in scena, non ci saranno le risate in sottofondo, o il riassunto delle giornate precedenti (quanto ci farebbe comodo!), o un’accattivante sigla di apertura, ma una giornata assolutamente normale può trasformarsi in un’avventura spettacolare, se abbiamo il coraggio di viverla con tutta la nostra immaginazione.

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Written by Giulia Vanda Zennaro

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