Rookie Blue (su RaiPlay e Lionsgate+)

A differenza della sopracitata, Rookie Blue ci mostra un settore e un ambiente completamente diverso dei distretti di polizia. Questa volta ci troviamo in Canada e seguiamo le vicende dei nuovi membri del distretto, i rookie appunto. Questa serie insegna come la preparazione dell’accademia di polizia sia nulla rispetto al lavoro da dover poi svolgere sul campo. I cinque novellini imparano episodio dopo episodio come al motto “Per servire, proteggere e…” la risposta migliore sia: non fare casini.
La trama orizzontale in questo caso è più presente, e in ogni stagione tutti i collegamenti tra personaggi vanno a collimare in una risoluzione più o meno totale delle sottotrame. Gli episodi rimangono autoconclusivi e incentrati sui casi, ma apportano un maggior effetto sui personaggi e le loro vite. In un mondo che chiede loro di imparare a lavorare ma anche comprendere come affrontare i problemi e rapporti familiari o con gli amici. Un mondo poliziesco portato avanti per sei stagioni e che da noi non è stato quasi mai preso in considerazione nonostante la distribuzione anche su Italia 1. Per non fare casini, noi vi consigliamo di recuperarla.
Fauda (su Apple TV e Netflix)

Non è mai facile affrontare certi temi. Se pensavate che The Americans affrontasse lo spionaggio più pericoloso mai visto, Fauda va decisamente oltre. C’è ben poco di nuovo da dire riguardo quel che succede in quelle terre, ma questo prodotto thriller di casa Israeliana ha veramente stupito tutti. In ogni episodio si può sentire la costante tensione del conflitto sia durante i momenti concitati sia nella calma giornaliera che accompagna lo spionaggio del protagonista.
Una situazione e un conflitto che vennero affrontati anche da The West Wing una dozzina di anni prima, ma che mai era stato osservato così dall’interno. Qui le spie sono perfettamente camuffate come cittadini normali, né più né meno appariscenti di un generico vicino di casa. Una serie realistica, ma con sprazzi di speranza nell’umanità.



