3) Equinox

Definita da molti la prediletta erede di Dark, non ha trovato l’assenso di molti. Probabilmente, la complessità della sua trama ha giocato un ruolo cruciale.
La serie racconta la storia di Astrid, una bambina che ha solo 9 anni nel 1999 quando una classe di studenti, tra cui sua sorella, svanisce inspiegabilmente senza lasciare traccia. A seguito dell’evento, la ragazzina è traumatizzata e soffre di orribili visioni. Nel 2020 la donna vive serenamente con la sua famiglia quando improvvisamente gli incubi tornano e iniziano a perseguitarla. Quando l’unica persona ancora viva dal 1999 muore in circostanze misteriose, Astrid decide di scoprire cos’è successo a sua sorella e alla classe.
I continui sogni, gli sbalzi temporali, i dialoghi, diciamoci la verità: non si capisce davvero niente. Ma è proprio questo che ci piace – e al tempo stesso ci fa impazzire – di questa serie: il tentativo (quasi nullo fino al finale) di scoprire il misterioso motivo dietro la scomparsa degli studenti.
4) Fringe

Altra trama che si infittisce ad ogni episodio (insieme con la nostra emicrania) è Fringe.
Via di mezzo fra la complessa struttura narrativa a livelli di Lost e il paranormale di X-Files, Fringe è qualcosa di davvero complicatissimo, ma che non abbiamo potuto non amare. È la storia dell’agente FBI Olivia Danham, inizialmente impiegata per risolvere il mistero di un volo aereo finito misteriosamente in tragedia, per poi scoprire che quello non era altro che l’inizio di una misteriosa storia di anni prima.
In Fringe tutto è complicato e soprattutto parliamo di un genere molto particolare che o lo si ama o lo si detesta, ma per chi apprezza il paranormale regala anche effetti speciali di tutto rispetto e chiaramente, come per le altre serie, una bella insonnia.





