3. Industry

Se volete vedere una serie tv in cui Wall Street incontra Euphoria: allora Industry fa per voi. Ambiziosa, sensuale e profondamente cinica, è una serie drama prodotta da HBO e BBC e creata da Mickey Down e Konrad Kay. Ha debuttato nel 2020 ed è ambientata nel cuore della finanza londinese contemporanea. La serie segue un gruppo di giovani laureati entrati nel programma per neolaureati della banca d’investimento Pierpoint & Co, a Londra. Durante il periodo di prova devono competere per ottenere un contratto permanente. La protagonista è Harper, americana brillante e spregiudicata, disposta a tutto pur di emergere. Industry mostra il lato meno glamour della finanza: competizione feroce, abuso di sostanze, dinamiche di potere.
Industry è caratterizzata da un realismo crudo del mondo finanziario. Gli autori conoscono l’ambiente e lo si percepisce: gerarchie, linguaggio tecnico, cultura della performance sono rappresentati senza romanticismi. I personaggi sono complessi, spesso opportunisti, talvolta fragili. Harper in particolare è tanto talentuosa, quanto discutibile. La serie colpisce perché mette al centro uno sguardo generazionale, parlando di Millennials e Gen Z alle prese con le logiche del capitalismo avanzato. Non è una serie sempre facile da seguire, ma quando entra nel vivo delle dinamiche di potere diventa magnetica. Grazie al suo tema principale, la serie è stata molto apprezzata dal pubblico anglosassone, che è più esposto a narrazioni ambientate nella finanza. Per lo stesso motivo, il pubblico italiano non ha gradito molto tale narrazione: il gergo tecnico risulta complesso, poiché la finanza d’investimento non è un tema molto familiare al grande pubblico. La serie può sembrare ostica a causa dei toni freddi e poco melodrammatici, che non cercano un’empatia facile. Ma, se vi piacciono drammi intensi, contemporanei e moralmente ambigui, è una serie tv da vedere, in quanto una delle proposte più interessanti degli ultimi anni.
4. Damages

Damages è un drama teso e sofisticato che unisce cause legali miliardarie a un racconto psicologico oscuro. Creata da Todd A. Kessler, Glenn Kessler e Daniel Zelman, Damages, è andata in onda dal 2007 al 2012. Sapete perché è una serie tv da vedere? Con il suo genere legal thriller, è considerata una delle serie più eleganti e sottovalutate dell’era pre-streaming. La storia ruota attorno a Patty Hewes, avvocato newyorkese spietato e leggendario, specializzato in cause contro grandi corporation. Ambiziosa e manipolatrice, Patty non esita a usare metodi discutibili pur di vincere. Accanto a lei c’è Ellen, giovane e idealista avvocatessa appena entrata nello studio. Il loro rapporto è il cuore emotivo della serie. Ogni stagione ruota attorno a un grande caso, ma la narrazione è costruita con continui flashforward e salti temporali che rivelano fin dall’inizio che qualcosa andrà storto.
La struttura narrativa non è lineare, e questo crea curiosità nello spettatore che deve ricostruire gli eventi come un puzzle. Il confronto psicologico tra Patty ed Ellen è magnetico: donne intelligenti e ambiziose, con visioni diverse del potere e dell’etica. Il loro duello intellettuale permette alla serie di anticipare temi oggi centrali come: corruzione aziendale e manipolazione finanziaria. Con la sua atmosfera cupa data da toni freddi, musica minimale e ritmo teso, Damages è più un thriller psicologico che un semplice legal drama. È una serie tv che richiede attenzione e pazienza, ma è da vedere perché ripaga con una tensione costante e personaggi memorabili. Damages ha trovato favore preso il pubblico americano grazie al suo tipo di narrazione: il pubblico USA è abituato a narrazioni giudiziarie sofisticate. Probabilmente è una serie meno apprezzata in Italia perché, il pubblico italiano tende a preferire drama più lineari e non apprezza i toni cupi e poco concilianti che non offrono eroi rassicuranti.






