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Perché dovreste vedere Industry (ora che è arrivato su HBO Max)

Industry è una delle serie tv da vedere su HBO Max

Il 13 gennaio ha debuttato in Italia un nuovo servizio di streaming: parliamo di HBO Max. Ora potremo recuperare tante serie tv prima inedite nel nostro Paese come Industry.

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Da tempo si attendeva l’arrivo di questa piattaforma di streaming, che nel resto del mondo stava già raggiungendo un alto numero di abbonati. HBO Max, lo streamer del gruppo Warner Bros Discovery, è arrivata nel Bel Paese. Grazie all’arrivo di HBO Max in Italia sono sbarcate da noi, tra le altre, 8 intriganti serie tv. Ora il pubblico potrà guardare tutte le serie tv e i film della Warner, della DC e della HBO in un’unica applicazione. Tra le tante serie tv, che grazie a HBO Max non sono più inedite in Italia, c’è uno show che vi consigliamo davvero di vedere: Industry. Ecco altre 10 Serie Tv meno conosciute presenti su HBO Max che dovreste vedere per forza almeno una volta nella vita.

La serie ha debuttato negli Stati Uniti nel 2020 e ha conquistato il pubblico e la critica di tutto il mondo, ma noi ne ignoravamo l’esistenza. Di cosa parla? Creata da Mickey Down e Konrad Kay, è un intrigante thriller finanziario. Al centro della storia c’è un gruppo di giovani laureati in finanza, che lavorano per la banca di investimento Pierpoint & Co. Li seguiamo mentre si avventurano nel mondo competitivo e spietato della finanza, per trovare un lavoro nella finanza durante i periodi di recessione che sono seguiti alla crisi finanziaria del 2008.


I protagonisti, infatti, sono cinque neolaureati che sono arrivati da poco dall’azienda e che per questo intendono dimostrare il loro valore.

Credits: HBO

Harper Stern è una donna nera originaria dello stato di New York che ha stravolto la sua vita per inseguire il successo nel mondo della finanza. Gus Sackey è stato appena spostato dalla Divisione Investment Banking al CPS e deve adattarsi a un nuovo ambiente lavorativo che gli è ostile. Robert Spearing proviene da una famiglia di operai ed è determinato a raggiungere il successo. Inizialmente la sua ascesa viene frenata dai suoi problemi di dipendenza e dai traumi personali. Hari Dhar, figlio di una famiglia di di immigrati indiani, non si sente all’altezza della Pierpoint e per questo lavora come un dannato per provare il suo valore. Tutti sono giovani, determinati e affamati, tutti vogliono a tutti i costi entrare nel mondo delle persone che contano.

La critica si è innamorata di Industry. I giornalisti l’hanno definita una serie che unisce magnificamente Euphoria e Succession.

Dopo un debutto in sordina, la serie tv è diventata un fenomeno di culto in patria. Candidata ai principali e più importanti riconoscimenti della tv britannica, è stata premiata come Miglior Serie Tv Drammatica ai Royal Television Society Programme Awards 2025. Inoltre noi di Hall of Series l’abbiamo inserita nella classifica delle migliori serie tv andate in onda nel 2026. Ma perché una serie tv incentrata su un mondo complesso, come quello della finanza, piace tanto? Prima di tutto, perché realizza un ritratto realistico di un ambiente lavorativo estremamente tossico. Seguendo le vicende delle nuove leve della Pierpoint & Co, appare evidente come il razzismo e il sessismo finiscano per influenzare le loro carriere. Li vediamo lottare contro ritmi massacranti, pressioni e soprusi nel tentativo di raggiungere la vetta. Poche volte il mondo del lavoro è stato raccontato senza crismi e in maniera così spietatamente onesta.

Credits: HBO

Il merito è di una scrittura squisitamente interessante, fatta di dialoghi sferzanti e ritmi serrati. Non per niente Vanity Fair ha definito Industry “L’anello di congiunzione tra Euphoria e Succession”. Proprio come la serie tv dedicata ai fratelli Roy, questo show è capace di catturare lo spettatore con una scrittura magnetica e ricca di dialoghi pregni di ironia e tensione. Nemmeno i tecnicismi, che potrebbero apparire respingenti per coloro che non sono avvezzi al mondo della finanza, hanno spaventato gli spettatori. Mentre Succession tuttavia racconta le storie e le lotte di coloro che possiedono il mondo, Industry invece ha come protagonisti coloro che vorrebbero possederlo. Nella storia non abbiamo nessun eroe: i protagonisti commettono errori, compiono azioni indicibili per raggiungere la vetta e spesso soccombono alla tensione e all’ansia. Tuttavia grazie alla brillante scrittura di Mickey Down e Konrad Kay il pubblico riesce a comprendere le loro motivazioni.

Credits: HBO

Un altro grande pregio di questa serie incredibile è l’aspetto tecnico: regia, fotografia e recitazione sono impeccabili.

Myha’la, Ken Leung e Marisa Abela sono, infatti, straordinari nel riuscire a trasmettere tutte le sfumature dei loro personaggi, muovendosi tra un’interpretazione realistica e intensa. Non è un caso che molti abbiano ricevuto delle candidature ai più importanti premi per le loro performance. Nella terza stagione poi è subentrato anche un altro attore, che ha regalato un personaggio molto diverso da quello a cui ci aveva abituati. A partire dalla terza stagione Kit Harington ha interpretato un ricco aristocratico e CEO di Lumi, una startup che vuole quotarsi in borsa attraverso la Pierpoint & Co. Henry Muck stringe una relazione estremamente tossica con Yasmin Kara-Hanani e crea un bel po’ di scompiglio nell’azienda.

Industry inoltre è cambiata molto nel corso delle stagioni: ha abbandonato i toni più teen per diventare un vero e proprio thriller finanziario.

Nelle nuove puntate i protagonisti non sono più dei novellini e per questo possono finalmente cimentarsi in nuove sfide. In un panorama di serie tv, che non crescono mai e che restano identiche per tutta la durata della messa in onda, questo show ha saputo rinnovarsi. Questi sono solo alcuni dei motivi per cui dovreste approfittare dell’arrivo di HBO Max in Italia per recuperare Industry. Al momento sono disponibili le prime tre stagioni, mentre la quarta è in corso.

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