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L’aldilà nelle Serie Tv

Serie Tv
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L’aldilà, almeno per me, è una questione spinosa. L’idea di sparire e basta un po’ mi turba, anzi parecchio. Invece la prospettiva di una seconda vita eterna, dopo la morte, mi annoia. Che cavolo faccio per l’eternità che già ho tempo di annoiarmi in questa vita? Di solito la archivio rimandando il problema. Ci penso quando muoio. Tuttavia poi l’interrogativo torna a tormentarmi ed è giusto che sia così. Specialmente quando le Serie Tv più insospettabili mi tirano fuori spunti di riflessione.

E, ho notato, e questa mi sembra davvero incredibile, c’è una sorta di concezione unica comune ad autori di Serie Tv che non hanno niente a che  vedere tra loro. Sembra quasi che tra gli sceneggiatori delle Serie Tv americane ci sia un accordo per cui quando si parla di aldilà, diciamo così:


“non c’è niente dall’altra parte, ma non so perché ci voglio tornare”

La frase viene detta di solito da personaggi delle Serie Tv che sono morti e che per qualche motivo/magia sono ritornati nel mondo dei vivi. Ovvio che la prima domanda che fai a uno che è stato nell’aldilà è che cosa c’è dall’altra parte. E la risposta è sempre questa. Tiriamo fuori qualche esempio.

1) Beric Dondarrion (Game of Thrones)

Beric dalle parti dell’aldilà c’è stato diverse volte e, grazie a Thoros di Myr, è sempre tornato. “Questo tizio è morto un sacco di volte e non lo sento lamentarsi” Diceva il Mastino. Beric è un gran bel personaggio, malinconico, misterioso. E quando Melisandre gli chiede che cosa ha visto dall’altra parte, lui dà la solita risposta di cui sopra. O meglio, dice che non c’è assolutamente nulla dopo la morte, ma che più volte vi torna, meno ha voglia di ritornare indietro, come se quell’abisso di nulla stesse diventando parte di lui. E non è l’unico che da questa versione dell’aldilà, nel Trono di Spade.

Anche Jon Snow quando muore e risorge dice la stessa identica cosa. Quindi c’è coerenza. Ed è coerente anche per la grave atmosfera di fondo che c’è nel Trono di Spade, in cui si ha la sensazione che le cose, comunque, siano sempre destinate alla cenere.

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