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E se Brody non fosse mai morto in Homeland?

Almeno un po’ ci siamo rimasti male quando abbiamo visto il caro vecchio Brody penzolare come un salame in quel di Teheran. Non quanto Carrie ovviamente, ma era pur sempre il nostro eroe!

In ogni caso la serie ha raggiunto e concluso la quinta stagione e la sua presenza sembra non essere più necessaria. I fedeli tele… mmm cioè streamspettatori che hanno deciso di dare una possibilità all’Homeland Withouth Brody si sono finalmente arresi all’evidenza. Ma se solo Brody non fosse deceduto, se solo fosse ancora vivo, dove sarebbe ora Peter Quinn? Carrie sarebbe comunque andata a vivere in Germania sotto le grinfie della During Foundation? Ma soprattutto, Franny?
Franny sarebbe rimasta con sua madre invece di essere portata via dall’uomo nero che se la tiene un anno intero?
Interrogativi esistenziali a cui nessuno può porre definitiva risposta. Ma per fortuna l’immaginazione non ce la uccide nessuno, neanche Alex Gansa.
Sicuramente prima o poi Brody ci avrebbe lasciati. Ormai non aveva più obiettivi di vita, in gergo: s’era sciapito. Continuava a sopravvivere per inerzia, ma probabilmente ci sarebbe piaciuto un duello cavalleresco tra Nicholas e Peter con premio la mano della dama Carrie. Per non parlare della situazione famigliare che il nostro eroe sarebbe stato costretto a gestire: immerso tra pannolini e schiamazzi da una parte e crisi adolescenziali dall’altra altro che spia o traditore, lo avremmo chiamato ‘il mammo’ e la prospettiva non risulta poi così eccitante.brody1

Capitolo Quinn. Lo avremmo sicuramente ritrovato in un luogo sperduto sulle vette dell’Himalaya, tutto preso a combattere strane guerre che neanche avrebbe sentito sue. Ma non possiamo capirle certe scelte di vita, siamo comuni mortali, noi.
Di conseguenza, non avrebbe avuto neanche il tempo di pensare a Carrie. Perciò niente da fare. Homeland con protagonisti un mammo e un mercenario naturalizzato asiatico sarebbe diventato noioso.
Se solo spostassimo la nostra attenzione su di LEI invece, la situazione si complicherebbe. Riflettiamo: Carrie soffre di un disturbo ossessivo compulsivo, all’epoca dei fatti era innamorata persa di Brody e la devozione nei confronti del suo lavoro è a dir poco assurda.
A cosa dare la precedenza? Al mammo? Alla sicurezza nazionale?
Booooh! Poverina, adesso va bene il fatto che le donne hanno la capacità di fare e pensare diverse cose contemporaneamente però non ci scordiamo che stiamo pur sempre parlando di un essere umano. Avremmo dovuto dire addio alla Carrie di sempre.
Ma vogliamo focalizzarci su Jonas?! Quello che ha combinato una marea di disastri per riavere indietro Carrie e una volta raggiunto il suo scopo fa il prezioso? In questa utopica messa in scena lui non ci sarebbe stato. Niente Jonas per nessuno. Non si sarebbero neanche scontrati per caso (anche se per come è andata a finire forse sarebbe stato meglio), ma se così fosse stato, immaginate, niente Jonas, niente affascinante accento tedesco. Una tragedia!
Insomma la vita di Carrie avrebbe ruotato esclusivamente attorno al mondo ‘casalinga-madre’, ruoli che per carità non disprezzo, ma per una che a colazione ha sempre mangiato CIA e terrorismo, diciamo che non sarebbe stato il massimo.

La fine di Brody quindi, in un modo o nell’altro doveva avvenire, che abbia spezzato il cuore a noi tutti, compresa Carrie, è solo un piccolo dettaglio.

Claire Danes as Carrie Mathison in Homeland (Season 3, Episode 12). - Photo: Jackson Lee Davis/SHOWTIME - Photo ID: homeland_312_0989.R

Written by Alana Santostefano

Si fa fatica a vivere la realtà quando si è capaci di sognare, si è così tanto legati all'astratto che si pensa di dover costruire cose assurde nel presente dell'esistenza unicamente per convincersi di essere vivi.
Sono una sognatrice, una di quelle che si guarda attorno e immagina un'altra vita, una di quelle che non vede l'ora di andare in un posto chiamato 'se stessi' per poter guardare lontano e immaginarsi coperti di nuvole a volare sul tempo.

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