7) Black Monday

Con Black Monday, Jordan Cahan e David Caspe hanno voluto raccontare a modo loro un pezzo di storia borsistica: il lunedì nero del 19 ottobre 1987, quando i mercati mondiali subirono una discesa del valore dei titoli. Un evento di cui non si conoscono le cause e che ha dunque permesso agli autori di avere una totale libertà creativa. È così che Cahan e Caspe hanno pensato a una dark comedy capace di intrattenere, senza perdersi in troppi dettagli storici o critiche etiche. La prima stagione di Black Monday è un gioiellino della comicità che ci ha proposto uno scenario assolutamente accattivante. Ma con la seconda stagione, gli showrunner hanno voluto andare oltre questo evento, mostrandoci il destino dei personaggi e facendo emergere tematiche importanti. Ma nonostante l’ottima scrittura e l’irresistibile caos creativo della seconda stagione, forse lo show avrebbe dovuto fermarsi con la prima, affermandosi così come una divertente e brillante serie evento.
8) Riverdale

La prima stagione di Riverdale era veramente promettente.
Fra misteri da risolvere e personaggi dal grande potenziale, Riverdale aveva le carte in regola per diventare un teen drama interessante, che potesse equilibrare l’elemento mistery con i drammi adolescenziali. Tuttavia, dopo aver lasciato il segno con il mistero della morte di Jason Blossom, Riverdale ha iniziato a perdersi in storyline confuse e surreali, mettendo a dura prova la sospensione dell’incredulità degli spettatori. Le vicende che ci sono state presentate sono diventate sempre più strane e contorte, e quello che poteva essere un prodotto godibile si è trasformato in un conglomerato di assurdità, in cui i protagonisti si sono ritrovati spesso a commettere gli stessi errori. O comunque ad annullare la crescita affrontata negli episodi precedenti.







