3) Big Little Lies

Tratta dal romanzo di Liane Moriarty, la prima stagione di Big Little Lies è un racconto coinvolgente ed emozionante, che ha saputo trasformare un misterioso omicidio in un’elegia sugli abusi subiti dalle donne. Dal cast stellare, questa presunta miniserie segue le vicende delle “Cinque di Monterey“, madri e mogli che racconteranno bugie sia a se stesse che ai loro partner, così come alle autorità. Ma dietro a queste menzogne troviamo donne alle prese con piccoli e grandi problemi, fra matrimoni falliti, abusi e traumi: tematiche che sono state affrontate con grande intelligenza nel corso dei primi 7 episodi della prima stagione.
Tuttavia, nonostante fosse ben recitata e avvincente, la serie non aveva bisogno di una seconda stagione. Difatti, il primo capitolo era completo, avendo coperto tutto il materiale del romanzo. Ma ciò non ha comunque fermato HBO che, consapevole del successo ottenuto, ha deciso di rinnovare lo show per una seconda stagione. Siamo chiari, il secondo capitolo non è male, e l’aggiunta di Meryl Streep ha portato qualcosa di nuovo alla serie. Ma ciò non toglie il fatto che forse sarebbe stato meglio fermarsi prima, mantenendo intatta una storia che era già riuscita a colpire il pubblico. A crearci ulteriori dubbi è poi l’arrivo della terza stagione, attualmente in lavorazione. Ecco tutto quello che sappiamo a riguardo.
4) The Sinner

Ispirata al romanzo omonimo di Petra Hammesfahr, The Sinner nasce come una miniserie capace di parlarci di traumi e del modo in cui spesso vengano sottovalutati. Ma non dal Detective Harry Ambrose che, mostrando empatia e tenacia, cercherà di comprendere la storia di Cora e andare al di là delle apparenze. È così che scopriamo quanto gli abusi possano trasformare una vittima in criminale, e quanto nessuno sia mai semplicemente buono o cattivo. Perpetratrice e vittima di violenza, la protagonista si rivela infatti una donna estremamente complessa, oltre che una madre disposta a tutto pur di proteggere il figlio.
Il tema dell’abuso familiare e del rapporto madre/figli è di nuovo al centro della seconda stagione che, pur riuscendo a parlarci della psiche umana, non era necessaria. La storia di Cora era riuscita a colpire gli spettatori, a sconvolgerlo. Ma una volta arrivati all’ultimo episodio, non c’era nient’altro da dire. È per questo che lo show ha adottato una soluzione antologica dopo la prima stagione: un’espansione dell’universo che, per quanto sia stata eseguita bene, si è rivelata anche superflua.







