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Il dizionario delle Serie Tv: revival, reboot, remake

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Nell’età d’oro della serialità televisiva sembra che, sebbene non scarseggino le idee nuove, non ci sia scommessa più sicura per autori e produttori che non scommettere su ciò che ha già avuto successo in passato. Ecco allora che solo negli ultimi mesi sono stati annunciati il revival di Sex and the City (qui vi abbiamo raccontato alcune delle ultime novità a riguardo) e quello di Dexter, è iniziato quello di iCarly ed è stato cancellato quello di Lizzie McGuire, mentre siamo ormai prossimi alla messa in onda del reboot targato HBO di Gossip Girl. Insomma, le serie più seguite della televisione del passato stanno vivendo una seconda esistenza al centro del panorama seriale, ma non tutte stanno facendo lo stesso percorso.

Infatti mentre alcune serie vengono riportate in vita con i revival, altre vanno incontro al processo di reboot e altre ancora invece rinascono tramite remake. I tre diversi destini vengono spesso confusi, alimentando il senso di sgomento del pubblico che non sa a cosa potrebbe andare incontro la sua serie preferita una volta che le viene concessa una seconda possibilità. Abbiamo dunque deciso di spiegare, anche con l’aiuto di alcuni esempi recenti, cosa significano esattamente i termini reboot, revival e remake, in modo che sia più facile per voi comprendere la giungla dell’offerta televisiva contemporanea.

Il reboot

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Si parla di reboot – ossia di “riavvio” – quando si decide di partire da una serie televisiva o da un film già esistenti, ma “riavviandoli”, cioè ripartendo dall’inizio con nuovi personaggi e nuove avventure. I reboot sono indipendenti dal prodotto originale a cui si ispirano, non presentano elementi di continuità né richiedono la visione della versione precedente per essere compresi. Il reboot mantiene allora l’universo narrativo e alcune coordinate generali derivate dall’originale, ma assume una sua identità, segue un percorso proprio a livello di sviluppo di trama e personaggi.

Alcuni esempi di reboot negli ultimi anni

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Il reboot è sempre più spesso impiegato per dare nuova vita alle storie che già in passato avevamo imparato ad amare. Negli ultimi anni CW ha prodotto i reboot di due classici fantasy dei primi anni Duemila: Charmed (reboot dell’omonima serie tv del 1998) e Roswell New Mexico (basata sull’originale Roswell, a sua volta adattamento dei libri di Melinda Metz). Sempre nel mondo del fantasy ricordiamo Chilling Adventures of Sabrina, reboot di Sabrina, vita da strega a opera di Netflix. Inoltre è in uscita l’attesissimo reboot di Gossip Girl prodotto da HBO e ambientato nell’era dei social media (qui abbiamo raccolto tutto ciò che si sa finora a riguardo).

Il revival

Con revival si intende il processo tramite cui serie televisive concluse vengono “riportate in vita” sul piccolo schermo con nuove stagioni, a cui prendono parte tutti o una buona parte dei protagonisti originari. Il revival è allora un vero e proprio seguito del prodotto originale, una continuazione coerente che vuole riprendere la storia precedente e mostrarne l’evoluzione. Come vedremo il revival è l’unico tipo di “seconda vita” seriale che, in quanto seguito, richiede la visione dell’originale per essere compreso e dunque non è indipendente nella narrazione.

I revival più importanti degli ultimi anni

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La quinta stagione di Prison Break, andata in onda un decennio dopo il finale della quarta, e Una mamma per amica – Di nuovo insieme, ambizioso progetto di Netflix composto da quattro episodi di un’ora e mezza ciascuno, hanno aperto le danze per la stagione dei revival, in cui serie concluse da anni sono tornate con esiti variabili sul piccolo schermo per raccontare le nuove avventure dei vecchi personaggi. Tra queste ricordiamo le nuove stagioni di Veronica Mars, Will & Grace, Twin Peaks, X-Files, 24 e iCarly, a cui si aggiungono quelle in arrivo di Dexter e Sex and the City (con il nuovo titolo And Just Like That).

Il remake

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Per remake si intende il rifacimento di una serie televisiva o di un film che ne mantenga la storia e i personaggi, ma che non rappresenta un seguito, bensì una nuova versione dell’originale. Solitamente si parla di remake in due casi: quando l’idea originale viene riadattata in un nuovo contesto geografico – per esempio la versione statunitense di una serie britannica – oppure quando alcuni prodotti del passato vengono riscritti in modo da essere più appetibili per il pubblico contemporaneo.

Quando il remake supera la fama dell’originale: alcuni esempi

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Se i revival e i reboot sono tendenze piuttosto recenti nel mondo seriale, i remake sono profondamente radicati nella storia della serialità, anche in virtù della dimensione eminentemente nazionale che questa ha avuto in passato e continua parzialmente ad avere anche al giorno d’oggi. Sono remake alcune delle serie tv più amate degli ultimi vent’anni, come The Office e Shameless, entrambe versione made in USA di soggetti britannici che hanno superato per fama gli originali. Tra i remake di grande successo non possiamo non citare pilastri seriali come Ugly Betty – rifacimento di una telenovela colombiana – Battlestar Galattica o Homeland, basata sull’israeliana Hatufim. Non si può inoltre non fare un cenno all’universo di Skam, serie che oltre all’originale norvegese conta ben sette remake ambientati in differenti nazioni del mondo, tra cui anche l’Italia.

Non sempre i remake hanno successo: pensiamo alla versione statunitense di Skins, pallida ombra dell’iconico teen drama inglese, o a Law and Order: UK, le cui cinque stagioni risultano piuttosto dimenticabili, soprattutto se paragonate alle venti dell’originale americano.

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Scritto da Chiara Bresciani

Divoratrice di storie e aspirante Rory Gilmore.
Nella vita a volte guardo serie tv e a volte leggo, se mi avanza tempo studio politica e media. Mi piace dare la mia opinione quando è richiesta, ancora di più quando non lo è.

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