7 – Strappare Lungo i Bordi (1 ora e 58 minuti)

Zerocalcare è appena tornato su Netflix con Due Spicci, la sua terza serie animata. Una serie in 8 puntate che, dopo aver raccontato i venti e i trent’anni, ci porta nei quaranta di Zero, Sarah e Secco. La sto guardando e amando, anche perché per me Zerocalcare è una garanzia. Eppure se dovessi dire a quale delle sue serie sono rimasta proprio sotto, direi senza dubbio Strappare Lungo i Bordi. Con 6 episodi che messi insieme non arrivano a raggiungere le due ore, la prima miniserie dell’illustratore romano non di nascita ma di fatto si guarda in binge watching praticamente in una pausa pranzo allungata da fine settimana. E soprattutto, per quanto breve sia, vi resta dentro.
È con Strappare lungo i bordi che facciamo la conoscenza degli amici di sempre di Zero, compagni di mille avventure e di almeno altrettante sventure. Li conosciamo in una serie ambientata in tanti momenti nel tempo, tra il passato e il presente. I personaggi ormai adulti sono in un treno per Biella verso qualcosa che ci sembra a lungo indefinito; gli stessi ancora adolescenti o poco più sono a Roma, alle prese con le beghe della crescita e con Alice, cotta per Zero mai trasformatasi in realtà. Strappare lungo i bordi non è una miniserie animata qualunque: è un viaggio tra quelli che siamo stati e siamo oggi. È un saggio su quanto crescere sia difficile e mai lineare. Un processo durante il quale strappare sempre con precisione lungo bordi prestabiliti è un’irraggiungibile utopia. Ma forse è questo ciò che rende le nostre vite più vere.







