15) Hanno Ucciso l’Uomo Ragno, una delle Migliori Serie Tv italiane in arrivo con una seconda stagione

Pavia, fine anni Ottanta: due ragazzi agli antipodi, un liceale appassionato di fumetti e musica americana con uno spirito ribelle e un compagno di scuola dall’entusiasmo spesso perfino immotivato, si incontrano per caso sui banchi di scuola e, senza saperlo, stanno per cambiare per sempre la musica italiana. Hanno ucciso l’Uomo Ragno racconta infatti la storia vera di Max Pezzali e Mauro Repetto, fondatori degli 883. E lo fa nel miglior modo possibile.
Quello che rende questa serie speciale non è solo la ricostruzione fedele di un pezzo importante di storia della musica italiana, ma il modo in cui riesce a raccontare la nascita di ogni singola canzone come il frutto di esperienze vissute realmente, trasformando episodi di vita quotidiana, delusioni d’amore, incontri fortuiti, in materiale creativo capace di parlare a un’intera generazione. Max e Mauro sono due underdog. Due ragazzi su cui nessuno avrebbe scommesso. Ed è proprio questa loro natura di outsider a renderli protagonisti così autentici e vicini al pubblico.
La ricostruzione degli anni Novanta, tra atmosfere, costumi e sonorità, restituisce con precisione lo spirito di un’epoca che ha segnato profondamente l’immaginario collettivo italiano. Hanno ucciso l’Uomo Ragno riesce nell’impresa non scontata di parlare sia a chi quegli anni li ha vissuti in prima persona, sia a chi li scopre oggi per la prima volta. E d’un tratto sente di farne parte.
14) Il Miracolo, una delle Migliori Serie Tv italiane (e tra le più rare)

Un’operazione antimafia che porta al ritrovamento di una statuetta della Madonna capace di piangere sangue in quantità impossibili da spiegare scientificamente: da questo incipit Il Miracolo. Al centro della storia c’è Fabrizio Pietromarchi, Presidente del Consiglio, uomo abituato a muoversi nella sfera razionale della politica e improvvisamente costretto a confrontarsi con qualcosa che sfugge a ogni logica di potere e controllo. Siamo in un momento storico delicatissimo, con l’Italia sull’orlo di un referendum che potrebbe farla uscire dall’Europa. Accanto a lui si muovono altri personaggi segnati dallo stesso mistero. Incontriamo un generale dei Carabinieri e una biologa incaricata di analizzare scientificamente il sangue della statua. E ognuno di loro è costretto a scegliere se accettare l’inspiegabile o continuare a cercarne una giustificazione razionale che forse non esiste.
Ammaniti costruisce un racconto che si muove costantemente sul confine sottile tra fede e ragione. Tra sacro e profano, senza mai schierarsi apertamente da una parte, lasciando che sia lo spettatore a interrogarsi sul significato ultimo di ciò che sta guardando. Di anni ne sono passati, ma Il Miracolo resta ancora una gemma rara nel panorama italiano. Un racconto capace di affrontare temi complessi come la fede, il potere e il senso del mistero con un linguaggio adulto, restituendo alla televisione italiana un approccio filosofico forse mai davvero visto prima.
13) M. Il Figlio del Secolo

Tratta dal romanzo bestseury di Antonio Scurati, vincitore del Premio Strega, M. Il Figlio del Secolo racconta gli anni più bui della storia italiana. Quello che rende questa serie diversa da qualsiasi altra ricostruzione storica del ventennio è la scelta di far parlare il protagonista direttamente allo spettatore, rompendo la quarta parete con un linguaggio contemporaneo. Un linguaggio che sembra quasi voler mostrare quanto certi meccanismi di manipolazione del consenso restino attuali anche a distanza di un secolo.
Oltre alla vita pubblica e politica, la storia esplora anche la vita privata del protagonista: il rapporto con la moglie Rachele, donna di umili origini e carattere fortissimo, e quello con l’amante Margherita Sarfatti, intellettuale che ne influenzò profondamente l’immagine pubblica e culturale.
M. Il Figlio del Secolo non cerca di spiegare quel periodo storico preciso attraverso la semplice cronaca degli eventi. Al contrario, prova a farne comprendere il meccanismo psicologico più profondo. Ed è proprio questa ambizione a renderla una delle serie italiane più importanti degli ultimi anni. Un prodotto che ha saputo osare restando sempre in equilibrio perfetto e diventando un punto di riferimento della serialità italiana contemporanea, anche se con una sola breve stagione.






