Frasier

- Disponibile su Paramount+.
Quando si affronta un lungo percorso televisivo e la trama orizzontale ha sempre l’orizzonte ristretto delle comedy che furono, diventa ancora più difficile chiuderlo nel miglior modo possibile. Senza strafare, possibilmente. Evitando, allo stesso tempo, di limitarsi alle soluzioni più semplicistiche, se non addirittura scontate. Lo diciamo perché è innegabile: dare una degna chiusura a una grandissima sitcom è quanto di più complesso si possa chiedere a un autore televisivo. Tra i migliori finali di sempre, allora, segnaliamo un titolo che potrebbe stupire qualcuno: Frasier. Succede qualcosa di particolarmente importante? No. Una svolta scioccante, un twist geniale? Nemmeno. Ma il suo è, semplicemente, il finale più giusto. Semplicemente, ma con la giusta personalità per fissarsi a imperitura memoria nei ricordi dei fan.
Ricostruire la trama e i passaggi più essenziali sarebbe riduttivo, persino sminuente: il finale di Frasier reinterpreta i pattern del genere senza invocare una rivoluzione, sviluppandosi però con l’autenticità di chi sta salutando un amico per l’ultima volta. In una delle scene finali, all’interno del suo studio radiofonico, sorridiamo per un momento, arrivando a una risata dissacrante. Poi il sorriso diviene più flebile, quasi impercettibile: ci si commuove, perché questa serie ha sempre avuto un gran cuore senza mai scadere nei sentimentalismi più stucchevoli. Infine, i titoli di coda. E la voglia di ripartire da capo un attimo dopo.
Uno dei migliori finali delle serie tv, nonché uno dei più sottovalutati: The Americans

“Quando un capolavoro è davvero tale, un finale non è mai un vero finale. Non un punto granitico, riferimento inscalfibile di una storia che dalla A si ferma alla Z. Ma due punti, preamboli di un racconto che vivrà per sempre nelle nostre menti, in perenne movimento tra un’infinità di virgole, qualche incerto punto e virgola e un illusorio punto a far da spartiacque”. “In The Americans sono morti tutti”, scrivemmo nel titolo dell’articolo dedicato a uno dei migliori finali televisivi di sempre. E poi esordimmo con le frasi appena estrapolate, sottolineando fin da subito quanto l’atto conclusivo di The Americans abbia avuto la forza di osare, spingersi oltre i suoi confini naturali e non snaturarsi in alcun modo, trovando l’equilibrio perfetto per fissare un’istantanea dolorosa nelle nostre menti.
Un punto, dicevamo, che diventano due: evitando ogni vocazione didascalica, questo finale non riempie gli spazi, ma ne evoca i contenuti. Lascia a noi la responsabilità di immaginare il passaggio successivo, ma allo stesso tempo non ci ingabbia nella frustrazione di un finale sospeso. Senza volerci avventurare in fastidiosi spoiler, richiamiamo allora la scena del treno. Un viaggio senza fine, ma con la fermata in una stazione in cui perdersi per sempre. Dissolverci, sopravvivendo. Un percorso duro e doloroso, indispensabile per cogliere a fondo i contorni di un capitolo fondamentale del Novecento. E dire che c’è ancora troppa gente che questa serie la snobba.







