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L’Inferno delle Serie Tv – Parte 1

L'inferno delle Serie Tv
L'inferno delle Serie Tv

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
che la birra mia, disdetta, era finita.

Quale sgomento, quale tortura
la mia serata tristemente rovinata
lei delle Serie Tv ne è compagna pura.

Mi accinsi orsù a guardare una puntata
ma no era stessa cosa
senza il conforto della bionda fermentata.

Fissavo lo schermo pensando alla schiumosa
sguardo triste e disperato
quasi non mi accorsi di quanto era noiosa.

Mi stesi sul divano, nel plaid imbacuccato
la palpebra calante agì presto
e caddi quindi addormentato.

Mi svegliai lesto lesto
ma qualcosa non quadrava
non c’era più il divano, e nemmeno tutto il resto.

Era caldo, ma il mio sangue si gelava
rimasi bloccato un tempo eterno
illuminato da fuoco, fiamme e lava.

Una voce giunse dall’esterno
“Diamine viaggiatore, ancora non capisci?
Delle Serie Tv questo è l’inferno

Lo vidi arrivare in moto
nonostante il vento tra i capelli
il suo vis non mi era ignoto.

“Hey”, mi disse, “Io che sono il re tra i più belli
ti scorterò per queste assurde terre.
Mi presento, sono Arturo Fonzarelli“.

Non ti allarmare, quì non ci sono guerre
nel giron delle Insopportabili
troverai solo delle gran, brutte serie.

Sono frutto di sceneggiatori abili
che con storie simil a latrine
ingannan massaie assai suggestionabili.

Ci fu un botto, schivammo schegge anche a decine
e io dissi “Cosa è stato?
lui rispose “Tranquillo! Eran sol Cento Vetrine“.

Giungemmo infine a un porton blindato
con un cartello di divieto
e io chiesi un po’ allarmato:

“Fonzie sii sincero, c’è pericolo là dietro?”
Lui sbiancò, lo sguardo terreo
“Quello per noi è troppo. Là dentro, caro, c’è il Segreto

Varcato un soglio arrivammo in una piazza
brulicante di pagine volanti.
che giravan come sospinte da vento che impazza.

C’era un cartello sul davanti
“Benvenuti tra le Interrotte o voi ch’entrate”
lì capii quei fogli, per tutti i Santi:

eran sceneggiature di stagioni mai nate
scritte ma mai lette perchè orfane
di serie, ahiloro, presto cancellate.

Ne afferrai due che saltavan come rane
ed eran di Touch, con i suoi orditi
fatti di numeri e connessioni alquanto strane.

Altri copioni si avvicinarono incuriositi
e vedendo che ero interessato
mi si aggrapparon alle vesti come mendicanti feriti

C’era Wayward Pines e anche Stalker
e in mezzo a queste dipartite premature
aleggiavano gli spiriti di The Whispers.

Si fecero aggressive, le sceneggiature
sotterrandomi mi copriron da capo a piedi
scatenando in me tutte le paure.

Già pensavo mestamente ai miei eredi
quando Fonzie agì in modo tempestivo
scrollandomi di dosso i fastidiosi arredi.

“Grazie o mio Virgilio, ancor poco e ci finivo”
“Di nulla, ma cerca di prestar giappiù attenzione.
Se le hanno chiuse, quelle serie, c’è un motivo”.

Corremmo a perdifiato riparando in una stazione
“È tempo di fermarsi, sta per scendere nottata”.
Doman ripartiremo, con ancor più motivazione

Non temete, la vostra curiosità sarà saziata
cercate suvvia di portar pazienza
e arrivederci, alla prossima puntata.

Continua…

Simone Viscardi

@simojack89

Written by Simone Viscardi

Di lui dicevano: "È brillante, spiritoso, ironico e a tratti geniale". E con lui intendo il mio compagno di banco alle elementari. Io ero quello di fianco, che al posto di ascoltare la maestra fantasticava di calcio e cartoni animati. Crescendo sono cambiate molte cose, tipo che la maestra è diventata il capo e il compagno di banco il collega. Oggi faccio una di quelle professioni "sull'Internet" difficili da spiegare alle mamme, ma continuo a vivere la mia vita una citazione dei Simpson alla volta...

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