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Uno degli episodi più riusciti di Scrubs, che mette in luce la profonda sensibilità di J.D. ma anche la sua debolezza, la difficoltà ad accettare la realtà. A volte il sogno a occhi aperti diventa un modo per negare a se stessi la verità. Per rifiutare il mondo e rannicchiarsi in un universo più confortevole e piacevole.
“Il mio avvenimento”, puntata conclusiva della prima stagione, è per una buona metà una fantasia di J.D. Il protagonista pensa che sia stato compiuto un errore, che il responso (leucemia) che deve comunicare a Ben, il fratello dell’ex-moglie di Jordan e grandissimo amico di Cox, sia sbagliato. Per questo ripercorre i suoi passi, ripete le analisi fino ad appurare l’effettivo sbaglio. Ma qualcosa non torna. Con un bellissimo climax ascendente siamo ricatapultati a inizio episodio. J.D. deve accettare la realtà: non c’è stato alcuno sbaglio. Ben ha il cancro. In questo episodio più che mai possiamo comprendere quanto Scrubs riesca a svincolarsi dal ruolo di comedy-series restituendoci una visione smaliziata del reale per nulla ingentilita ed edulcorata ma dannatamente concreta nella sua quotidiana drammaticità.
5) 2×13: il mio musical
Lo stesso concretissimo e tremendo realismo emerge pure nel tredicesimo episodio della seconda stagione. Elaine è una paziente in lista per un trapianto di cuore. J.D. si sofferma con lei a pensare a come sarebbe il paradiso e la donna afferma candidamente di immaginarselo “come un bel musical di Brodway dove tutti hanno dei vestiti di paillettes e cantano a squarciagola e tu esci di scena mentre tutti applaudono”. Il finale, carico di pathos e trasporto emotivo, vede le fasi conclusive della vita di Elaine scandite dalla canzone Waiting for my Real Life to Begin di Clon Hay con Turk, Carla, l’Inserviente e gli altri personaggi del Sacro Cuore che intonano le parole. Gli ultimi versi sono affidati alla stessa Elaine: “Ora devo andare grazie a voi. Grazie di cuore”.