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Interny: anche i russi ridono

Interny
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Fermo là!!! Devo tornare a casa in tempo per “Interny”!!!Interny

Questo pezzo inizia con un pizzico di vita vissuta. Il mio personalissimo ricordo di Mosca, quel viaggio di ritorno con la metro dal centro alla stazione Bratislavskaja e poi da lì via con la maršrutka (il minibus nella foto, roba che fa tanto vecchia URSS). Il freddo e un cielo plumbeo mi accompagnano dalla fermata al portone di casa. Dalla finestra ristagna un panorama dove svettano le ciminiere di una fabbrica della Gazprom, due camini che sembrano non voler mai smettere di sputare fumo.

Cosa mi aiutava a resistere in questo quadro malinconico? Oltre al sacro trittico vodka, aringhe e pane nero, una grande mano me l’ha data anche una Serie Tv a cui mi sono particolarmente affezionato e di cui adesso parleremo.

“Интерны” (“Interny”)

Interny

Sveliamo un segreto (neanche troppo nascosto): i russi non ridono spesso, ma quando si concedon questo “vizio” si dimostrano maestri della risata. E “Interny” è una sit-com che sa far ridere.

Piace ai russi, perché attraverso una comicità virtuosa affronta quegli stereotipi figli di una cultura profondamente orgogliosa, ma che se messa a nudo si scopre più umana di quanto voglia (e possa) dare a vedere. Piace a noi stranieri per la spontaneità, l’irriverenza, l’apparire ai nostri occhi come politicamente scorretta e perché rievoca volutamente palcoscenici di fama ben più nota quali “Dr. House – Medical Division” e “Scrubs”.

Ecco allora che “Interny” si presenta come una medical sit-com che passa attraverso la storia di quattro novelli stagisti, i quali durante il loro tirocinio in ospedale si trovano continuamente in situazioni assurde per cui è difficile, se non quasi impossibile, non ridere.

A capo del gruppo troviamo il personaggio di Andreï Bykov, una sorta di fusione russa tra Perry Cox e House.

Appassionato di videogiochi, ex alcolista e con un passato da biker (ha pure battezzato la sua moto “Izolda”), il boss non fa altro che rimarcare in ogni modo il suo disprezzo verso i tirocinanti.  Ma chi sono questi quattro disgraziati? Si tratta di Semyon Lobanov, Boris “Borya” Levin, Gleb Romanenko e Varvara “Varya” Chernous.

Il primo è un ex pugile, un bestione sempre pronto a intimidire colleghi e pazienti e che cerca di tirare su qualche soldo collaborando in attività a dir poco ambigue. Per dare un’idea del personaggio in questione, parliamo di un individuo capace di organizzare un incontro di boxe con un paziente, mentre il personale ci scommette sopra.

Levin è invece il secchione della comitiva. Laureato con lode, crede di essere di gran lunga il più dotato dei quattro e si considera il preferito di Bykov. Peccato per lui che sia tanto preparato quanto inetto nei rapporti personali, finendo ogni volta vittima delle angherie di colleghi e pazienti, per non dire bulleggiato. La sua relazione con la caposala del reparto, Lyubov Scriabina, è uno degli aspetti più esilaranti di tutta la serie.

Gleb Romanenko è invece una caricatura dell’uomo russo: non ha alcun desiderio di studiare medicina, ma ha dovuto cedere alle pressioni della madre, che lo sostiene finanziariamente e con cui vive. È sicuramente il peggiore medico dei quattro e così utilizza principalmente le sue conoscenze per tirare avanti. Il contrasto con Bykov, dovuto al rapporto tra questi e sua madre, si dimostra una bomba di comicità pronta ad esplodere in qualsiasi momento.

E poi c’è Chernous, l’unica stagista donna, estremizzazione comica della femmina russa: intelligente e al tempo stesso super emotiva, è sempre oggetto delle avance dei colleghi.

Un po’ “Scrubs”, un po’ “Dr. House”Interny

Come dicevamo ad inizio articolo, “Interny” muove chiaramente da modelli di Serie Tv made in USA quali “Scrubs” e “Dr. House – Medical Division”, puntando sugli elementi di forza di questi show, rielaborandoli in salsa russa.

Proprio come in “Scrubs”, “Interny” ruota intorno alle vite di stagisti che, capitanati da un boss mostruoso, devono affrontare le loro sfide quotidiane. Gli stessi protagonisti ripercorrono la strada battuta da J.D. & co.: Chernous come Elliot ammetterà di aver tentato il suicidio; anche qui abbiamo una relazione tra la caposala e uno degli stagisti; Bykov non risparmia i tirocinanti da commenti sprezzanti e acidi nomignoli, esattamente come faceva il Dr. Cox.

Dal punto di vista della sceneggiatura poi, “Interny” ripropone proprio come in “Scrubs” lo strumento dei sogni ad occhi aperti (ricordate quelli di J.D.?).

E se questa era la vicinanza con la creatura di Bill Lawrence, le somiglianze con “Dr. House – Medical Division” non sono da meno: Bykov è la versione russa (e comica) di House, mentre Chernous assomiglia a Cameron per morale e difficoltà di relazionarsi con il prossimo.

Il legame con questa Serie Tv  tra l’altro non è nascosto anzi, gli stessi produttori tendono volutamente a rimarcarlo: oltre a far proprio il tipo di comicità tongue-in-cheek, non possiamo non notare i ripetuti omaggi, tra cui un episodio “parodia” dove Bykov sottopone ai suoi stagisti un caso difficile da diagnosticare, passando per molte ipotesi tipiche della serie con Hugh Laurie protagonista e usando ripetutamente lo slogan “everybody lies”.

Il culmine lo raggiungiamo però in due momenti: nell’episodio dove il boss racconta di essere stato d’ispirazione per il ruolo di House, in quanto era stato notato da un produttore americano che rimase impressionato dalla sua figura mentre era in ospedale, e quando Levin lascerà il gruppo per andare a sostenere uno stage in America, proprio al Princeton-Plainsboro Teaching Hospital.

“Ridere senza un motivo è segno di persona con dei problemi”;
PROVERBIO RUSSO

Amato in patria e apprezzato all’estero, “Interny” conquista con un sapiente fusion di esperienza americana in stile russo, non scadendo nell’imitazione o nella ripetitività, ma proponendo una comicità diretta e senza compromessi. Il quid in più arriva ovviamente dal ridisegnare il tutto intorno allo spaccato di vita che solo i russi possono capire a pieno, ma che grazie a degli espedienti intelligenti diverte anche gli stranieri.

Mafia, droga, sport, relazioni personali, “Interny” affronta a tutto tondo una gamma di temi quotidiani centrali nella vita in Russia (ma non solo), attraverso un tono scherzoso, avvolto in un velo di serietà.

Lo strumento principale sono i personaggi, nei quali lo spettatore locale va ad identificarsi e che si calano in situazioni al limite dell’imbarazzo venendo svelati per ciò che sono, quasi a voler ricordare che dietro ai modi di fare freddi e distaccati, si nascondono uomini fin troppo sensibili a ciò che li circonda.

Una Serie Tv consigliatissima, utile per capire la mentalità di un popolo, fare pratica con la lingua se la si sta studiando o semplicemente per godersi uno show “diverso ma non troppo”.

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Written by Paolo Tomassoli

Di giorno giurista, di notte serialista. Tra Italia, Giappone e Russia, con le Serie Tv mi sento a casa ovunque mi trovi.

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