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La strana storia del Pescatore di De André, usata come sigla di una serie cinese degli anni Novanta. Ma forse è solo una leggenda

Il Pescatore di Fabrizio De André in una serie tv cinese degli anni Novanta?
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Allora, partiamo da una premessa doverosa: parte di quello che state per leggere potrebbe non essere vero. Potrebbe essere una leggenda metropolitana, una bella storia che qualcuno ha deciso di rovinare con la verità. Ma visto che in effetti è una gran bella storia, forse falsa ma pur sempre una bella storia, ve la raccontiamo lo stesso. Detto questo, avete presente Il Pescatore di Fabrizio De André, no? Una delle canzoni italiane più belle di sempre, scritta e interpretata da un cantautore che manca molto nelle vite di tutti noi. Una canzone iconica, ripresa ovunque nel tempo. Se state leggendo questo strano pezzo mentre siete immersi in una strana serata di karaoke, qualcuno, a un certo punto, potrebbe reinterpretarla a modo suo. Molto a modo suo.

Comunque, ci sono due storie particolari che si celano dietro Il Pescatore: una è sicuramente vera, l’altra forse no. Siamo più interessati alla seconda, ma partiamo dalla prima: sono collegate.


La versione cinese de Il Pescatore di De André

Fabrizio De André

Un po’ di contesto, prima di procedere. Il Pescatore è un brano scritto da Fabrizio De André nel 1970, poi riarrangiato dalla PFM nel 1979. All’interno del brano, si racconta la storia di un pescatore che assiste un assassino in fuga dandogli da mangiare e da bere: interpellato successivamente da due poliziotti alla ricerca del latitante, il pescatore dormirà, ma un sorriso sibillino suggerirà l’idea che abbia deciso deliberatamente di spalleggiare il criminale.

Il brano presenta interpretazioni multiple: dalla matrice cristiana del perdono e di una giustizia divina che si eleva al di sopra di quella terrena, fino ad arrivare alla lettura anarchica della storia, Il Pescatore è parte della storia popolare del nostro Paese. Fin qui, niente di nuovo per tutti voi. Ma ora arriviamo al primo punto importante di questa strana storia, forse vera o forse no: esiste una versione cinese de Il Pescatore, e questo è un fatto certo.

Tra gli anni Novanta e i primi Duemila, infatti, un cantautore e dj di Hong Kong, Albert Au, incise due varianti tradotte della canzone, in mandarino e in cantonese. Titolo? “Perché ci sei tu”.

Non è l’unica cover di lusso dall’artista: dando un’occhiata alla sua discografia, sono numerose le operazioni del genere portate avanti nel tempo. Ma come c’è arrivato Il Pescatore da quelle parti? Secondo alcune fonti italiane, dietro l’operazione potrebbe esserci il musicista Fabio Carli, leader dei Cobra e figura centrale nella diffusione della musica italiana a Hong Kong negli anni Novanta. Il suo nome è effettivamente legato ad altri progetti con Albert Au, ma non è chiaro se abbia collaborato anche all’adattamento de Il Pescatore.

Purtroppo, non siamo stati in grado di verificare queste informazioni. L’unica certezza è che il brano esiste sul serio. A proposito di Fabrizio De André e della Cina, esiste inoltre un libro pubblicato alcuni anni fa da Zhang Changxiao, autore di “Creuza de Mao” (è tutto vero, almeno questo). Nel libro si parla in cinese del cantautorato italiano: un’operazione originale, senza ombra di dubbio. Detto tutto questo, arriviamo al punto. Il vero punto. La seconda notizia, quella che necessita di una conferma ufficiale ma che potrebbe essere solamente una leggenda urbana.

Il Pescatore di De André in cinese? In una serie per ragazzini?

La notizia sarebbe questa: Il Pescatore di André sarebbe stata usata negli anni Novanta per una serie tv cinese per adolescenti. Una sorta di teen… drama? Comedy? Dramedy? Boh, comunque teen. Secondo qualcuno, sarebbe in realtà una soap opera. Fonte? Un video che gira da anni su YouTube e sulle varie piattaforme social, nel quale sarebbe riportata la sigla. Quello che rimane de Il Pescatore accompagna le immagini piuttosto criptiche di un gruppo di giovanissimi ragazzi, alle prese con… qualcosa. Con ogni probabilità a scuola negli anni delle superiori, ma a questo punto non abbiamo più grandi certezze. Nei primi frame, oltretutto, compaiono tre dei probabili protagonisti della teen comedy/soap opera all’interno di tre macchinine stilizzate con una CGI quantomeno rivedibile: ok, erano gli anni Novanta, ma cosa ci fanno quelle macchinine?

Non lo scopriremo mai. In tutto questo, risuonano le note di De André. Il Pescatore accompagna il montaggio per qualche motivo imprecisato, creando un effetto piuttosto straniante.

Per il momento è tutto: c’è questo video che gira da anni e che ciclicamente diventa virale sui social italiani, anche negli ultimi mesi. Vari portali hanno affrontato la notizia. In un articolo pubblicato dieci anni fa dal sito “Orrore a 33 giri”, si legge: “Facendo qualche ricerca in rete e confrontando varie fonti scopriamo che il video della canzone è in realtà la sigla di un telefilm per adolescenti del 1991 四驅橋聖 (noto anche come 橋聖放暑假) o Nobody’s Child, trasmessa da ATV (Asia Television, 亚视 : 亚洲电视), emittente televisiva di Hong Kong e De André è indicato come compositore del brano, mentre Albert Au come cantante e paroliere”.

Di recente, inoltre, è intervenuto sulla vicenda il progetto social “Miti da sfatare”, il quale ha dedicato un video di approfondimento a questa storia. Come specificato anche da loro, la leggenda legata al Pescatore di De André gira da anni e ogni volta si arricchisce con nuovi dettagli e sfumature sempre più bizzarre, senza poter più distinguere il vero dal falso.

Con un problema di fondo, innegabile: la verifica di dati e informazioni del genere è resa ancora più difficile dal lungo periodo trascorso. Non sappiamo (e forse non sapremo mai) se questa storia sia vera, ed è un peccato.

Per carità, non sarebbe la prima volta che ci ritroveremmo dei brani di De André all’interno di una serie tv. Ma il salto dal curioso utilizzo fatto alcuni anni nella seconda stagione di The White Lotus a quello (presunto) fatto in una teen series cinese è molto ampia. Tra l’altro, è sempre interessante esplorare le imprevedibili connessioni che si sviluppano tra l’Estremo Oriente e l’Italia in ambito televisivo negli anni Novanta: in un articolo di qualche tempo fa, per esempio, avevamo raccontato la storia della sfida impossibile tra i Power Rangers e la Sampdoria. Non fu manco la prima volta che parlammo della celebre squadra di Vialli e Mancini, ma quella è un’altra storia e non vogliamo aggiungere ulteriore carne al fuoco.

Un altro Paese (il Giappone), un altro mondo, un’altra dinamica: in quel caso c’erano le immagini a documentare l’avvenuto, mentre qui brancoliamo ancora nel buio. Consapevoli del fatto che questa storia bizzarra possa essere davvero una leggenda divertente al quale è bello pensare ogni tanto.

Tutto questo ci ha impedito di raccontarla lo stesso? Assolutamente no. Vi aggiorneremo in caso di nuove sorprendenti evoluzioni della vicenda? Ovviamente sì. Chiudiamo con un invito: il noto youtuber Yotobi potrebbe tirare fuori un video fantastico da questa vicenda, e potrebbe fare luce sulla storia con ricerche che solo lui, maestro di aneddoti del genere, potrebbe affrontare. Perché ci sono verità che devono assolutamente venire a galla. E altre che devono rimanere sopite per non rovinarci la giornata. Non vorremo mica toglierci dal viso questa specie di sorriso, no?

Antonio Casu