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7 Serie Tv che hanno sprecato ingenuamente un budget da colossal

Non tutte le ciambelle escono col buco e questa frase vale sia per il reparto dolciario che per quello del piccolo schermo. Se poi per la creazione di serie tv si spendono fiumi di soldi per raccogliere poco o niente, è ancora peggio. Nella storia del piccolo schermo ci sono stati tanti flop e tante produzioni cancellate per il poco seguito ottenuto, ma quando lo scarso successo è accompagnato da un budget per la serie tv molto alto, il flop si trasforma automaticamente in vero e proprio disastro. In questo articolo vogliamo raccontarvi 7 storie di colossal monetari che non sono riusciti a sfondare e entrare nel cuore dei telespettatori. I motivi? sono molteplici e di svariata natura. Il risultato resta però lo stesso per tutte e 7 le produzioni. Iniziamo a sgranare dunque questa lista di queste 7 catastrofi per il piccolo schermo.

1) The Get Down

The Get Down, show sulla cultura hip hop degli anni ’70 affidata al geniale regista Baz Luhrman, è una delle serie tv più costose mai prodotte da Netflix, ma a quanto pare anche una delle meno viste. La produzione è stata infatti cancellata dopo una sola stagione, un vero disastro. Perchè The Get Down è stata cancellata? Perché, a fronte degli ingenti costi di budget della serie tv, non ha attirato sufficiente pubblico. Lo show, nelle intenzioni del network, doveva essere uno dei fiori all’occhiello del servizio di streaming e sembrava avere alla vigilia tutte le carte in regola per diventare un nuovo fenomeno di massa, ma qualcosa è andato evidentemente storto. Sembra quasi esserci una maledizione che ormai colpisce i period drama ambientati negli anni Settanta (abbiamo parlato qualche riga sopra di Vinyl). I motivi del flop sono quindi tanti, dalle ambientazioni molto soft per le tematiche trattate, alla sceneggiatura troppo edulcorata e caramellosa. Insomma, per essere costata 120 milioni di dollari la serie tv è stata un vero e proprio disastro.

2) Terra Nova

Doveva essere una delle serie tv che avrebbero cambiato la storia del piccolo schermo, invece Terra Nova, che vanta la produzione di un nome del calibro di Steven Spielberg, ha stentato a convincere pubblico e, soprattutto, critica. Dopo un discreto avvio, la serie si era infatti arenata in storie autoconclusive e poco incisive: un tono troppo orientato al family drama, ma senza il dovuto approfondimento dei personaggi. La produzione lascia relativamente poco spazio ad azione, effetti speciali e dinosauri e tanto altro spazio a cose inutili e autoreferenziali. In ogni episodio troviamo solo brevi accenni alla trama orizzontale e alla mitologia che il pilot lasciava intravedere. La stessa prima puntata lasciava sperare in qualcosa di migliore, visto anche il budget per la serie tv e i nomi chiamati in causa, ma così purtroppo non è stato: Terra Nova si è rivelata un vero e proprio disastro economico. Le aspettative purtroppo hanno schiacciato la produzione di Spielberg e quella che doveva essere una pietra miliare del piccolo schermo si è rivelata un vero e proprio flop.

3) Roma

La nostra terza proposta racconta le nostre origini, quelle della nostra civiltà. Roma narra la storia di Lucio Voreno, soldato professionista, e Tito Pullo, un uomo esuberante, istintivo e passionale. I due sono semplici soldati della tredicesima legione di Giulio Cesare. Il loro ritorno a Roma coincide con quello di Cesare che, deluso dall’amico Pompeo Magno, è intenzionato a conquistare con la forza Roma, distruggere la Repubblica, e far nascere un nuovo Impero. Roma è stata una delle serie tv più costose mai prodotta dalla HBO e probabilmente anche una delle più dispendiose nella storia della tv, soprattutto se consideriamo che si compone di sole due stagioni, per un totale di 22 episodi. Per coprire gli oltre 100 milioni di dollari necessari alla produzione, la rete ha deciso di farsi affiancare nei lavori dall’inglese BBC e dall’italiana Rai Fiction. Le spese sostenute però non hanno garantito a Roma il successo e la serie tv è stata uno dei più grandi flop della storia del network americano. Un vero disastro.

4) Marco Polo

Creato da John Fusco e Dave Erickson, Marco Polo è stata sicuramente uno degli spettacoli più ambiziosi prodotti da Netflix: la serie racconta la vita più giovane dell’esploratore, al seguito del padre Niccolò e dello zio Matteo. Un lungo viaggio che lo condurrà nel cuore del potente Impero Mongolo, presso la corte di Kublai Khan. Le sceneggiature dei vari episodi non regalano mai momenti davvero emozionanti e i personaggi, che in una storia del genere dovrebbero essere di primaria importanza, non vengono sviluppati del tutto. Una serie ambiziosa, che peccando di presunzione ha chiuso i battenti troppo presto. Come al solito un soggetto pieno zeppo di sfumature narrative, a cui non viene attribuita la giusta importanza. Il budget enorme per la serie tv è andato totalmente a farsi benedire per scelte scriteriate e ingenue che hanno minato la produzione e l’hanno resa un serial di basso livello.

5) Vinyl

Partita con una marea di aspettative e con un primo episodio all’altezza di esse, Vinyl, serie tv prodotta dalla coppia formata da Martin Scorsese (che ha girato il pilot) e Mick Jagger si è persa negli episodi successivi. Nonostante un budget per la serie tv di svariate decine di milioni, la produzione HBO non ha mai ingranato e non è riuscita a conquistare i telespettatori. Fin dall’inizio, Vinyl si era profilato come un progetto ambizioso, enorme. Era tutto troppo. Troppo per un pubblico non così appassionato alla musica, né così interessato a riscoprire un’epoca. Troppo per un network come HBO. Troppo per una televisione satura di titoli e di proposte. Troppo anche per la critica, che ha sì elogiato la produzione, ma che non ne è mai stata convinta pienamente del risultato. Era tutto troppo rumoroso, eccessivo, psichedelico. E tutto questo troppo ha finito col deludere e confondere gli spettatori. Una serie tv che andrebbe rivista e analizzata con calma e tempo, ma che, per quanti soldi ha richiesto, è stata un enorme flop.

6) See

Come abbiamo provato a spiegare in alcuni nostri vecchi articoli, See possiede il potenziale necessario a proporre ai propri spettatori una storia originale e visivamente affascinante, con un buon insieme di azione e riflessioni sulla società contemporanea, tuttavia il risultato appare piuttosto confuso e sopra le righe. Bottigliette d’acqua di plastica che evidentemente sono lì da secoli ma sembrano appena uscite dal supermercato. Fortificazioni di massi rotolanti che è davvero strano possano essere state costruite da non vedenti. Un’attenzione ridicola, da parte dei personaggi, al modo in cui sono vestiti o pettinati, vista la loro cecità. Combattimenti che difficilmente sono compatibili con l’idea di cecità. Per dirla più in breve, l’impressione che si ha guardando See è che la serie sia un mondo di ciechi un po’ troppo a beneficio di chi quei ciechi li guarda, ma non troppo coerente con la loro effettiva condizione. La presenza scenica di Jason Momoa aiuta a rendere accettabile la visione della produzione, peccato però che la sceneggiatura fatichi a creare un mondo distopico credibile e dei personaggi per cui provare interesse ed empatia. Insomma, See avrà avuto anche un grosso budget come serie tv, ma si è persa in un bicchiere d’acqua se facciamo riferimento specialmente alla prima stagione. Rispetto ad altre serie di questa lista, però, See non è ufficialmente condannata: nella seconda stagione le cose cambiano e migliorano, e nonostante la presenza ancora evidente di alcuni difetti strutturali la serie riesce a scavare in profondità, descrivendo il senso più profondo dell’essere umani.

7) Inhumans

Last but not least, parliamo di un altro enorme budget per le serie tv andato sprecato. Parliamo di Inhumans, prodotto Marvel disponibile su Disney+. Serie tv che sarebbe dovuta diventare una pietra miliare dell’universo dedicato ai fumetti, ma che in realtà rappresenta uno dei più clamorosi buchi nell’acqua per la casa produttrice. Marvel’s Inhumans è una serie che ha sofferto una gestazione scellerata. Prima annunciato come un film, poi rimosso, infine riapparso magicamente in un formato televisivo. E le cicatrici di questo processo sono evidenti, la narrativa ha un inizio deciso e un finale interessante, ma tutto quello che c’è nel mezzo è insufficiente. Inhumans è un crogiolo di idee non messe a fuoco, una struttura pensata per un altro medium e adattata superficialmente, ricca di premesse mai rispettate o portate termine. Persino gli effetti speciali sono mediocri. Uno dei più clamorosi fallimenti del MCU, senza alcun dubbio.

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