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7 Serie Tv ancora in onda che si sono ormai lasciate alle spalle il loro “prime”

Essere soddisfatti di una nuova serie tv, da grande appassionata quale sono, è una sensazione impagabile. Guardare qualcosa di nuovo, apprezzarlo e pensare “Ma perché non l’hanno fatta prima?” sono sensazioni ormai sempre più rare e proprio per questo sempre più belle. Ma la serialità dà e la serialità toglie. E quindi capita – purtroppo – che questa soddisfazione non duri per sempre. Stagione dopo stagione, soprattutto quando il numero comincia a diventare alto, molte serie si appiattiscono, perdono colpi, sembrano sempre più le parodie di loro stesse. E quella sensazione di soddisfazione iniziale diventa per noi spettatori una lontana nostalgia. Vi faccio un paio di esempi pratici e personali: mi è successo con The Walking Dead e con American Horror Story. Ma non solo.

Eccoci qui oggi a parlare proprio di serie come queste. Serie che ci hanno fatto innamorare e poi, come spesso accade anche nelle migliori relazioni, ci hanno deluso. Non parliamo però di veri e propri ex: parliamo di serie tv attualmente in onda, su cui le produzioni ancora non hanno smesso di investire. E che quindi potrebbero – pur andando contro la statistica – tornare nel loro “prime”.

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Piccola nota a margine prima di iniziare. So che il fatto che io sia qui a scrivere questo pezzo dovrebbe per professionalità rendermi oggettiva e poco propensa a opinioni troppo personali. Ecco, purtroppo mi tocca dirvi che questo non ha nulla a che fare con ciò che leggerete. In questa lista ci sono alcune delle serie che più mi hanno deluso negli anni, partite con il piede giusto e finite in caciara. Vi assicuro che vi renderete conto di quali sono.

1) Monster

Monster e American Horror Story sono serie di Ryan Murphy in cui le prime stagioni sono meglio delle ultime
Credits: Netflix

Come sarà a breve anche per il caso di American Horror Story, parlare di Monster in questa lista è un po’ più complesso di quanto sia parlare di tutte le altre serie. La serialità antologica è bella e brutta proprio per questo: quando ogni stagione è a sé, ognuna è anche molto più criticabile, sia nel bene che nel male. In questo caso specifico, forse, più nel male. La prima stagione di Monster, La storia di Jeffrey Dahmer, è stata un successo di critica, e sicuramente di pubblico. Una stagione stravista, stracommentata e premiata, e che per prima ci ha portato in un format dal quale – vista la partenza – ci aspettavamo grandi cose. Come vedremo, Ryan Murphy è un asso delle ottime prime stagioni ma ha la tendenza a farsi prendere la mano.

Così è stato anche per Monster. Lungi dal non funzionare, le stagioni successive non sono riuscite a fare ciò che aveva fatto la prima: sorprendere e inquietare per davvero. Sarà che le storie dei fratelli Menendez, di Ed Gein e quella più recente di Lizzie Borden non sono impattanti come quella di Dahmer, o sarà semplicemente che la serie si è un po’ adagiata sulla bambagia della riuscita della prima stagione, resta il fatto che nessuna delle successive è riuscita a raggiungere il suo livello né il suo gradimento. O forse è semplicemente l’assenza di Evan Peters ad aver causato questa discesa. No dai, scherzo, qui è solo il mio infinito amore nei suoi confronti a parlare. Ma io, che possa tornare anche solo con una piccola parte nella molto probabile quinta stagione, ci spero lo stesso.

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2) Reacher

Un Reacher malconcio finalmente può tirare il fiato
Credtis: Prime Video

Un po’ di azione non ce la mettiamo in questa lista di serie tv che hanno ormai passato il loro momento di prime? Lo facciamo con Reacher, la serie Prime Video sull’ex maggiore dell’esercito Jack Reacher e sulle sue avventure in giro per gli Stati Uniti. Nella prima stagione della serie, ambientata in Georgia, la presentazione di un personaggio così duro e contemporaneamente profondo nella trasposizione seriale delle sue storie (dopo i romanzi e la presenza al cinema con Tom Cruise) ha tenuto gli spettatori incollati allo schermo. La serie è cominciata convincendo, dando la possibilità di ampliare la visione di un personaggio che per forza di cose nei film ha una complessità più limitata. Ma nel tempo qualcosa è andato storto.

In quattro stagioni Jack Reacher si sposta in lungo e in largo, eppure qualcosa nelle sue avventure le rende sempre un po’ uguali a loro stesse. Reacher è sempre forte, pieno di risorse, va dritto per la sua strada e trova il modo di riuscire a cavarsela anche nelle difficoltà. Persino quando sembra ormai in scacco, alla fine la svolta. E il problema forse sta proprio qui: più le sue avventure vanno avanti, meno abbiamo paura per lui. Sappiamo che alla fine andrà, per quanto sia possibile, tutto bene. Ma Reacher non è una favola, è una serie d’azione. E il “E visse per sempre vagabondo e burbero” non basta.

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