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7 attrici che si sono distinte per una grande interpretazione (almeno) in 3 Serie Tv diverse

Inventing” Anna, sì, ma come? Con il viso, il corpo, i gesti di Julia Garner. Di questo si tratta in fondo per tutte e sette le attrici: d’inventarsi in tanti personaggi, essere credibili, plasmare la propria recitazione affinché al ruolo che si sta interpretando venga resa giustizia e possa brillare oltre la sceneggiatura, le battute cucite addosso dagli autori.

E che Julia Garner sia la prima delle magnifiche sette attrici delle Serie Tv che si sono distinte in (almeno) 3 prodotti diversi

1. Julia Garner

Julia Garner (640×359)

Eh sì, prima di tutto è Julia Garner stessa che si è inventata attrice iscrivendosi a un corso di recitazione per superare la timidezza. L’operazione è perfettamente riuscita e l’ha consegnata al ruolo di Ruth Langmore in Ozark ed al Golden Globe come migliore attrice non protagonista. Julia ha trasmesso a Ruth la spontaneità anche nelle ambiguità di una ragazza complicata, tosta, lingua veloce con Master in insulti a più livelli. Ruth non poteva essere Ruth senza Julia e lasciare un segno nell’arco narrativo del personaggio fino alla catarsi. Prima di Ruth c’è stata Kimberly Breland, il suo personaggio in The Americans, una parte che ha avuto una vita limitata nella serie ma che anche qui ha mostrato la scintilla. Quindicenne teneramente lolita che racconta il suo desiderio con le più piccole espressioni nel viso. Le tante Julia possono esprimersi al meglio in Inventing Anna, Anna Delvey, la donna dalle mille identità, stili, caratteri. Per Kimberley parlavano le micro espressioni, per Anna gli accenti, tutti gli accenti che Julia Garner ha riprodotto maniacalmente e fedelmente. Se non ci fosse Julia bisognerebbe inventarla.

2. Allison Janney

Allison Janney (640×480)

Allison Janney è una delle attrici delle Serie Tv che non può passare inosservata per la sua spiccata fisicità. Un metro e ottanta (centrimetro in più, centimetro in meno) di vitalità a sostegno di un viso espressivo e fuori dai canoni estetici correnti. Probabilmente proprio queste caratteristiche le hanno fatto tardare l’arrivo del successo e di parti importanti come per il ruolo di C.J. Cregg, l’addetta stampa della Casa Bianca, in The West Wing , all’alba dei suoi 40 anni. Competitiva e sempre un passo avanti agli altri, vita personale praticamente azzerata, capace di avere momenti di puro divertimento mettendosi al centro dell’attenzione come quando canta in lip sync la canzone The Jackal. Allison Janney combina in maniera perfetta l’aspetto serio e ludico del personaggio con un perfetto sync con il karate verbale che C.J. Cregg usa come arma (4 Emmy vinti per il ruolo). Janney conferma le sue doti d’ironia e tempi comici perfetti con Mom tanto da guadagnare sempre più spazio nella sit-com e 2 Emmy. La sua capacità di attrice che le è stata riconosciuta nella maturità è indiscutibile con l’ultima conferma, solo a livello temporale, con Master of Sex nel ruolo di Margaret Scully che non è stata rapita dagli alieni ma ha come marito un alieno nel senso etimologico della parola, appartenente ad altri, non eterosessuale ma omosessuale. Con serietà, rispetto e la giusta leggerezza, Janney illumina il personaggio e la serie riconosciuto con un altro Emmy per questa attrice che ha molto da insegnare.

3. Claire Danes

Claire Danes (640×428)

Al contrario di Allison Janney, Il talento di Claire Danes è stato riconosciuto dagli esordi. Un Golden Globe all’età di 15 anni può essere un motore propulsore ma potrebbe anche inibire per troppa responsabilità. Per Claire Danes è stata valida la prima opzione ed ha raggiunto la maggiore età recitando in vari film. My So-Called Life è la presunta vita di Angela che nel teen drama è la voce narrante di se stessa. Claire Danes non ha solo l’età giusta per portare sullo schermo le fragilità e le ambiguità dell’adolescenza ma ha la capacità di tenere sempre i registri giusti, né troppo, né poco, senza sbavature, tenendo testa ad un altro futuro attore di richiamo come Jared Leto. Per rivederla come una delle attrici delle Serie Tv che lasciano il segno abbiamo dovuto aspettare circa 17 anni, Homeland. Carrie Mathison, una spia bipolare. Cadere negli stereotipi era un rischio ben presente. Due Golden Globe e due Emmy dopo il rischio è superato. Claire Danes diventa protagonista assoluta e Carrie Mathison con lei, una crescita esponenziale, Claire e Carrie non sono i due poli opposti che si fronteggiano, l’incarnazione del disturbo bipolare del ruolo, sono un unicuum che ci trasporta nell’abbraccio del finale. Da spia a vedova inglese di fine ottocento il passo è breve per Claire Danes che si cala nei panni di una donna che alla morte del marito inizia un percorso di crescita individuale sullo sfondo di una trama tra il gotico e il mélo. Ne Il Serpente dell’Essex (The Essex Serpent) Danes interpreta Cora Seaborne con totale autenticità e risaltando le doti del personaggio, una donna brusca, intelligente, riportata alla vita e a se stessa da quella che prima era la sua presunta vita (her so-called life).

4. Krysten Ritter

Krysten Ritter
Krysten Ritter (640×360)

Krysten Ritter è apparsa in 9 episodi su 62 di Breaking Bad eppure il personaggio di Jane Margolis che interpreta non lo abbiamo ancora dimenticato. Pelle diafana in contrasto con il nero dei capelli, viso da Amélie, Krysten Ritter tratteggia Jane con la necessaria delicatezza per un personaggio problematico ma che ha voglia di riscatto, un passato di dipendenze che torna presente per coinvolgersi totalmente nell’amore che prova per Jesse. Da un personaggio drammatico con il destino segnato a un’eccentrica disonesta ragazza che vive di espedienti e di bugie quale è Chloe di Non fidarti della st***** dell’appartamento 23 dimostra che Krysten Ritter possiede lo spettro completo dei registri di recitazione e li sa usare. Non potrebbe essere altrimenti se risulta credibile anche in Jessica Jones nei panni di un’investigatrice privata che è in realtà un super eroe in declino, esuberante e vulnerabile al tempo stesso, una mina vagante in cerca di equilibrio, di (ri)connessione col mondo anche se poi dimostra il contrario. Krysten Ritter riesce a farci entrare nella psicologia sconnessa dal disturbo post traumatico di Jessica. Non c’è ombra di sentimentalismo nella sua interpretazione, più magnetismo nella figura del classico detective privato hard-boiled con derive da super poteri. Ci crediamo. Ci possiamo fidare di Krysten Ritter.

5. Julia Louis-Dreyfus

Veep
Julia Louis-Dreyfus (640×360)

Non solo Seinfeld ma Julia Louis-Dreyfus, tra le attrici di serie tv distinte in più ruoli, ha un daimon da comedy con il battesimo di Saturday Night Live a soli 21 anni, la più giovane comica a calcare la scena di SNL. Elaine Benes in Seinfeld è il migliore prolungamento alla sua vis comica. Egoista, meschina, massicce dosi di sarcasmo a colazione, Julia Louis-Dreyfus non ha paura di interpretare Elaine come un personaggio sgradito e questo è stato il suo punto di forza che l’ha portata direttamente a premi Emmy, Golden Globe, Sag Awards. Seinfeld è una sit-com che ha influito sul genere ed Elaine ha contribuito in maniera rilevante al concetto di ruolo di attrice in serie di genere comedy.Tutte le eroine negative da lì a venire devono a Julia Louis-Dreyfus un tributo. C’è il prima di Elaine e il dopo Elaine. Continua la serie di personaggi “negativi” o, meglio, non esattamente positivi, con Selina Meyer la Vice Presidente e Presidente degli Stati Uniti d’America per un breve mandato in Veep. Nonostante si svolga totalmente nelle camere e lo Studio Ovale della Casa Bianca, non c’è uno schieramento politico enunciato. Il manifesto della serie è sulla pochezza umana e la “capacità” politica di farla totalmente propria, sfruttando anche episodi tragici come le sparatorie di massa nelle scuole che negli Stati Uniti vanno, purtroppo, per la maggiore e chiedendo ai suoi collaboratori se fosse meglio che il colpevole risultasse essere un ragazzo bianco o un musulmano. Il karma del personaggio politicamente scorretto continua con Christine Campbell, The New Adventures of Old Christine (La Complicata Vita di Christine) dove Julia Louis-Dreyfus interpreta una 35enne divorziata il cui ex marito frequente una donna molto più giovane che si chiama Christine. Lei è la vecchia (in più significati) Christine del titolo alle prese con la sua nuova vita e il suo carattere di sempre, competitiva, aggressiva e Cristinacentrica ma ci piace perché Julia Louis-Dreyfus ha la leggerezza e l’ironia giuste per farci amare chiunque possa interpretare.

6. Gillian Anderson

gillian anderson
Gillian Anderson (64×367)

Nella pletora di attrici di Serie Tv con almeno tre grandi interpretazioni Gillian Anderson pone più imbarazzo nello scegliere le interpretazioni migliori. Il punto di partenza è un personaggio che per la maggioranza degli attori ,avrebbe significato un ruolo prigione per il grande successo e impatto della serie. Ovvio, Dana Scully in X-Files, la scettica Scully sempre pronta però a difendere il suo compagnio di avventure Mulder anche quando era oggettivamente indifendibile per una mente razionale anche solo al 20 %. Un viso senza tempo, antico,, per incarnare personaggi vittoriani come Miss Havisham nella miniserie della BBC Great Expectations o Anna Pavlovna Scherer in War and Peace , altra miniserie della BBC, un viso con vena di malinconia ma determinato per Stella Gibson il Detective in The Fall , un viso con una bellezza che non si offende ad invecchiarsi per diventare Margareth Thatcher in The Crown. Un camaleonte della recitazione che sa tirare fuori la parte oscura nelle serie crime così come sa dare spazio al personaggio famoso che interpreta, senza oscurarlo con la sua fisicità ma renderlo ancora più luminoso, mettersi al suo servizio come in American Gods. Dei, Icone artistiche, calamite pericolose per ogni attore prese per mano da Gillian Anderson e portate fuori dalla classica interpretazione/imitazione, rese vere. Gillian Anderson ha imparato molto da Dana Scully. Lo sa che la verità è là fuori.
Ps: menzione d’onore per la recente Sex Education, dove al solito ha compiuto l’ennesimo lavoro stratosferico.

7. Olivia Colman

the crown
Olivia Colman (640×360)

Olivia Colman porta più di una corona nella lista delle attrici di Serie Tv con il suo Oscar vinto grazie all’interpretazione di una regina (La Favorita nel ruolo della regina Anna). Olivia Colman lavora a sottrazione anche nei ruoli più invadenti e meschini come per la matrigna in Fleabag che rischiava di essere un personaggio troppo caricatura. Interpretando la regina Elisabetta nella serie Netflix The Crown rischiava altrettanto e invece Tutto gioca sulla normalità. Niente di particolare essere la Regina, non è un’attrice che la interpreta, Olivia Colman diventa la regina e quindi fa una battuta sagace come l’avrebbe detta Elisabetta, prende il tè come se fosse lei e fosse, come dovrebbe essere nella vita reale, normale. Sottrae ai personaggi per dare più profondità come con il Detective Ellie Miller in Broadchurch. Emotiva, compassionevole ma tosta e testarda sul lavoro, con un marito colpevole di uno dei peggiori crimini, Ellie Miller nelle mani di Olivia Colman è una donna che esprime le emozioni oltre le parole e rende contenuto l’incontenibile. Tutto vero, profondo, credibile, come potrebbe capitare a noi con la differenza che Olivia Colman lo fa nei panni di altri, anche di una Regina.