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In difesa di Self-made, una serie fin troppo ignorata e criticata

Self-made: la vita di Madam C.J. Walker è una miniserie che racconta la storia della prima donna afroamericana milionaria a inizio Novecento. Sarah Breedlove, interpretata dalla bravissima Octavia Spencer, è una donna con problemi economici. Per provvedere alla famiglia fa la lavandaia ma lo stress le fa perdere i capelli. Un giorno si presenta a casa sua Addie Munroe e si propone di aiutarla. La donna infatti vende prodotti per capelli e le promette che glieli farà ricrescere. La promessa viene mantenuta ma Sarah vorrebbe vendere i prodotti di Addie. Lo stesso giorno, capisce di voler aiutare le altre donne con delle lozioni create da lei stessa. Inizia così una “guerra” tra le due donne, le quali diventeranno rivali in affari.

La storia in questo senso è romanzata: infatti Addie è frutto dell’immaginazione. Allo stesso tempo incarna tutte le difficoltà che ha dovuto superare Sarah. La serie affronta tematiche molto importanti eppure non sono poche le recensioni negative. Self-made viene spesso etichettata come una serie piena di cliché. Una produzione mancata, non riuscita nel suo intento. Invece è esattamente l’opposto. Può non essere piaciuta per i momenti di comicità alternati a momenti di tensione, ma tutto esula dal messaggio principale. In questo articolo verranno sottolineati i punti principali della serie e del perché siano così importanti.

L’importanza dei capelli in Self-made

I capelli sono il primo punto da analizzare: è il tema che porta avanti l’intera trama. In una scena, mentre Sarah sta cercando di vendere i suoi prodotti, fa un lungo discorso sull’importanza dei capelli. Sono la nostra identità. Noi li diamo per scontati, non abbiamo alcun tipo di problema. Ma per le donne con i capelli afro non è affatto così: necessitano di cure e trattamenti speciali. È un aspetto spesso ignorato perché le donne occidentali non hanno questo problema. Il tema dei capelli sta tornando fortunatamente sotto i riflettori.

Self Made: Inspired by the Life of Madam C.J. Walker

Quest’anno agli Oscar è stato premiato, come Miglior cortometraggio d’animazione, Hair Love. Il corto entra nella vita di una bambina afroamericana alle prese con i suoi capelli poco gestibili. Hair Love è stato creato in favore della legge Crown Act, la quale impedisce la discriminazione delle acconciature tipiche. Un tema che sta diventando sempre più presente specie negli Stati Uniti. La cura dei capelli, così come le acconciature, rappresenta l’identità e la cultura delle donne nere. Nella serie, i capelli sono rappresentati come strumento emancipante. Il pubblico magari potrebbe non afferrare subito l’importanza dei capelli afro: lo si dà per scontato. Infatti è un elemento spesso ignorato, quasi sottovalutato.

Il razzismo e la misoginia

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Ovviamente, la serie presenta tematiche razziali. In un’epoca in cui le nuove generazioni erano figlie degli schiavi liberati, il razzismo era molto presente. Non manca nemmeno la misoginia. La protagonista ne è vittima costantemente: è vista come un errore in quanto si vuole emancipare. La serie è stata criticata a causa dei molteplici sipari comici, atti a smorzare la tensione. Agli occhi di molti, Self-made è difficile da prendere sul serio. La comicità può anche non essere apprezzata ma non per questo deve essere criticata. Siamo sempre stati abituati a vedere serie cruente su questo tema (come When They See Us) in cui la comicità è del tutto assente. Di solito, lo spettatore prova pietà nel momento in cui il protagonista è vittima di razzismo. Stuzzica in noi il concetto di white savior, ovvero il complesso del “colonialista buono”.

Quando prevale, si ritiene che il nostro aiuto sia indispensabile senza pensarci. È un concetto radicato nella nostra società: siamo portati a vedere le persone di colore come persone indifese. Non che ci sia nulla di sbagliato nell’aiutare, ma non è con la pietà che si aiutano le persone. Specie se pensiamo che la nostra cultura possa “salvarli”. Sono proprio queste le scene alle quali siamo abituati: a una spettacolarizzazione del dolore. Self-made non è nulla di tutto questo: una donna riesce a emanciparsi da sola, una novità per le serie a sfondo razziale.

L’importanza della rappresentazione

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Altro aspetto da considerare è l’importanza della rappresentazione delle donne nere. Infatti, sono spesso vittime di stereotipi che perdurano ancora adesso. Vengono mostrati problemi strettamente legati alla vita quotidiana: è raro trovare serie e film che parlano di questi aspetti, spesso ignorati dalla società. Il tema della rappresentazione è molto importante: è un problema che sussiste per le minoranze. Mostrare la storia di una donna nera emancipata e determinata ad aiutare altre donne è di forte impatto. Non è scontato vedere una donna di una minoranza realizzare il suo sogno. Veicola un messaggio positivo e più sicurezza, specie tra le più giovani.

Self-made è ingiustamente ignorata e criticata. Ma se si conoscono i temi, la valutazione può essere molto positiva.

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Written by Federica Valenziano

Una Schopenhauer al femminile che, per osservare la realtà e al tempo stesso sfuggirgli, scrive (perlopiù in versi), vive storie raccontate da libri e serie tv mentre sorseggia un buon tè.

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