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I 5 motivi che hanno reso Scrubs un cult assoluto

L’etimologia della parola inglese scrub indica tre diverse cose: il camice bianco dei medici, l’accurata procedura di lavarsi le mani prima di eseguire un intervento delicato e una persona poco importante, per dirla alla italiana, un dilettante. Il titolo è dunque perfettamente calzante con il senso intrinseco del serial e funge da efficace mezzo per raccontare le vicende di J.D. e Christopher Turk, due tirocinanti in forza all’Ospedale Sacro Cuore. Quella che inizialmente partì come una serie televisiva scanzonata facente il verso comico alla moltitudine di medical drama presenti sul mercato, ben presto riuscì a trasformarsi in un fenomeno sociale di portata globale, finendo con il dar vita a una vera e propria micro sezione della cultura pop. Quali sono i motivi che hanno fatto della serie di Bill Lawrence un vero e proprio status symbol della young generation?

#1 IL CONCETTO DI GAVETTA

Ogni giovane, specie al giorno d’oggi, è continuamente messo alla prova da una società che si mostra sempre più conservatrice e poco incline alla creazione di varchi per il ricambio generazionale. Il concetto fondamentale di Scrubs è essenzialmente il sentirsi l’ultima ruota del carro, l’ultimo insignificante ingranaggio di una complessa e potentissima macchina da guerra. J.D. è proprio così: un giovane capace e motivato da sani principi, ma in possesso di una posizione lavorativa arretrata e in netto contrasto con le sue facoltà umane e intellettive. La carriera che il protagonista svolge durante le varie annate (prima specializzando, poi assistente e solo in seguito medico) è lo specchio di ciò che accade a un qualsiasi ragazzo intenzionato a intraprendere un percorso professionale. Appare dunque lampante come ci si possa immedesimare all’istante nelle situazioni scaturite dalla trattazione dei temi trattati.

#2 IL PROTAGONISTA

Il punto si ricollega in maniera inevitabile a quello precedente. La domanda da porsi è: chi è davvero J.D.? Non esiste una risposta univoca, ma a grandi tratti e procedendo con i piedi di piombo, possiamo dire che J.D…siamo noi. Da questo punto di vista va per forza menzionata una lode nei confronti degli sceneggiatori, abilissimi a filtrare le inevitabili dinamiche sociali di carattere lavorativo attraverso gli occhi disincantati, sognanti e ironici del tipico ragazzo comune, che possiede tutte le caratteristiche del workman più comune: fantasie illustrate da sogni a occhi aperti, confusione e imbarazzo e, ovviamente, una sufficiente dose di velata insicurezza.

#3 I PERSONAGGI CAMALEONTICI

Che assomigliano a caricature grottesche, diciamolo, delle persone che incontriamo ogni giorno sul posto di lavoro, a scuola, o in facoltà. Tralasciando per un attimo J.D., cos’è che abbiamo? L’irriverente e scontroso Dottor Cox, L’incapace e passivo consulente legale Ted Buckland, il narcisistico e ossessivo Il Todd, la pettegola Laverne, l’infantile Turk, l’odiatissimo Dottor Kelso, l’inetto Doug, il permaloso Dottor Barberio e chi più ne ha più ne metta. L’agglomerato di così tante personalità diverse ed esagerate forniscono in maniera automatica il pretesto per episodi esilaranti e sketch comici basati a volte su un veloce e sapiente scambio di battute che spesso e volentieri riesce a dar vita a scorci narrativi capaci di far sorridere chiunque. Gli stessi personaggi sono anche perfetti camaleonti capaci di assumere, quando ce n’è bisogno, connotazioni malinconiche inserite in contesti conditi da una sempre presente dose di ottima ironia e da un proverbiale senso morale che fa da sfondo a tutta la serie.

#4 IL FOCUS ON SULL’UOMO E NON SUL MEDICO

Scrubs è la mosca bianca nella massa uniforme e ronzante composta da serial medici. Mettiamo per un attimo da parte la natura della sceneggiatura, che a seconda delle opere può essere drammatica o comica: per la prima volta nella storia della televisione, una serie tv ambientata in ospedale e avente come protagonisti medici, tirocinanti e addetti ai lavori non massacra la sceneggiatura con intere disquisizioni riguardanti la professione o con confronti verbali basati su duelli accademici tra dottori, anche perché – ad essere sinceri – sarebbe curioso e un po’ strano inserire un’idealizzazione drammatica e culturale del lavoro medico all’interno di una serie che si propone decisamente come light opera ammazza tempo. Appare dunque disarmante la capacità degli scrittori di lasciarci entrare nella storia semplicemente raccontandoci le sensazioni dei personaggi. Il cono di luce del riflettore principale è dunque puntato sull’uomo e non sulla figura professionale che egli ricopre, una scelta stilistica/narrativa che ha contribuito al fattore immedesimazione, avvicinando radicalmente pubblico e characters cast.

#5 INNOVAZIONE DELLA CULTURA POPOLARE

Vi dice niente la parola friendzone? Vi vedo, ragazzi: state per asciugarvi una lacrima. Se oggi grazie ad alcuni programmi televisivi e soprattutto al grande trasporto del web la parola è di uso comune, un tempo non lo era affatto. La prima sitcom a concettualizzarne il significato è stata Friends, ma è nettamente Scrubs la prima opera nella quale la friendzone ha avuto una (breve) storyline dedicata, rendendo in maniera concreta l’idea espressa dal termine in questione. Ma non è tutto: Scrubs è andato in onda dal 2001 al 2010 e nel corso degli anni ha introdotto un pressante concetto di leggero umorismo derisorio che ha ben presto raggiunto l’animo comico di ognuno di noi, finendo con il diventare una costante nei comedy affairs in cui siamo invischiati ogni giorno; Non è ancora finita: qualcuno ha presente uno dei classici attire di J.D., quello di indossare una maglia a maniche lunghe e abbinare sopra di essa una t-shirt? Fu una delle mode più semplici e naturali che siano mai state lanciate, In Italia, ma soprattutto negli Stati Uniti, paese nel quale indossare due magliette dal taglio diverso nello stesso momento era considerato quasi eretico.

Scrubs ci manca un po’, ammettiamolo. Quando la serie arriva al termine – e sì, avete ragione, la nona e ultima stagione è la nota stonata per eccellenza – si percepisce un senso di nostalgia accentuato, un veloce big flashback ci attraversa la mente alla stessa maniera di un video appena visto su Youtube.

E, lo ammetterete, rivedendo le cover delle stagioni in DVD vi assale il classico magone, un accoramento caldo e spiacevole. Ecco che la mano scivola nel cofanetto e pesca un episodio a caso. Toh, è il primo, My first day.

Che ne dite di ricominciare?

 

(Un saluto agli amici di Immagini di Scrubs ! )

 

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