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Romanzo Criminale – La Recensione (spoiler)

In foto i protagonisti di Romanzo criminale

Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler su Romanzo Criminale.

In quel momento non potevamo saperlo, ma a un certo punto abbiamo vissuto un istante nel quale le serie tv italiane hanno attraversato uno spartiacque decisivo. Correva l’anno 2008: I Soprano, in onda dal 1999, si era conclusa un anno prima – lo stesso in cui Boris vide la luce per la prima volta – mentre Breaking Bad era appena sbarcata sugli schermi americani. Non era stata accompagnata da un hype esagerato, ma sarebbe diventata una delle migliori serie tv di tutti i tempi. In Italia, invece, le fiction generaliste dominavano la scena: Boris era una scheggia impazzita – perlopiù sotterranea – e i soliti medici, detective e uomini di fede imperversavano tra una trama e l’altra, lasciando intendere chiaramente che quella fosse ancora la nostra generazione televisiva.

Certo, non mancavano le eccezioni. Ma erano luci sporadiche, se non addirittura meteore. Sky Italia, però, andò oltre e si superò, ponendosi al centro del nuovo movimento con un titolo che illumina il suo cielo ancora oggi, a diciassette anni di distanza dalla prima messa in onda.

Stiamo parlando, ovviamente, di Romanzo Criminale.

Come evidenziamo soprattutto all’interno della recensione senza spoiler, l’importanza storica di Romanzo Criminale è decisiva: dopo i fasti degli sceneggiati degli anni Sessanta e Settanta, ha restituito alla serialità del nostro Paese una vocazione autoriale che mancava da tempo. Una vocazione dal sapore cinematografico, valorizzata soprattutto dall’eccezionale regia di Stefano Sollima e da un team di autori e tecnici che hanno dato lustro a una produzione ricordata ancora oggi come uno dei massimi picchi mai toccati dal nostro movimento.

Ma non è tutto: Romanzo Criminale ha costruito un microcosmo suggestivo sul piano narrativo ed espressivo, generando un’eredità fondamentale che ci ha allineati per la prima volta ai dettami della golden age statunitense. Ne è nato un prodotto maturo, consapevole del proprio posizionamento nella storia televisiva del nostro Paese.

Insomma, è una di quelle serie tv che meritano analisi importanti e approfondimenti specifici. Nella recensione senza spoiler, parliamo in particolare del suo valore storico e del rapporto importante che ha innescato tra la finzione e la realtà, mentre qui ci concentreremo sulla trama, i personaggi, l’estetica e l’eredità.

N.B. Tutto ciò che segue, salvo diversa indicazione, si riferisce alla rappresentazione offerta dalla serie televisiva, che rielabora in chiave drammatica eventi ispirati a fatti realmente accaduti.

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