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Zootropolis 2: un sequel decisamente all’altezza delle aspettative – La Recensione

I protagonisti di Zootropolis 2

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler su Zootropolis 2

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Quando si parla di opere derivate in casa Disney bisogna sempre fare molta attenzione. Si tratta di un argomento spinoso, di continuo al centro di dibattiti e controversie. Conosciamo benissimo – ad esempio – la grande fatica che lo studio ha fatto nel produrre i propri live action (anche se di recente ha tirato fuori un ottimo Lilo & Stitch). E al contempo è palese anche la difficoltà che la Disney sta vivendo nel proporre nuove idee. Se da una parte lo sfruttamento dei propri asset non ha sempre funzionato al meglio, dall’altra sono – in questo momento storico – troppo alti i rischi di proporre nuove idee che magari non funzionano. Ecco che quindi si va sul sicuro. Si torna laddove c’è già stato un grande successo.

È accaduto con Frozen. Lo scorso anno con Oceania. Neanche la Pixar è fuori da questo ragionamento e infatti il prossimo anno riproporrà un nuovo capitolo di Toy Story. Stavolta è il turno di Zootropolis, con un sequel che arriva nove anni dopo il successo del primo capitolo. Stavolta però tutto fila liscio. Zootropolis 2 è un gran bel film. Decisamente all’altezza del precedente capitolo – forse pure migliore – e delle aspettative che aveva generato. Un’opera derivata che finalmente funziona e – dopo il flop di Elioossigeno a una Disney che ha tremendamente bisogno di fare grossi respiri.

Judy e Nick insieme alla simpatica Nibbles
Credits: Disney

Un nuovo status quo e una nuova interessante prospettiva

Zootropolis 2 ci presenta uno scenario diverso rispetto al primo capitolo, e di conseguenza filtra il racconto attraverso una prospettiva differente. Se nel precedente lungometraggio Judy e Nick erano due completi outsider, stavolta il loro status cambia leggermente. Dopo aver risolto il caso dei predatori i due sono entrati stabilmente nella polizia, ma restano degli emarginati chiamati a dimostrare di poter sfidare il sistema. Lo fanno a modo loro, passando dall’essere due outsider a diventare due ricercati. E in questo senso la prospettiva cambia.

Se nel precedente film i due si muovevano ai margini, ma comunque nel disinteresse generale, stavolta sono nell’occhio del ciclone. Ricercati dalla polizia e dalle terribili linci. La loro unione viene messa a dura prova e i due protagonisti ne escono ancora più saldi, rinnovando un concetto che rappresenta il cuore di questo Zootropolis 2 – che poi era anche il cuore del primo Zootropolis: l’uguaglianza.

Il cambio di prospettiva non muta assolutamente infatti le direttrici concettuali del film. Quel messaggio di uguaglianza e di solidarietà che aveva conquistato nove anni fa viene qui rinnovato, declinato ancora una volta in un racconto sorprendentemente attuale. Non cambia poi nemmeno il ritmo narrativo. Zootropolis 2 è avvincente e divertente, con un imprevedibile colpo di scena che – proprio come nel primo film – dà spessore a una trama molto ben costruita. Un ottimo lavoro, sorretto – come detto – da una struttura concettuale decisamente degna di nota.

L’impegno sociale di Zootropolis 2

Proprio come nel primo capitolo, Zootropolis 2 non ha paura di veicolare tematiche molto importanti declinandole in un racconto sì divertente, ma anche molto impegnato. Il grande tema centrale resta la lotta sociale, sempre chiaramente filtrata nel mondo degli animali. Dallo scontro tra predatori e prede passiamo a quello tra mammiferi e rettili. C’è un gruppo dominante (le linci) che schiaccia un gruppo più debole (i rettili) e lo fa manipolando la verità, corrompendo e perseguendo i propri egoisti interessi.

Non è difficile vedere la metafora dietro un racconto che di leggero ha solo la patina superficiale. La lotta di classe del primo film qui diventa conflitto razziale. Zootropolis 2 mette in luce alla perfezione le meccaniche che regolano questo scontro. La disparità di possibilità e di potenzialità, il perseguimento degli interessi di pochi a discapito della salvaguardia delle minoranza. Particolarmente interessante è il racconto di come le linci manipolano l’informazione e si appropriano degli organi di potere – il sindaco e la polizia – per conservare il proprio status quo.

Zootropolis 2 offre una storia ancora più matura rispetto a quella che già aveva colpito molto nove anni fa. È il classico esempio di un film che adotta con grande armonia un doppio registro. C’è il racconto divertente e avvincente da un lato, adatto a quel pubblico di bambini e giovanissimi incantati dal mondo Disney. C’è però anche l’impegno di sociale di chi riesce a cogliere sfumature più profonde dietro alla coloratissima e sempre eccellente animazione dello studio di Topolino.

Zootropolis 2 così può raggiungere un pubblico vastissimo e senza perdere mai un briciolo di credibilità o di identità. Si ride e si riflette nelle quasi due ore che sfrecciano via con un ritmo sempre costante. E il futuro sembra più luminoso che mai, con la scena post-credit (che magari poteva essere mid-credit) che apre le porte a un ulteriore sequel e a un nuovo conflitto tra specie con l’arrivo – almeno a quanto ci fa capire quella piuma – degli uccelli.

Le terribili linci in Zootropolis 2
Credits: Disney

Zootropolis 2 funziona: la Disney si sta rimettendo in carreggiata?

Questo Zootropolis 2 ci ricorda – capiamoci bene, con le giustissime proporzioni – La fattoria degli animali di George Orwell. È un racconto che va molto oltre le apparenze. È ben più di ciò che sembra e colpisce in maniera nitida ed efficace attraverso la metafora. Proprio per la sua forza, però, Zootropolis 2 ci sembra più che altro un unicum. Un po’ come è stato Lilo & Stitch fronte live action, trainato dalla carica di un personaggio capace di rimanere costantemente sulla cresta dell’onda.

Gli ultimi classici Disney non hanno scaldato i cuori. Wish è stato un fallimento clamoroso, ma lo stesso Oceania 2 non ha convinto a pieno. Specialmente in confronto al primo film. Sui live action c’è poco da salvare oltre il citato Lilo & Stitch, mentre la Pixar ha sicuramente fatto bene l’anno scorso con Inside Out 2, ma viene dalla delusione di Elio e prima del ritorno di Gioia e compagnia non aveva propriamente brillato. In quest’ottica è difficile sostenere che la Disney si stia rimettendo in carreggiata. Sicuramente questo 2025 ha dato riscontri positivi grazie a Lilo & Stitch e Zootropolis 2, ma entrambi ci paiono più casi isolati che esempi di una crescita organica. Attendiamo il 2026 (se volete dare uno sguardo al futuro, qui trovate tutte le uscite programmate fino al 2031) per essere smentiti.

Abbiamo approfittato di questo spazio per parlare brevemente del momento in casa Disney, ma chiudiamo sottolineando ancora una volta la forza di Zootropolis 2. Un film che ci è piaciuto tanto. Divertente e maturo. Emozionante e riflessivo. Un sequel – secondo chi scrive – perfino superiore al primo capitolo, che al tempo aveva riscosso enormi consensi. Se il livello è questo, ben vengano ulteriori storie di Judy e Nick nel futuro.