ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler su Vita da Carlo 4
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Con la quarta stagione si chiude l’avventura di Vita da Carlo. E quella che abbiamo visto è una chiusura armonica. Circolare. Un epilogo che ci riporta a quella che è stata l’essenza dell’intera serie: l’eredità di Carlo Verdone. Nel corso di tutte le quattro stagioni della serie tv prodotta a partire dal secondo capitolo da Paramount+ il protagonista ha cercato – con alterne fortune – di dare un senso a tutta la sua carriera. In Vita da Carlo 4 finalmente ci riesce, tornando a quel cinema che è sempre stato il punto focale del racconto e – di conseguenza – della vita di Verdone filtrata dal racconto.
Questo capitolo conclusivo di Vita da Carlo è di per se molto interessante. Ma lo è soprattutto in virtù dell’intero disegno che esce fuori da una serie tv che ha dimostrato – di stagione in stagione – di essere un progetto davvero valido. Sempre divertente e sempre emozionante, Vita da Carlo 4 ha saputo restituire finalmente quel senso che Verdone cercava per la sua carriera. E quel senso è il cinema, nella sua componente più pura e più primigenia. Il tutto dà anche a noi spettatori un senso d’armonia che non può che renderci sereni e soddisfatti.

Vita da Carlo 4 è un inno d’amore di Verdone al cinema
Dopo aver concorso come sindaco di Roma. Dopo aver cercato disperatamente di realizzare il proprio film d’autore e dopo la conduzione del Festival di Sanremo, Verdone si cimenta in un’esperienza per certi versi meno impegnativa. Non meno significativa però. Dopo un iniziale rifiuto, il nostro protagonista accetta il ruolo da professore nel Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Un luogo mitico, che ha visto muovere i primi passi di moltissimi volti del cinema italiano. Tra cui anche lo stesso Carlo Verdone.
E proprio col peso dei propri ricordi il regista si cimenta in questa nuova avventura, confrontandosi con una nuova generazione di aspiranti cineasti che – con tutte le enormi differenze del caso – condividono tra loro e col nuovo professore un elemento fondamentale: l’amore per il cinema. Ed è questo amore a muovere i fili del racconto. Non mancano i momenti divertenti, le gag e le incomprensioni. Su tutto spicca però sempre il cinema, che rappresenta proprio il punto d’arrivo dell’intero percorso di Verdone nella sua serie.
E quell’armonia di cui parlavamo prima viene proprio da qui. Il protagonista ha fatto tanti giri per cercare il modo di oggettificare la propria eredità. Tanti giri che però hanno ricondotto al posto da cui tutto ha avuto inizio. Davanti a un grande schermo con gli occhi sognanti e pieni di speranza.
Il finale tanto agognato
C’è un’immagine che racchiude alla perfezione l’essenza dell’intera serie tv. Proprio negli istanti finali – dopo la visione del film realizzato assieme ai ragazzi – la realtà invade definitivamente la finzione narrativa, con quel ciak che mette la parola fine alle riprese. È il trionfo della meta-narrazione che ha da sempre contraddistinto la serie di Paramount+ ed è la sintesi definitiva – a lungo ricercata – tra il Carlo personaggio e il Carlo artista. Quel film è il testamento artistico che Verdone stava cercando ossessivamente. Il senso da dare alla sua splendida carriera.
Cosa rimane di anni e anni di lavoro? Questa domanda è stata un tarlo per Verdone. Quello che rimane è però proprio quel lavoro. Sentire dei ragazzi in aeroporto che sdrammatizzano una situazione di difficoltà citando proprio le opere del cineasta romano. Vedere dei giovani appassionati lavorare con entusiasmo e coltivare le proprie ambizioni. Realizzare con loro un film di livello e conoscerli così nel loro intimo. Scarnificare l’essenza stessa del cinema fino ad arrivare alla sua riduzione. Che è l’amore.
Questo è il ruolo che Carlo Verdone stava cercando. Quello di guida volta non tanto a fare da esempio o da insegnante, ma atta a perpetrare tutto il grande amore per il cinema che è stato alla base della sua carriera. Questo è l’omaggio di Carlo Verdone. La sua carriera è il regalo che ha fatto a tutti i suoi spettatori ed è l’eredità destinata a rappresentarlo e che magari sarà in grado di portare nuovi giovani – appassionati come lui – a cimentarsi con il complesso ma bellissimo mondo del cinema.

Dentro Vita da Carlo 4
Abbiamo parlato abbondantemente del finale di Vita da Carlo 4 e del senso che da all’intera serie. Due parole vanno spese però anche sulla stagione in se, come detto decisamente all’altezza delle precedenti. Non mancano ancora una volta guest star, citazioni e omaggi. L’emozionante ultima apparizione di Alvaro Vitali. Sergio Rubini nel ruolo del miglior nemico di Verdone. Una travolgente Claudia Potenza. Lo scivolone a Belve con Francesca Fagnani. Insomma, come sempre si sono alternati in scena una carrellata di volti noti che hanno arricchito l’intero racconto.
A livello di trama, al di là del percorso da professore del protagonista il punto d’interesse maggiore è dato dal matrimonio tra Chicco e Maddalena. Questo rappresenta il culmine del racconto. La chiusura con lo spettacolare ritorno in scena di un sempre sopra le righe Maccio Capatonda. C’è da dire che – con l’incedere delle stagioni – l’aspetto puramente narrativo ha perso un po’ interesse a favore della situazionalità del racconto che invece continua a convincere. Sta forza qua il punto più critico di questa stagione. Le trame orizzontali non appassionano granché. Né il matrimonio tra Chicco e Madda, ma nemmeno la battaglia tra Verdone e Sergio Rubini o le sottotrame amorose. Gli episodi risultano quindi un po’ slegati, ma ciò non inficia granché sulla fruizione della serie.
Termina così quello che abbiamo definito un progetto davvero valido. Un esperimento che funziona perché a funzionare è soprattutto il suo protagonista. Carlo Verdone è perfetto in questa meta-narrazione che sa spaziare dal registro comico a quello più intimo. E Vita da Carlo è un regalo enorme per tutti i fan del cineasta romano. Ci rimane con questo finale il ricordo di una bella serie, soprattutto come detto per quel pubblico affezionato al protagonista. Ora non ci resta che attendere il ritorno al cinema di Verdone e sarà particolarmente interessante da vedere dopo questa serie tv tanto significativa.







