ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler su Run Away, la nuova miniserie di Harlan Coben disponibile su Netflix!!
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Il Capodanno di Netflix, come di consueto, porta la firma di Harlan Coben. È ormai da un paio d’anni che la piattaforma inaugura il catalogo thriller dell’anno nuovo con una miniserie del prolifico autore statunitense. Era successo nel 2025 con Missing You, l’anno precedente con Un inganno di troppo e nel 2021 con Stay Close. Ma la collaborazione tra Coben e Netflix è molto più feconda ed esiste una vera e propria sezione sulla piattaforma dedicata all’autore. Safe (il thriller con Michael C Hall di cui nessuno parla), In trappola, The Stranger, Svaniti nel nulla, Fidati di me sono solo alcuni dei titoli più cercati su Netflix, che ha ormai l’esclusiva delle produzioni di Coben. Run Away è l’ultimo lavoro dello scrittore ed è tratto dal suo romanzo omonimo del 2019.
La storia è ambientata nel Regno Unito e ha per protagonista un padre con una vita apparentemente perfetta che viene sconvolta nel momento in cui sua figlia scappa di casa e finisce in un brutto giro di droga. Simon Greene (a cui dà il volto James Nesbitt, un nome noto per le produzioni di Coben) è un finanziere stimato che manda avanti un’azienda insieme a sua cognata. Ha tre figli e una moglie pediatra, una casa grande e accogliente e uno stile di vita da benestante che maneggia parecchi quattrini. Le cose cambiano però quando Paige, sua figlia maggiore, inizia a fare uso di droghe e a cade nel circolo della dipendenza. La ragazza diventa irriconoscibile, i suoi rapporti con la famiglia cambiano, conduce sua madre all’esasperazione e abbandona gli studi.
Inizia poi a frequentare un ragazzo, Aaron, che la spinge ulteriormente verso il baratro. Paige scappa di casa e scompare. Nessuno ha più notizie e Simon inizia una ricerca disperata che lo porta a esplorare tutte le vie possibili pur di ritrovarla.
Run Away inizia quindi come la storia di un padre affranto disposto a tutto per riavere indietro sua figlia. Una mattina si imbatte in lei mentre è al parco. Più che in lei, in una versione irriconoscibile e sfatta della sua bambina. Ma non riesce a riportarla a casa perché interviene Aaron ad allontanarlo. Simon non resiste più e lo aggredisce in preda alla rabbia, finendo poi su tutti i social perché qualcuno ha ripreso il “pestaggio“ con un telefonino. Poco dopo, Aaron viene trovato morto in casa sua e il primo sospettato a cui la polizia va a bussare è proprio Simon. Inizia così una lunga ricerca della verità che si dispiega su più fronti. Simon vuole ritrovare sua figlia bypassando le indagini della polizia e finisce così per entrare in contatto con un sottobosco criminale a lui completamente estraneo.
Spacciatori e assassini sono le persone che frequentano il mondo incasinato di Paige e Simon prova ad entrarvi poco alla volta, nella speranza di penetrare la coltre di omertà e ottenere qualche informazione importante su dove si trovi sua figlia. La trama di Run Away è intricata e segue più filoni. Lo spunto di Harlan Coben è venuto fuori dai suoi timori di padre nel vedere le derive che possono prendere le vite dei figli. La serie tratta molto il tema del rapporto tra genitori e figli, ma tocca anche altre questioni come la tossicodipendenza, il potere manipolatorio delle sette religiose e la gestione delle case di adozione, che nascondono più di un oscuro segreto. Run Away nei primi episodi sembra seguire delle trame slegate tra loro.
C’è la ricerca di Simon in primo piano, ma vediamo presto altri personaggi aggiungersi all’intreccio.
Elena Ravenscraft è un’agente privata che vuole aiutare un padre a ritrovare il proprio figlio scomparso, mentre Ash e Dee Dee sono due serial killer dal passato difficile che girano il Paese uccidendo persone segnate in una lista dai vertici di una setta religiosa. Anche se i vari filoni narrativi sembrano apparentemente slegati tra loro (e all’inizio creano un po’ di confusione in chi guarda), si tratta in realtà di diversi pezzi di un puzzle che si ricompone verso la fine. Run Away è costruita quindi su più linee narrative che si intersecano tra loro e a cui, di episodio in episodio, si aggiungono elementi che chiariscono il quadro.
Così sembra piuttosto naturale che le indagini portate avanti da Elena finiscano per incrociare quelle di Simon e che il nome di entrambi finisca sulla lista di Ash e Dee Dee. Gli omicidi e le scomparse in Run Away hanno tutte un comune denominatore: riguardano ragazzi adottati che, si scoprirà nel finale, hanno un genitore in comune. La serie perciò si ramifica abbracciando vari contesti. Il cast di Run Away è piuttosto affollato. Oltre ai personaggi già nominati, ci sono gli altri membri della famiglia Greene (la moglie di Simon, Ingrid, e gli altri due figli), il collega di Ingrid che sembra nascondere un segreto importante e i detective Fagbenle (Alfred Enoch) e Todd (Amy Gledhill), che, oltre a condividere una relazione segreta tra colleghi, provano a tenere insieme tutti i pezzi del grande puzzle.
Run Away riflette perfettamente lo stile del suo creatore. È facile riconoscere la firma dell’autore, lo stile di Coben si ripete come una copia degli altri prodotti.
Anche Run Away è una miniserie che ha al centro grandi segreti familiari che affiorano a poco a poco. Il protagonista viene catapultato in un mondo che non conosceva, pieno di bugie e omissioni. Non si sa mai di chi fidarsi nelle opere di Harlan Coben. Tutti sono potenziali sospettati e nessuna pista è mai scontata fino alla fine. Non si tratta di un thriller perfettamente rodato. I più attenti troveranno sicuramente delle incongruenze e buchi di trama lungo gli otto episodi della serie. Ma le opere di Coben mirano a un intrattenimento immediato e si preoccupano solo in un secondo momento dell’inattaccabile coerenza narrativa. Anche Run Away, come gli altri titoli presenti sulla piattaforma, è ricca di colpi di scena, cliffhanger e rivelazioni che spingono al binge watching.
Non è un caso che questo tipo di prodotti vengano rilasciati la mattina di Capodanno, quando si smaltiscono i festeggiamenti del giorno prima davanti a una serie tv che sappia scorrere molto velocemente fino alla fine. Il ritmo di Run Away è veloce, velocissimo, e questa è un’altra caratteristica delle opere dell’autore. Si passa velocemente da una scoperta all’altra, da un indizio importante all’altro, senza avere il tempo di stare a riflettere su ogni singolo elemento. Una trama così predisposta diventa perciò appassionante e coinvolgente proprio perché non dà il tempo di riflettere, ma procede spedita verso il finale.
Alcuni plot twist sembrano un po’ banali (in più di un’occasione lo spettatore riesce facilmente ad anticipare la rivelazione che si sta per realizzare sullo schermo), ma il ritmo della trama non concede pause, così il pubblico è mosso solo dalla voglia di arrivare fino in fondo e incastrare tutti i tasselli al proprio posto.
Per gli appassionati di thriller carichi di colpi di scena dal ritmo veloce, Run Away è una serie consigliatissima, perché porta il marchio di fabbrica di un autore stimato del genere e perché fornisce una buona dose di intrattenimento senza pause. Se si cerca invece un thriller raffinato, in cui la qualità della trama abbia priorità su tutto il resto, questa miniserie potrebbe essere deludente. In ogni caso, a un giorno dalla sua uscita, Run Away ha già conquistato la Top10 dei titoli più visti della piattaforma, dietro solo a Stranger Things (di cui abbiamo recensito l’attesissimo finale di serie). D’altronde, Harlan Coben ha sempre garantito numeri importanti a Netflix e pare proprio che il suo pubblico di riferimento sia disposto a dargli credito anche questa volta.










