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Poldark 4×04 e 4×05 – Tears must fall

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Tanta umanità, tanta dolcezza. La bellezza e la profondità delle emozioni umane riesce sempre a stupire, specialmente se resa così differentemente e così realisticamente da personaggi fittizi. La capacità di una serie – se è davvero una bella serie – è quella di riuscire a costruire pazientemente un castello di carta, composto da personaggi perennemente in bilico, sempre sul rischio di perdere un qualcosa. E quando questo succede, è proprio lì nella loro reazione che ci si rende conto se davvero è reale. Se davvero quel personaggio potrebbe reagire così, se davvero tutto funziona. Con tutta la calma e tutta la pazienza del mondo, Poldark ha saputo costruire e nuovamente distruggere tutto, senza pietà.

La quarta e la quinta puntata sono un inno alla famiglia, alla paternità, all’amicizia e, ahimè, alla perdita.

Scioccante e sconvolgente era stata la perdita della piccola Sarah, che ha rivoluzionato e ribaltato nuovamente le carte in tavola, specialmente per il Dottor Enys e Caroline. Nelle due puntate abbiamo potuto osservare come i due personaggi hanno reagito alla terribile perdita.

La sensibilità del Dottor Enys

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Il primo è proprio lui. Un uomo sensibile e così determinato viene spezzato nuovamente dalla vita. Il suo dolore è indescrivibile, specialmente peggiorato dall’impotenza di non poter salvare sua figlia, lui che è un medico e di vite ne ha salvate molte. È un uomo coraggioso e affronta la situazione di petto. La perdita di una figlia è una dolorosissima prova per Enys, il quale non vede solamente a rischio la sua famiglia ma anche le sue doti di medico vengono messe in dubbio. Si sente impotente, distrutto e niente può colmare un vuoto tale. Forse Ross Poldark, il migliore amico, è l’unico a poterlo comprendere, a sollevare di un poco la sua sofferenza. Proprio lui che ha perso una figlia a sua volta.

La fermezza di Caroline

Tutti ci saremmo chiesti come avrebbe affrontato la notizia della malattia della figlia. Avrebbe pianto disperata? Si sarebbe arrabbiata?

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In questo caso nessuna delle due opzioni è corretta. Caroline, frutto di anni di educazione e di buone maniere, rimane ferma persino al funerale della figlia. Pertanto per questo motivo decide di lasciare la Cornovaglia e il marito per andare a Londra. Una fuga? Sì. Una fuga da ciò che la vita reale l’aspetta. Una sorta di pausa, dove potrà finalmente affrontare ed elaborare il lutto, piangendo. Caroline sa perfettamente che una volta iniziato il pianto, significherà affrontare davvero l’accaduto. Realizzare quale sia veramente la realtà, senza scappare.

Il personaggio di Caroline è profondamente sfaccettato e ben scritto.

Fortunatamente, tra le grandi e raffinate distrazioni di Londra, Ross come sempre – o quasi – paladino di ciò che è giusto, è colui che spinge Caroline a fare ciò per cui è venuta a Londra: cioè affrontare il lutto, avere a che fare con la realtà. La giovane donna però sembra continuamente rimandare e fuggire. Ma questo non è più possibile quando Ross parla di Julia. Dimostrando a Caroline di non essere l’unica ad aver affrontato una tale perdita, e che fino in fondo tali situazioni non si supereranno mai. Si deve solamente andare avanti e piangere, perché solamente quando si avrà pianto potrà iniziare il lungo percorso di accettazione.

Tears must fall

Ross è un uomo forte. E lui e Caroline sono più simili di quanto possano immaginare.

Entrambi sono di nobili origini e sempre a loro agio. E nonostante la forza e il coraggio che in molte occasioni li hanno contraddistinti, entrambi non sono in grado di affrontare le situazioni dolorose,  lo fanno ma mai nel modo giusto. Mai senza prima in qualche modo sbagliare. Completamente differente da Dwight e Demelza, i quali in queste due puntate dimostrano quanto siano estremamente simili. Loro sono quelli che affrontano le situazioni di petto, che sanno confrontarsi con il dolore e riprendere con la propria vita. Differentemente dai rispettivi coniugi che nella maggior parte dei casi preferiscono la fuga.

They would be a better match

Forse sì. Forse Caroline e il Capitano Poldark sarebbero stati la coppia perfetta. Ma sarebbero stati davvero giusti? Sarebbero riusciti a resistere? Loro così simili da potersi capire ma da completarsi no. Ed è qui che entrano in gioco Demelza e il Dottor Enys.

Prima Sarah, poi Ossie

Queste due puntate scorrono a braccetto. Specialmente perchè sono legate da due morti, opposte e brutali, che stravolgono completamente l’intreccio della vicenda. Da una parte abbiamo Sarah, una piccola bambina il cui unico peccato è stato nascere con un difetto al cuore. La quale esala l’ultimo respiro tra le braccia della madre e la cura del padre. Dall’altra abbiamo Ossie, l’orribile e viscido reverendo, il quale muore in completa solitudine nel bel mezzo del bosco.

Se pensavamo che dopo la sua morte tutto si sarebbe risolto tra Drake e Morwenna… sbagliavamo di grosso! 

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Alla notizia della morte del reverendo, Drake abbandona Rosina all’altare e decide di recarsi direttamente da Morwenna. Ma quest’ultima, per qualche assurdo motivo decide di troncare il rapporto sul nascere.

I am sick. Tainted.

Effettivamente la ragazza ha subito un’esperienza orribile, che l’ha trasformata completamente fin dalle radici. Si sente sporca, corrotta e non più adatta per il puro Drake. È entrata nel mondo degli adulti nella maniera più brutale e rude possibile e ovviamente ciò ha lasciato dei segni. Comunque sta di fatto che Morwenna è un personaggio davvero frustrante, perché non si ottiene mai nessuna reazione dalla sua parte.

Debole… indifferente… codarda?

Il futuro per Morwenna sembra davvero essere avvolto da un nube oscura. Specialmente dopo aver gettato il braccialetto di Drake, che era stato per lei un simbolo di speranza, una scialuppa per tutto questo tempo.

Il vero tema della puntata

In contrasto a scene tanto brutali, crude e drammatiche, dal fondo emerge un tema che collega tutte le storie: la famiglia. 

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Da una parte c’è il clima sereno e pacifico che è stato faticosamente ricostruito nella casa Poldark, dove finalmente la situazione fra Demelza e Ross sembra essersi rinsaldata. Demelza e i suoi due fratelli, il cui legame è più forte che mai. Dall’altra abbiamo Morwenna, personaggio completamente privo di tutta la tenerezza e la sensibilità delle cure di un marito e della spensieratezza della vita e della dolcezza di diventare madre. Ancora ritroviamo la bellissima coppia di Dwight e Caroline, un’aspirante famiglia che sotto il peso della morte della figlia è sul punto del non ritorno. E non dimentichiamoci di George Warleggan, che miseramente prova a costruirsi la propria famiglia, priva di qualsiasi traccia di sangue Poldark, cercando di allontanare Geoffrey Charles permanentemente.

Siamo in attesa di vedere come tutto questo proseguirà.

STAY TUNED.

LEGGI ANCHE: Poldark – La mia opinione appassionata

Written by Lisa Personeni

Sono una di quelle che si possono definire un caso disperato: disordinata, ritardataria, quel poco di imbranata che non guasta mai e perennemente con la testa fra le nuvole. Vivo in un mondo tutto mio fatto di libri, musica, film e... Serie Tv! E di queste mi piace anche parlarne.

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