La chica o el mundo. È tutto nel titolo il finale della prima stagione di Pluribus, forse dell’intera Pluribus. La chica o el mundo. L’illusione o la salvezza. L’apparenza serena del matrix o la realtà. La felicità sintetica o lo squarcio nel velo di Maya. “Devo avere tutte quelle sostanze che mi scorrono nel sangue. Continuo a pensare che sparirà ma poi non succede e non voglio che succeda“. È una droga che scorre nel corpo di Carol. “Serotonina, dopamina, vasopressina, ossitocina“. Un mix che la mente alveare le ha somministrato senza neanche che lei se ne rendesse conto.
Le ha creato un mondo d’illusione, di felicità, di appagamento pieno, totale. E l’organismo di Carol ha continuato a rilasciare ormoni senza sosta. L’avevamo lasciata nel deserto, incapace di resistere alle tentazioni del diavolo. Questo episodio di Pluribus ci conferma quello che avevamo scritto nella recensione (e la spiegazione) della settima puntata. Ci conferma che esattamente quaranta giorni, come Cristo, Carol ha vissuto senza gli “altri”. Nella privazione non di acqua e cibo ma di felicità. La mente alveare si era allontanata da lei, le aveva tolto la sua dose di droga, di ormoni. Le aveva tolto Zosia. E Carol in piena astinenza aveva infine ceduto. Caduta vittima delle tentazioni diaboliche, della manipolatoria seduzione di chi si finge uno e invece è tanti.