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Pluribus 1×07 – La recensione (e la spiegazione) della settima puntata

Carol in Pluribus

Il deserto in Pluribus, in ogni grande storia è lo spazio dove la vita non si vede. È il paradiso terrestre che si è fatto arido col peccato originale. È il luogo della tentazione e della solitudine, del vuoto e della fame. Là in quel deserto in forma di foresta, di bosco, di aride dune di sabbia passano tutti prima o poi. Tutti quelli che vogliano superare la soglia, varcare il confine iniziatico prima di intraprendere la missione.

Deserto per Manousos Oviedo in Pluribus significa solitudine, rinuncia, pericolo e foresta.

Lui più di tutti sa che bisogna resistere alle tentazioni. Che bisogna dire no a chi ha “rubato il mondo” perché “Voi non appartenete a questo mondo“. Là, in quel deserto di fame, sete e pericolo il diavolo lo viene a tentare tre volte, come accade a Cristo. Prima assumendo l’aspetto della madre. Poi offrendogli ristoro. Infine un facile trasbordo. “Possiamo trasportarti lì entro sera“. Ma Manousos resiste, come il Messia cristiano. Si oppone a ogni lusinga. Rifiuta come Cristo l’allettamento del conforto, del cibo, del potere.

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